La Caduta degli Dei – Parte 2: Analisi dei Fattori

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Unione Europea, immigrazione e terrorismoQuesta e’ la seconda parte di un lungo articolo in tre parti; la prima parte e’ intitolata La Caduta degli Dei – Parte 1: UE, Turchia, Immigrazione e Missili Russi.

Avevo originariamente pensato di dividere l’articolo in due parti, ma poi gli sviluppi mi hanno portato ad espandere l’articolo – ragion per cui e’ ora diviso in tre parti.

In questa seconda parte:

1) Analizzo in dettaglio le conseguenze per la UE delle situazioni di Grecia e Turchia.

2) Tratto dei rapporti UE-Russia, ed in particolare delle conseguenze degli eventi recenti.

3) Analizzo il fattore immigrazione ed il terrorismo

4) Valuto le conseguenze geopolitiche per la UE dell’immigrazione.

 

5) COSA RIVELANO LE SITUAZIONI DI TURCHIA E GRECIA?

Rischi di internazionalizzazione in Turchia
L’incognita Turchia

Le notizie sono molto chiare: secondo Bloomberg, non solo continua la fuga degli investimenti esteri dalla Turchia, con 7,6 miliardi ritirati finora (inizi di dicembre 2015), ma nel mese di novembre sono stati ritirati ben 1.4 miliardi di dollari; inoltre, Bloomberg prevede un’ulteriore fuga di capitali ed un collasso della lira turca.

Anche se dopo le elezioni in Turchia pareva che la tendenza alla fuga degli investimenti si potesse perlomeno smorzare, le conseguenze prima della crisi Turchia – Russia (di cui ho parlato nella prima parte di questo articolo), poi della crisi Turchia– UE, hanno accelerato tale fuga; del resto, vista la situazione (sia interna che esterna), quale impresa deciderebbe di internazionalizzare in Turchia?

Gia’ questo ci porta a porci una domanda: perche’ mai la UE vuole accelerare l’entrata nell’Unione di un paese con una situazione politica interna semplicemente orribile, con pessimi rapporti con la Grecia e mal vista da altri paesi a causa del “ricatto” dei profughi, ai ferri cortissimi con la UE e corti con l’Irak, accusata di rapporti (anche commerciali) con l’Isis, per un lungo periodo sottoposta ad embargo dalla Russia, da cui gli investitori esteri stanno scappando ed in procinto di subire un possibile crollo dalla moneta?

Il progetto di immigrazione in Europa fallira'La risposta (o meglio le risposte) mi sembra semplice: cio’ e’ dovuto ad una politica di immigrazione dell’Unione Europea dettata da decisioni politiche piu’ che economiche, alla sua fallimentare politica estera, alla mancanza di indipendenza rispetto all’amministrazione USA di Obama, ad una generale mancanza di direzione propria, ad uno scollamento che e’ ormai totale tra l’apparato politico europeo ed i cittadini.

Della situazione, anche geopolitica, greca ho gia’ parlato nella prima parte; vorrei qui approfondire le conseguenze dell’atteggiamento della UE, di quello russo e di quello Turco.

Riprendendo alcuni concetti fondamentali, abbiamo una Grecia che si sente umiliata dall’Unione Europea e dalle continue violazioni turche dello spazio aereo, violazioni che sembrerebbe che la NATO (e la UE) piu’ che osservare non faccia; inoltre, con la crisi Turchia – Russia era stato ventilata la rimessa in cantiere del progetto del gasdotto South Stream venga rimesso in cantiere.

Crisi grecaFatto sta, che la Grecia si sente umiliata da una UE che invita (in particolare la Germania, che poi pero’ si e’ ricreduta a seguito dell’opposizione interna) immigrati che pero’ transitano per la Grecia (con danni enormi per il turismo) e non la difende dalle violazioni turche; la stessa UE che da’ senza problemi 3 miliardi alla Turchia e che voleva la Turchia nella UE – ancora oggi non ha rinunciato a questa idea, nonostante gli attacchi turchi alla UE.

Un paese europeo anche culturalmente, anzi piu’ vicino culturalmente alla Russia che non alla culla dell’impero ottomano, impedito a reagire a quelle che percepisce come “prepotenze” della UE ….. come puo’ mai percepire tale paese il trattamento di riguardo a “favore” di un paese che non e’ ne’ culturalmente ne’ religiosamente europeo?

