La Caduta degli Dei – Parte 1: UE, Turchia, Immigrazione e Missili Russi

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La caduta degli dei: UE ed immigrazioneGli avvenimenti in Siria e le loro conseguenze, gli attacchi terroristici dell’Isis in Europa, i missili russi S-300, i rapporti con la Turchia e la gestione del fenomeno immigrazione – se considerati assieme alla politica economica ed estera della UE – rivelano forse che l’Unione Europea ha gia’ cominciato a sfaldarsi?

Non si tratta di una domanda da poco, soprattutto per chi fa export e/o internazionalizzazione.

Nel giugno 2015 avevo rilevato come l’Unione Europea stia chiaramente trascurando il suo punto di forza di sempre, ovvero l’economia – per privilegiare quello che e’ sempre stato il suo punto debole, ovvero la politica estera.

A seguito degli eventi e fenomeni citati, l’Europa non ha altra scelta se non percorrere la sua strada, indipendentemente da influenze esterne – oppure di assistere al suo stesso sfaldamento, economico per primo.

Export dell'Unione EuropeaIn poche parole: tornare ad essere l’orgoglioso continente di un tempo, economicamente prospero, od imboccare definitivamente la strada del declino e dell’oblio?

Questa seconda possibilita’ implichera’ indubbiamente un declino in accelerazione dell’export, a favore di nuovi attori.

Questa e’ la prima parte di un lungo articolo in tre parti.

 

1) LA GRECIA E LE CONSEGUENZE DELLE CRISI TURCHIA-RUSSIA E TURCHIA-UE

In La Crisi Greca, la Russia e gli Errori Strategici dell’ Unione Europea avevo rilevato come la Russia stesse dedicando molta attenzione alla Grecia, sia per cercare di uscire dall’isolamento europeo che per cercare di “colpire” una UE chiaramente ostile.

Cosa e’ seguito poi, in seguito agli accordi tra UE e Grecia e’ ben noto: una Grecia che si sente umiliata dalla UE, costretta ad una specie di commissariamento pratico ed a sacrifici enormi – non e’ qui importante rilevare se la Grecia avesse o meno commesso errori prima.

Violazioni dello spazia aereo greco da parte dell'aviazione turcaNel contempo, continuavano le migliaia di violazioni dello spazio aereo greco da parte dell’aviazione militare turca; ricordo qui solo che il clima tra Turchia e Grecia e’ pessimo da decenni (in particolare dall’invasione turca di Cipro), e che le violazioni turche sono legate a rivendicazioni territoriali.

Il premier greco si e’ perfino lamentato (su Twitter) del fatto che le continue violazioni turche costano alla Grecia spese enormi per la difesa.

Fatto sta che, nonostante le lamentele Greche presso la NATO (di cui sia la Grecia che la Turchia fanno parte), sembrerebbe che la NATO (e la UE) piu’ che osservare non faccia. La crisi Turchia-UE dimostra l’impotenza dell’Unione Europea di fronte alle richieste turche.

Ecco che qui si inseriscono tre importanti fatti:

  • Dopo l’abbattimento del SU-24 russo in Siria da parte dell’aviazione turca, e conseguente dispiegamento dei missili S-400 (ovvero S-300 PMU-3) da parte dei russi, le violazioni dello spazio aereo greco si sono interrotte
  • S-400: export, economia e missiliNel corso del meeting del Consiglio della NATO del 24 novembre 2015, la Francia ha condannato l’abbattimento del SU-24 – pero’ la Grecia e’ stata la prima a dare il tono alla discussione lamentandosi delle violazioni turche del suo spazio aereo
  • Sono portato a credere che gli aerei AN-124 che hanno trasportato in brevissimo tempo le batterie di missili russi S-400 in Siria potrebbero benissimo avere sorvolato Bulgaria, (Serbia, Macedonia) e Grecia, ed eventualmente anche la Francia via Mare del Nord; mi chiedo inoltre quale rotta avrebbero potuto seguire i bombardieri strategici TU-22M e TU-160 per eseguire le missioni sulla Siria.

Ma cominciamo dall’ultimo punto e dagli S-400.

 

2) POSSIBILI ROTTE DEI TRASPORTI RUSSI E DEGLI S-400, NONCHE’ DEI BOMBARDIERI STRATEGICI

La prima cosa che mi sono chiesto e’: che rotta potrebbero avere seguito gli AN-124 per arrivare in Siria velocemente ed in sicurezza?

