Le Rotte Marittime dell’Export e del Petrolio e le Isole Spratly

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Le rotte marittime dell'export e le isole Spratly

Le isole Spratly sono fondamentali per il controllo delle rotte marittime nel Mar Cinese Meridionale ovvero le rotte dell’export e dell’import della Cina, nonche’ del petrolio che consente lo sviluppo cinese.

L'export in Cina è condizionato dalle tensioni tra Cina ed USA - senza dimenticare il Giappone. Nella fotografia, un incrociatore della US Navy della classe Ticonderoga appartenente alla flotta del Pacifico
L’export in Cina è condizionato dalle tensioni tra Cina ed USA – senza dimenticare il Giappone. Nella fotografia, un incrociatore della US Navy della classe Ticonderoga appartenente alla flotta del Pacifico

 

LE ROTTE DELL’EXPORT, DEL PETROLIO E DELL’IMPORT CINESE

Le isole Spratly

Ogni tanto, in Occidente si sente parlare delle isole Spratly, un insieme di piccole isole e scogli nel Mar Cinese Meridionale. Fatto sta, che le isole controllano le rotte marittime nel Mar Cinese Meridionale.

Di solito si parla:

  1. Delle “beghe” tra i vari paesi che le rivendicano ed in vari casi occupano militarmente
  2. Eventualmente di supposte grandi risorse – petrolio e gas – ma quasi mai della loro collocazione strategica lungo la rotta marittima piu’ trafficata al mondo.
Non solo le crisi nel Golfo Persico hanno influenza sull'export del petrolio
Non solo le crisi nel Golfo Persico hanno influenza sull’export del petrolio

Petrolio e gas

E si’, si parla anche di petrolio e gas: quelli trasportati un enormi quantita’ da petroliere – gas tanker nel caso del gas.

Senza dimenticare le rotte del colossale export – ma anche import – cinese verso l’Europa, l’Africa ed il Medio Oriente.

Non esiste solo la Nuova Via della Seta. Esistono anche le rotte marittime, Nuova via della Seta Marittima per prima.

In poche parole, le Spratly hanno un’importanza strategica enorme, soprattutto per la Cina.

Le isole Spratly
Le isole Spratly, da Google Maps

 

POSIZIONE GEOGRAFICA E STORIA DELLE ISOLE SPRATLY

Posizione geografica

Anche se vengono definite isole, si tratta in realta’ di un insieme di circa 750 isolotti, scogli, ecc. sparsi su una superficie di piu’ di 400.000 Km/q.

Si trovano piu’ o meno tra il Vietnam e le Filippine, ad un migliaio di chilometri dalla grande isola cinese di Hainan.

Non solo gas e petrolio. Le rotte dell'export sono molto attive nell'area delle isole Spratly
Non solo gas e petrolio. Le rotte dell’export sono molto attive nell’area delle isole Spratly

Storia

La storia delle rivendicazioni da parte dei vari governi e’ infinita: la prima – una rivendicazione inglese – risale probabilmente al 1887 .

La Cina – piu’ recentemente, sia la Repubblica Popolare Cinese che Taiwan – ha sempre rivendicato le isole Spratly, tanto da inviare forze navali all’inizio del 1900. Anche la Francia ha rivendicato le isole nel passato.

Dopo la guerra – con una piccola base navale giapponese – si sono moltiplicate le rivendicazioni e le occupazioni. Attualmente, le Spratly presentano varie basi militari.

In particolare, vi sono presidi militari di: Cina, Taiwan, Vietnam, Malesia, Filippine.

Interdizione del traffico marittimo nel Mare Cinese Meridionale
Caccia Su-27, simile a quelli impiegati dalla Cina

 

GLI AEROPORTI DELLE VARIE NAZIONI SULLE SPRATLY

Dove sono gli aeroporti?

Tutte le potenze di cui sopra hanno costruito o stanno costruendo aeroporti sulle Spratly:

  1. Vietnam a Spratly
  2. Filippine a Thitu
  3. Taiwan ad Itu Aba
  4. Malesia a Swallow Reef
  5. Cina a Fiery Cross Reef.

A parte Spratly, su tutti gli aeroporti in questione possono operare jet da combattimento – anche se quello filippino e’ in erba.

Sulla pista cinese, di molto la piu’ lunga (3.000 m.), potranno operare anche grossi aerei – tipo bombardieri.

Normalmente sono gli elicotteri ad attirare l'attenzione del pubblico. Tuttavia, per le navi gli aerei - soprattutto se a lungo raggio - sono estremamente piu' pericolosi
Normalmente sono gli elicotteri ad attirare l’attenzione del pubblico. Tuttavia, per le navi gli aerei – soprattutto se a lungo raggio – sono estremamente piu’ pericolosi

Fiery Cross e’ di particolare interesse:

  1. La Cina ha ingrandito artificialmente lo scoglio al fine di costruire una pista cosi’ lunga
  2. Include una rada protetta dal mare
  3. Pare che la Cina stia per approntare una seconda pista, in macadam o meno.