Un F-16 come quello Turco che ha abbattuto il SU-24 russo in Siria
Un F-16, come quello Turco che ha abbattuto il SU-24 russo

Anzi, ricordo che sia la Grecia che la Russia sono cattoliche ortodosse, cosa che la UE non e’.

In poche parole, la Grecia (paese europeo) si stara’ probabilmente chiedendo che ci fa in UE – necessita’ di riparare il debito esclusa.

D’altra parte, gli eventi recenti non hanno di sicuro incrementato l’entusiasmo (tendenzialmente scarso ormai da anni) della popolazione europea per l’entrata nell’Unione Europea della Turchia.

 

6) I RAPPORTI CON LA RUSSIA

Delle sanzioni dell’Unione Europea e delle conseguenze (strategiche e soprattutto economiche – ovvero export ed internazionalizzazione) dei rapporti tra Russia e la UE stessa, nonche’ dell’avvicinamento tra Cina e Russia, ho gia’ scritto in 5 Semplici Domande sull’ Export per Capire la Politica Estera della UE; in particolare, ho trattato delle disastrose conseguenze delle sanzioni e contro-sanzioni sull’economia europea.

Per evitare ripetizioni, rimando quindi all’articolo appena citato; voglio qui soffermarmi sulle conseguenze di alcuni avvenimenti – analizzati (con l’esclusione del successo del Front National in Francia) nella prima parte di questo articolo:

  • Missile terra-aria per intercettare missili balisticiIl progressivo allontanamento, sia politico che commerciale, della Russia dalla UE – ed il corrispondente avvicinamento alla Cina. Tale allontanamento sta grandemente danneggiando le imprese occidentali, sopratutto quelle italiane della meccanica, dell’arredamento e dell’agro-alimentare; la regione piu’ colpita e’ il Veneto
  • La Russia ha molto da offrire alla Grecia, sia in termini di eventuale ripresa del progetto South Stream che in termini di difesa dalle violazioni Turche, missili terra-aria a lungo raggio, S-300 per primi. Fra l’altro, missili come gli S-300 o gli S-400 (S-300 PMU-3) hanno un’influenza enorme, perche’ sono in grado di limitare grandemente il potere aereo di chi ce l’ha; l’esempio siriano, dove gli Stati Uniti hanno dimostrato evidente preoccupazione di fronte ai missili russi, dimostra l’influenza strategica e perfino politica di tali armi – ricordo che la politica estera di vari paesi ha nel potere aereo (sia in funzione difensiva che offensiva) uno dei suoi pilastri
  • Internazionalizzazione e' ora difficile in RussiaLa caparbieta’ europea relativamente ad Ucraina e Crimea e’ altamente negativa sia per i rapporti politici che per export ed internazionalizzazione; ricordo che gli effetti di sanzioni e contro-sanzioni vanno ben oltre le perdite dirette. Ben piu’ produttivo sarebbe cercare una soluzione che tenga conto dell’obiettiva situazione sul campo, ovvero dell’impossibilita’ di sanare situazioni da guerra civile che necessiteranno di decenni per essere ricucite
  • Un po’ di Realpolitik, al posto di posizioni “morali”, avrebbe evitato tanti guai – all’Ucraina per prima, visto che si combatte sul suo territorio. Obiettivamente, un’Ucraina perlomeno neutrale sarebbe stato un bene per tutti, UE per prima – e forse avrebbe evitato la guerra civile
  • A seguito degli attentati di Parigi, la Francia ha stretto un’alleanza pratica con la Russia; visto anche il successo del Front National alle elezioni regionali, nonche’ le tante parole dei politici europei (stile ‘Siamo tutti francesi‘) cui non sono generalmente seguiti fatti (impegno sul campo contro l’Isis), non ci sarebbe affatto da stupirsi se la Francia cominciasse ad allontanarsi dalla NATO e forse anche dalla UE. Tutto dipende da chi vincera’ le elezioni presidenziali.

immigrazione illegaleMa a questo punto, avendo parlato del successo del Front National, successo che ha sconvolto i politici di tutta Europa, passo al capitolo successivo: il fattore immigrazione.