Mi sembra ben ovvio che dei grossi trasporti, con un carico cosi’ prezioso (una tecnologia missilistica che non deve assolutamente rischiare di cadere in mani ostili) ed incapaci di difendersi da eventuali attacchi aerei o missilistici, abbiano seguito una rotta sicura.

Le fonti internet (basate su transponder) indicano Iran ed Iraq.

Video: lanci reali di missili russi S-300

Personalmente, se dovessi inviare materiale cosi’ importante su aerei cosi’ vulnerabili, escluderei Iran, Iraq e Kurdistan: in particolare gli ultimi due paesi sono dominati dall’aviazione americana e/o turca. Inoltre, anche parte della Siria non e’ assolutamente sicura per un grosso e lento trasporto. Senza contare che ottenere il passaggio sopra l’Iraq, per quanto ben disposto possa essere il governo, deve essere ben difficile vista l’influenza americana.

Insomma, sono dell’opinione che gli AN-124 potrebbero benissimo avere seguito una rotta europea, ed in particolare attraverso alcuni dei paesi seguenti: Romania, Bulgaria, Serbia, Macedonia, Grecia; visti gli attentati di Parigi, non escluderei nemmeno la rotta Mare del Nord – Francia – (Grecia) – Siria.

Aereo russo impiegati in Siria contro l'Isis
Il modernissimo caccia multiruolo russo SU-35, impiegato in Siria contro l’Isis

Anche i bombardieri strategici russi potrebbero avere seguito le rotte in questione per colpire l’Isis in Siria – del resto, sia le missioni dei bombardieri che quelle dei trasporti aerei di S-400 sono cominciate dopo gli attentati dell’Isis a Parigi.

Gli USA avevano chiesto a vari paesi europei (in particolare Grecia e Bulgaria) di chiudere il loro spazio aereo ai voli russi; pero’ non mi pare (ma potrei sbagliarmi) che la Grecia abbia mai dato una risposta precisa. Inoltre, questo avveniva prima di Parigi.

Non ho trovato niente relativamente a Romania, Serbia, e Macedonia.

La Romania e’ stata recentemente molto scontenta delle imposizioni della EU relativamente ai profughi, pero’ e’ normalmente poco vicina alla Russia; la Serbia e’ da sempre vicina alla Russia ed ha ancora il dente avvelenato per la faccenda Kosovo.

Un F-16 come quello che ha abbattuto il SU-24 russo
Un F-16, come l’aereo turco che ha abbattuto il SU-24 russo

E la Bulgaria?

A seguito dell’abbattimento del SU-24, pareva che la Russia non intendesse piu’ fare passare l’oleodotto che avrebbe dovuto sostituire il South Stream per la Turchia; il che aveva riportato alla ribalta Bulgaria e Grecia. La nuova entente cordiale russo-turca ha poi riportato il progetto sul binario originale.

Ci sono stati evidenti segnali di avvicinamento tra la Russia e la Bulgaria; d’altra parte, e nonostante quello che appare, la societa’ Bulgara non e’ amichevole verso la Turchia – del resto, l’inimicizia tra i due popoli (e prima ancora tra Bulgari e bizantini) ha radici profonde. Nel febbraio 2014 l’attuale primo ministro (ed all’epoca ministro degli esteri) turco ha cancellato una visita in Bulgaria perche’ il presidente bulgaro non ha accettato di riceverlo.

Per quanto riguarda infine le relazioni tra Macedonia e Russia, sono indubbiamente eccellenti.

Per finire, la rotta Mare del Nord – Francia (Grecia) – Siria: visti gli eccellenti rapporti tra Francia e Russia a seguito di quella che e’ a tutti gli effetti un’alleanza contro l’Isis, ritengo perfettamente fattibile questa rotta; certo, sarebbe molto piu’ lunga della prima possibilita’.

Ma veniamo alla Grecia.

 

Grecia, Turchia, Immigrazione e difesa aerea3) LA GRECIA, LA TURCHIA, L’IMMIGRAZIONE E LA DIFESA AEREA

Che i rapporti tra Grecia e Turchia siano pessimi, e’ evidente.

Che i greci si sentano umiliati dall’ Unione Europea e’ un fatto di cui si e’ gia’ detto; come e’ un fatto l’attenzione dedicata da Putin al paese.

Quello di cui raramente si parla e’ la situazione catastrofica dovuta all’arrivo/passaggio di centinaia di migliaia di profughi: profughi che arrivano dalla Turchia e che ricevono ogni riguardo dalla UE – per un’analisi della politica migratoria delle UE, rimando al mio articolo del settembre 2015, Immigrazione – Conseguenze Strategiche ed Aspetti di Gestione.