La prima cosa che si nota e’ che la Cina e’ stata l’ultima a costruire un aeroporto. Forse questo e’ stato dovuto alle difficolta’ di una simile opera in ambiente tanto ristretto. O forse si tratta di una reazione agli aeroporti altrui.

Fatto sta, che e’ evidente l’importanza ascritta dalla Cina alle isole Spratly.

La Cina ha in programma grossi incrociatori a lungo raggio ed estremamente ben armati. Un qualcosa che si avvicina alle capacita' operative attuali degli incrociatori russi della classe Kirov, insomma
La Cina ha in programma grossi incrociatori a lungo raggio ed estremamente ben armati. Un qualcosa che si avvicina alle capacita’ operative attuali degli incrociatori russi della classe Kirov, insomma

Le possibilita’ degli aerei cinesi che decollano dalle isole Spratly

Per quanto riguarda il raggio d’azione degli aerei che potranno essere basati a Fiery Cross, l’articolo citato all’inizio di questo capitolo parla di un raggio d’azione di 3.500 miglia per i bombardieri H6G, anche se onestamente mi pare un po’ tanto per un derivato del russo Tu-16; mi pare una cifra forse accettabile senza carico bellico, ovvero in missione da ricognizione.

E’ comunque evidente che simili bombardieri, se armati con missili antinave, possono interdire il traffico marittimo al di la’ del Mare Cinese Meridionale. In poche parole, in caso di problemi non sarebbero solo l’export e l’import cinesi a risentirne.

Le isole Spratly sono vitali per rotte marittime nel Mar Cinese Meridionale, quelle del petrolio per prime
Le isole Spratly sono vitali per rotte marittime nel Mar Cinese Meridionale, quelle del petrolio per prime

 

CHI CONTROLLA LE ISOLE SPRATLY CONTROLLA LE ROTTE CINESI DI EXPORT, IMPORT, GAS E PETROLIO

Per quanto fin qui visto, e’ ovvio che il controllo delle Spratly, o meglio dello spazio aereo sopra (ed attorno) alle stesse, garantisce il controllo delle rotte marittime.

La situazione piu’ delicata e’ proprio quella della Cina:

  1. Si trova oltre (per le navi provenienti da sud) le isole
  2. Non ha rapporti particolarmente amichevoli con il Giappone
  3. Per ragioni storiche ha rapporti tesi con Taiwan
  4. Viene considerata un competitor militare dagli Stati Uniti – i padroni navali del Pacifico.
L'interruzione delle rotte marittime del petrolio non e' difficile
L’interruzione delle rotte marittime del petrolio non e’ difficile

Gli altri paesi presenti nell’area

Anche le Filippine e Taiwan si trovano oltre le isole, pero’ hanno buoni od ottimi rapporti con gli Stati Uniti.

D’altra parte, i rapporti tra Cina e Vietnam sono pessimi da vari decenni ed hanno incluso una guerra nel 1979. Invece, i rapporti con la Malesia e l’Indonesia sono molto buoni: ricordo fra l’altro il grande scambio commerciale tra Cina ed Indonesia, nonche’ l’accordo di partnership strategica del 2005 che include la difesa.

Un cacciatorpediniere USA della classe DDG-51, come i due che hanno subito incidenti gravi nel Pacifico. I cacciatorpediniere di questa classe entrano regolarmente nel Mar Cinese Meridionale - come monito alla Cina
Un cacciatorpediniere USA della classe DDG-51, come i due che hanno subito incidenti gravi nel Pacifico. I cacciatorpediniere di questa classe entrano regolarmente nel Mar Cinese Meridionale – come monito alla Cina

Il punto debole delle rotte dell’export e dell’import cinese

In poche parole, al momento sembrerebbe che il punto debole del traffico marittimo cinese sia proprio l’area attorno alle Spratly.

La Cina teme probabilmente di vedere l’interruzione dei vitali traffici marittimi. Fra questi traffici c’e’ anche il flusso di gas e petrolio.

D’altronde, le altre nazioni – Stati Uniti e Giappone in primis – temono che la Cina possa usare le Spratly in modo aggressivo.

E’ quindi evidente che le imprese italiane – e certamente non solo le PMI – dovrebbero interessarsi di piu’ alla strategia ed alla geopolitica prima di prendere decisioni capitali di internazionalizzazione ed export.

L'importanza delle isole Spratly per l'export europeo e' grande
L’importanza delle isole Spratly per l’export europeo e’ grande

 

POSSIBILI CONSEGUENZE SULL’EXPORT DI PROBLEMI NELL’AREA

Problemi nell’area delle Spratly avrebbero conseguenze enormi su export ed import della Cina, ma non solo. E’ quindi perfettamente comprensibile che i cinesi cerchino di assicurarsi il controllo delle isole.