Per chi vuole approfondire i rapporti tra UE e Russia, rimando ad un precedente articolo: La Strategia Politico-Economica Russa della UE, ovvero l’economia come continuazione della politica con altri mezzi.

 

7) IL FATTORE IMMIGRAZIONE ED IL TERRORISMO

Come visto finora, l’immigrazione e’ un fattore fondamentale per il presente (ed il futuro) della UE, non solo economicamente ma anche politicamente.

Cominciamo dalla gestione del progetto immigrazione, che da come vanno le cose stimo fallira’; ho analizzato a fondo questo aspetto in Immigrazione – Conseguenze Strategiche ed Aspetti di Gestione, cui rimando. Voglio qui ricordare alcune parole che ho scritto in tale articolo del settembre 2015:

Internazionalizzare e fare export in Romania
La Romania, esempio di paese dell’Est Europa estremamente interessante per l’export ed apertamente contrario all’immigrazione

‘… Viste le fratture a livello europeo, si potrebbe perfino verificare un riavvicinamento tra alcuni paesi dell’ Europa dell’Est e la Russia; tale riavvicinamento potrebbe spostare il baricentro europeo verso est.

A tutti gli effetti un fallimento potrebbe andare a vantaggio della Russia, ma anche di tanti altri attori: un’Europa non piu’ in grado di competere nell’arena internazionale significherebbe piu’ export per tutti …’

‘… Organizzazioni come l’Isis cercheranno di estendere al massimo la loro strategia di “infiltrazione” (sperimentata con successo dal Al-Qaida), nonche’ di scatenare tensioni tra immigrati ed autoctoni …’

Per quanto finora visto (in particolare nella parte 1), penso che sia evidente come l’estrema insoddisfazione (di Grecia e Bulgaria, ma anche di Ungheria, Romania, ecc.) per l’imposizione da parte dell’Unione dell’accettazione e del transito dei profughi provenienti da altri continenti stia causando una crisi senza precedenti a livello europeo.

Unione Europea
Unione Europea

Forse la crisi non e’ evidente, o forse e’ passata in secondo piano a seguito di Parigi e delle crisi russo-turca e UE-Turchia , ma e’ indubbiamente molto forte: a tutti gli effetti, la UE non si sta piu’ comportando da buona madre di famiglia ma da autoritario padre-padrone.

Alcuni paesi, Germania in testa, stanno imponendo la loro volonta’ sul futuro non solo europeo ma anche delle singole nazioni; che siano la maggioranza non cambia molto le cose per i paesi contrari.

Se poi consideriamo il successo del Front National in Francia e la presenza di Pegida (movimento tedesco contro l’immigrazione musulmana) e AfD in Germania, nonche’ il grande numero di attentati incendiari contro asili (o previsti asili) per profughi in Germania, la domanda che sorge spontanea e’: i cittadini europei sono d’accordo con i capi politici?

Immigrazione, terrorismo e ParigiIn una democrazia, non e’ possibile portare avanti a lungo una politica invisa alla popolazione; certo, l’Unione Europea non e’ una vera democrazia in quanto i capi politici non rispondono direttamente al popolo, ma questo non puo’ che aggravare gli effetti di un eventuale scollamento.

Tale scollamento e’ inoltre aggravato dalla percezione di tanti cittadini europei, ovvero che l’immigrazione sia portatrice di terrorismo. Tale percezione e’ stata aggravata dal fatto che due dei terroristi di Parigi erano profughi – o perlomeno cosi’ indicavano i loro documenti.

 

8) CONSEGUENZE GEOPOLITICHE DELL’IMMIGRAZIONE

Tornando agli effetti geopolitici, la politica migratoria europea sta evidentemente “allontanando” parecchi paesi dalla UE stessa; a cio’ si sommano i danni enormi alle aziende provocati dalla politica europea verso la Russia, nonche’ il comportamento (anche sull’immigrazione) che l’Unione tiene verso la Turchia – paese che sta evidentemente “ricattando” la UE con i profughi.

D’altro canto, e’ fin troppo evidente che la maggior parte dei politici europei vuole l’immigrazione ed ha sempre voluto la Turchia in Europa, per cui molti (aziende per prime) si pongono delle domande sugli obiettivi politici europei. Fra l’altro, se la Turchia entrasse in Europa non solo vi sarebbe un probabile afflusso di milioni di turchi, i famosi profughi avrebbero accesso a tutta l’Unione Europea.