Fatto sta, che la situazione in Grecia e’ catastrofica e che l’importantissima industria del turismo ne ha risentito in maniera pesante.

Negli ultimi tempi, la Turchia sta prendendo la UE per la gola: l’Unione Europea ha dato alla Turchia 3 miliardi di euro e si era parlato di un’accelerazione dell’adesione all’Unione stessa; in cambio, la Turchia non ha aperto totalmente le porte (in uscita) ai profughi. Ora, poi, la Turchia minaccia ancora una volta di inondare la UE di profughi.

Immigrazione -Infrastrutture inadeguateCome appena detto, tali profughi si riversano gia’ ora innanzitutto in Grecia.

Ma anche la Bulgaria e’ estremamente scontenta del flusso di migranti attraverso la Turchia, tanto che secondo alcuni (indagine del Centro per i diritti umani di Belgrado e di Oxfam), ci sarebbero state violenze da parte delle forze dell’ordine.

Invece la UE stessa (Germania per prima) ha addirittura invitato i profughi – il problema e’ che tali profughi devono prima transitare per i Balcani. Ne e’ seguita un situazione molto tesa all’interno dell’Unione Europea, situazione che perdura.

Export manager, missile e internazionalizzazionePer inciso, nel corso della votazione per la ricollocazione dei migranti la Romania ha votato contro – viene da chiedersi quanto forte avrebbe potuto essere la sua opposizione se non fosse beneficiaria di cosi’ tanti fondi europei.
Come ricordato nel capitolo 1, d
opo l’abbattimento del bombardiere russo, e conseguente dispiegamento dei missili S-400 in Siria da parte dei russi, le violazioni dello spazio aereo greco da parte dei turchi si sono interrotte; inoltre, nel meeting NATO del 24.11.2015, in cui la Francia ha condannato l’abbattimento del bombardiere, e’ stata la Grecia a cominciare – lamentandosi delle violazioni turche del suo spazio aereo.

E se la Russia promettesse alla Grecia qualche batteria di S-300, in grado di garantire il suo territorio dalle continue violazioni turche? Dopo il riavvicinamento tra Russia e Turchia cio’ appare poco probabile, ma la situazione turca e’ in continua evoluzione.

E se fosse rispolverato il progetto del South Stream, ovvero gas attraverso Grecia e Bulgaria, con tutti i vantaggi economici nonche’ il potere di lasciare al freddo la UE o parte di essa?

E se la Grecia, (che si sente) umiliata dalla UE e messa inginocchio dal fenomeno migratorio caro alla UE e favorito dalla Turchia, decidesse di dire basta perlomeno alle umiliazioni piu’ eclatanti?

Missili terra-aria S-300 ed S-400Che farebbe la Grecia? Che potrebbe fare la Bulgaria?

Per quanto riguarda i vantaggi politici ed economici del dispiegamento di un sistema missilistico a lungo raggio, ed in particolare del sistema russo S-300, rimando al mio articolo del 12.11.2015 – aggiornato recentemente – ovvero dodici giorni prima dell’abbattimento del SU-24 russo da parte della Turchia, e due settimane prima della decisione di Putin di inviare gli S-400 (S-300 PMU3) in Siria e cambiare cosi’ l’equilibrio strategico della regione: Dominion – Missili ed Export.

 

4) LA CADUTA DEGLI DEI – PARTE 2: ANALISI DEI FATTORI

Vista la lunghezza di questo articolo, l’ho diviso in tre parti.

In particolare, analizzo – tra le altre cose:

  • Potrebbe essere iniziato lo sfaldamento dell’Unione Europea?
  • L’UE scegliera’ la sua strada o continuera’ ad andare “a rimorchio”?
  • Fine della UE e conseguenze su economia ed exportCosa fara’ da grande, ammesso che lo diventi?
  • Manterra’ lo spirito europeo, o rischiera’ l’oblio?
  • Continuera’ con l’attuale politica migratoria, o scegliera’ di recuperare l’incredibile retaggio storico e, soprattutto, commerciale?
  • Come potrebbe reagire l’opinione pubblica a delle scelte, geopolitiche ed economiche, non condivise e/o impopolari?
  • Quali saranno le conseguenze sull’export, e piu’ in generale sull’economia, delle decisioni europee?

 

CONTINUA …

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