Mi riprometto di scrivere in futuro della grande strategia cinese e degli scopi delle forze navali cinesi. Per il momento, mi limito alle Spratly in senso stretto.

Un caccia-bombardiere F-16, simile a quelli basati nelle Filippine
Un caccia-bombardiere F-16, simile a quelli basati nelle Filippine

L’aeroporto cinese sulle Spratly

L’aeroporto cinese sara’ di gran lunga il piu’ grande e quello con le capacita’ operative piu’ avanzate, ma si trova pur sempre ad un migliaio di chilometri da Hainan. Il suo scopo e’ quindi probabilmente piu’ protettivo che altro.

Inoltre, e’ indubbiamente nel raggio d’azione dei caccia che operano dalle Filippine e si trova su un grosso scoglio. In caso di problemi seri, sarebbe probabilmente messo fuori combattimento in poco tempo.

E’ quindi probabile che il suo scopo sia piu’ di deterrente, sorveglianza e protezione del traffico in caso di:

  1. Tensioni, in particolare con il Vietnam
  2. Conflitti di bassa/bassissima intensita’
  3. Eventuali embarghi.
Il modernissimo caccia multi-ruolo russo SU-35. Aerei di questo tipo, se acquistati e schierati in futuro sulle isole Spratly, renderebbero impraticabile l'intera area per la flotta USA
Il modernissimo caccia multi-ruolo russo SU-35. Aerei di questo tipo, se acquistati e schierati in futuro sulle isole Spratly, renderebbero impraticabile l’intera area per la flotta USA

Il Mar Cinese Meridionale in caso di problemi

In caso di problemi del tipo appena visto, si possono prevedere la deviazione di parte del traffico – con i relativi costi – un aumento dei premi di assicurazione, un calo notevole del volume di import/export tra Cina ed Indonesia.

Per le imprese occidentali, il costo dell’internazionalizzazione in Cina potrebbe diventare elevato.

In caso di problemi piu’ gravi, e’ evidente che il Mare Cinese Meridionale diventerebbe un’area impraticabile. A quel punto, una base aerea cinese sulle Spratly non farebbe nessuna differenza.

Gli Stati Uniti ritengono essenziali le rotte marittime nel Mare Cinese Meridionale
Gli Stati Uniti ritengono essenziali le rotte marittime nel Mare Cinese Meridionale

E gli USA?

D’altra parte la base stessa potrebbe essere la scintilla che infiamma il Mar Cinese Meridionale. Base, la cui costruzione continua e che va ad “urtare” anche gli Stati Uniti.

Tutto dipendera’ dalla volonta’ dei vari attori di comprendere le reciproche ragioni, ma problemi legati alle isole Spratly potrebbero:

  1. Sconvolgere il traffico marittimo delle rotte piu’ trafficate al mondo
  2. Porre seriamente a rischio l’export occidentale e – soprattutto – l’internazionalizzazione di tante imprese che stanno puntando sulla Cina.

Scommettiamo che i manager di 99 aziende occidentali su 100 non conoscono il problema Spratly?

E che non si sono mai posti seriamente il problema di dove internazionalizzare, ovvero non hanno mai fatto adeguate considerazioni di geopolitica e di risk management?

Video – Internazionalizzazione? Per il dove non bastano le considerazioni economiche

 

GLI SVILUPPI

L’insofferenza cinese

I recenti sviluppi, con il braccio di ferro che si sta instaurando tra Cina, USA e Giappone, sono noti. La Cina desidera il controllo esclusivo del Mare Cinese Meridionale, Giappone ed USA si oppongono.

Ricordo che la Cina aveva minacciato azioni estremamente dure se la portaelicotteri giapponese – ufficialmente un cacciatorpediniere – fosse entrate nel mare come preannunciato. La missione della Izumo consisteva in una lunga crociera fin nell’Oceano Indiano, per esercitazioni con altre marine – pare anche con la US Navy nel Mare Cinese Meridionale.

Export in Giappone? Normalmente, per via mare
Export in Giappone? Normalmente, per via mare

Il controllo delle rotte dell’export

Il Giappone vuole garantire le rotte verso l’Asia Sud-Orientale.

Gli USA non vogliono perdere ogni forma di controllo, od anche di libera navigazione, su un’area strategica – sia dal punto di vista militare che da quello di vista dell’export.

Perdere ogni controllo sul Mar Cinese Meridionale sarebbe catastrofico per l’export degli Stati Uniti – ma per questo rimando al mio articolo Conseguenze per l’Export del Declino USA nel Pacifico Sud-Occidentale.

Gli USA non intendono permettere il totale controllo del Mare Cinese Meridionale da parte della Cina
Gli USA non intendono permettere il totale controllo del Mare Cinese Meridionale da parte della Cina

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