L'Unione Europea, l'immigrazione e la TurchiaE gli USA? L’amministrazione Obama appariva favorevole sia all’immigrazione in Europa che all’ingresso della Turchia; cio’, unito agli evidenti stretti rapporti ed unita’ di intenti con la Germania del cancelliere Merkel, non contribuiva a lenire i cattivi presentimenti di vari paesi e di tanti cittadini.

Che la Francia si sia sempre “smarcata” (poco o tanto) dalla NATO e’ ben noto; che gli UK abbiano molti dubbi sulla UE e’ altrettanto noto; che ora si aggiungano vari paesi altamente scontenti della politici migratoria, e magari anche di altro (vedi Grecia), e’ evidente.

La domanda che molti si fanno e’: posto che la UE non ha una propria politica estera e che sta andando “a rimorchio”, la politica interna (immigrazione inclusa) dell’Unione Europea e’ dettata da necessita’ europee od americane – od ancora da motivazioni ideologiche dell’intellighenzia europea?

Imposizioni politiche della UEFinche’ Bruxelles era la “capitale” di un’organizzazione principalmente economica che portava vantaggi economici e benessere, tutti erano ben contenti di farne parte. Ma ora la UE e’ diventata fonte di imposizioni politiche, imposizioni che arrivano a stabilire chi puo’ risiedere in una nazione; imposizioni non legate a considerazioni economiche (i tempi del boom e della necessita’ di manodopera sono finiti) ma a considerazioni “moral”-politiche, considerazioni che a giudicare dai fatti recenti non sono condivise ne’ da larga parte della popolazione europea ne’ dalla tantissime imprese.

Le imprese vogliono fare export ed internazionalizzazione, non vogliono un concorrente a basso costo come la Turchia; e’ inoltre evidente che buona parte della popolazione percepisce sia la Turchia che i migranti come portatori di culture e modi di vita estranei.

Infine l’Isis ed organizzazioni similari: stanno evidentemente avendo successo nel creare divisioni tra gli europei ed i migranti; questo successo e’ dovuto non solo al fallimento del progetto europeo di immigrazione, ma anche all’evidente base “moral”-politica (e non pratica) di tale immigrazione.

Unione Europea e immigrazione dome fattore digreganteIn poche parole, non solo quasi tutta la politica UE ruota attorno all’immigrazione – il che di se’ stesso costituisce un grave errore – ma quest’ultima potrebbe essere uno dei principali fattori disgreganti della UE: una volta finiti i vantaggi (o gli obblighi) economici, vari paesi potrebbero decidere che l’Unione non e’ piu’ conveniente; in presenza di forti conseguenze politiche interne (vedi Francia) ed elementi come il terrorismo e la politica estera dall’Unione Europea, potrebbero decidere che il gioco non vale piu’ la candela.

Per inciso: gia’ ora l’Italia versa alla UE piu’ di quanto riceve, e non e’ probabilmente l’unico paese in questa situazione.

E che ne pensano le imprese?

In poche parole, che l’eventuale entrata in UE della Turchia comportera’ ulteriore concorrenza interna e sui mercati internazionali – le imprese turche godranno di tutti i privilegi di un paese della UE.

Per quanto riguarda gli effetti dell’immigrazione sul Made in Italy (ed in generale sul Made in […], ne ho parlato nell’articolo Export del Made in Italy e Immigrazione.

 

Futuro di UE, imprese ed export 9) LA CADUTA DEGLI DEI – PARTE 3: L’INIZIO DELLA FINE PER LA UE?

Postero’ la terza ed ultima parte nei prossimi giorni.

In particolare:

  • Faro’ un riassunto della situazione europea, includendo gli aspetti fondamentali
  • Analizzero’ a fondo le due scelte che ha la UE
  • Concludero’ con una previsione di quale sara’ la scelta europea, nonche’ con le prospettive per le imprese – soprattutto quelle che vogliono esportare ed internazionalizzare
  • Tentero’ di dare alle aziende delle indicazioni per sopravvivere alla Caduta degli Dei.

 

CONTINUA …

 

Video con le previsioni dell’afflusso di migranti in UE per la primavera 2017: Migrant Crisis: What to Expect in Spring

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