Siria ed Iraq – La NATO sta “Scaricando” la Turchia?

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Turchia, un F-15E della NatoQuesto articolo e’ stato originariamente pubblicato prima del tentativo di colpo di stato in Turchia – ho deciso di non modificarlo piu’ di tanto a dimostrazione dell’importanza delle analisi geopolitiche.

Mi limito ad alcune brevi considerazioni su alcuni avvenimenti, avvenimenti che dovrebbero essere valutati molto attentamente dalle imprese che fanno export ed internazionalizzazione nell’area.

La domanda di fondo e’: al di la’ di quanto ufficialmente dichiarato dalla NATO, non e’ che nella pratica perlomeno parte della NATO stessa stia prendendo le distanze dalla Turchia?

Domanda successiva: e se lo sta facendo, perche’ lo fa?

 

Un caccia-bombardiere F-16, come quello che ha abbattuto il SU-24 russo

La situazione – Alcuni eventi rivelatori dei reali rapporti tra NATO e Turchia

Posto che mi riservo un’analisi piu’ esaustiva in seguito, vorrei ricordare qui alcuni fatti salienti:

  • L’aviazione turca ha abbattuto un jet SU-24 russo sulla Siria; ne e’ seguita una situazione tesissima, nonche’ un serie di accuse da parte della Russia (e dell’Iran) alla Turchia: in poche parole, Ankara viene accusata di fare affari con l’Isis. Dopo il tentativo di colpo di stato, la Turchia si e’ avvicinata grandemente alla Russia.
  • Per gli avvenimenti (e relativa analisi geopolitica) fino ai primi giorni di dicembre 2015, rimando a La Caduta degli Dei – Parte 1: UE, Turchia, Immigrazione e Missili Russi.
  • La Turchia ha inviato truppe in Irak, e piu’ precisamente vicino a Mosul, senza l’autorizzazione del governo iracheno; l’Irak si e’ rivolto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Turchia rifiuta di abbandonare l’Irak. Gli Stati Uniti hanno dichiarato la loro contrarieta’ allo stazionamento di truppe straniere in Irak se tale stazionamento non ha il beneplacito del governo iracheno. La Turchia e’ poi intervenuta massicciamente in Siria.
  • Tornado, come quelli inviati in Turchia contro l'Isis
    Un Tornado della Luftwaffe tedesca

    La Germania ha inviato in Turchia sei Tornado da ricognizione; tra il personale vi sono due ufficiali con lo specifico compito di impedire che i Turchi possano avere accesso all’informazione raccolta dai ricognitori.

  • Un ormai famoso dossier del BND (il servizio segreto estero tedesco), distribuito alla stampa, riporta una serie di fatti importanti; interessante notare che nell’articolo del Daily Telegraph (che ne parla) e’ scritto ‘… Saudi Arabia has previously been accused of supplying arms and funding to jihadist groups fighting in Syria, including Islamic State in Iraq and the Levant (Isil) …’
  • Gli USA ritirano dalla Turchia 12 jet F-15, ovvero 6 caccia-bombardieri F-15E e 6 caccia F-15C; anche se ufficialmente era sempre stato previsto un dispiegamento a corto termine, fa strano che vengano ritirati in un simile momento – e dopo l’appello turco alla NATO subito dopo l’abbattimento del SU-24 russo.
  • Nell’ottobre del 2015, il Dipartimento della Difesa USA ha annunciato che non avrebbe mantenuto in Turchia due batterie di missili terra-aria (a lungo raggio) Patriot; analoga decisione hanno preso i tedeschi nell’agosto 2015. Ancora, sembra strano che non siano stati sostituiti dopo l’inizio dell’affaire Turco.
  • Il BND (notizia di meta’ dicembre 2015) vuole aprire una stazione a Damasco.
  • La cooperazione in campo intelligence sull’Isis, tra Francia e Russia, e’ cosa ufficiale e ben nota.
  • Siria, sommergibile nel Mediterraneo
    Tubo lanciasiluri di un sommergibile

    Il presidente russo Putin ha ordinato alle forze navali russe al largo della Siria di cooperare con la squadra navale francese.

  • Almeno due sommergibili turchi (il Dolunay ed il Burakreis) stanno sorvegliando l’incrociatore russo Moskva (ex Slava) al largo della costa siriana.
  • Nel Mediterraneo potrebbe essere ancora presente un sommergibile (missili nucleari balistici) della classe Typhoon (od un suo sostituto), destinato al settore siriano nel settembre 2015; il messaggio russo e’ chiarissimo.

 

Una brevissima analisi

La prima cosa che salta all’occhio e’ che gli assets ritirati e/o non sostituiti sono relativi alla difesa aerea: gli F-15 C sono caccia da superiorita’ aerea, gli F-15 E sono sia caccia da superiorita’ aerea che aerei (avanzati) d’attacco; i Patriot sono missili anti-aerei.

E’ stato perfino annunciato che al posto degli F-15 sarebbero stati inviati aerei d’attacco … d’attacco, appunto.

Missili terra-aria e guerra tra Turchia e Russia per la SiriaGli aerei d’attacco sono chiaramente in funzione anti-Isis, quelli da caccia ed i Patriot (paragonabili agli S-300 russi, ma con portata molto minore) sono chiaramente in funzione di una guerra aerea – guerra aerea che non riguarderebbe l’Isis; in questo momento, un’eventuale scontro porterebbe alla guerra aerea (oltre che navale) tra Russia e Turchia.

Mi sembra quindi evidente che si tratta di un messaggio, sia alla Turchia che alla Russia: la NATO non intende appoggiare le ultime idee turche, e tantomeno scontrarsi con la Russia, ma e’ li’ per colpire l’Isis. Peraltro, gli ultimi sviluppi rendono la distanza tra NATO e Turchia semplicemente enorme.

Il messaggio americano e’ chiaro: la Turchia non deve pensare di potere dispiegare le sue truppe in Irak; in poche parole, gli USA non intendono avvallare eventuali “avventure” turche.

Carro armato distrutto, forse nella Siria di AssadIl messaggio tedesco e’ ancora piu’ chiaro: l’attenzione a non condividere con la Turchia informazioni dai suoi Tornado da ricognizione indica che sono li’ per l’Isis e che la Germania non intende in alcun modo aiutare (anche senza volerlo) operazioni turche – non solo in Siria ma in tutta l’area. Se poi consideriamo le azioni che riguardano il BND, e’ evidente che la Germania (e soprattutto l’intelligence) considera il governo di Assad come l’unico asset affidabile in Siria; apparentemente, il BND considera l’Arabia Saudita (sunnita) inaffidabile.

 

NATO e Turchia

Mi sembra evidente che in questo momento per la NATO la Turchia sia diventata piu’ una palla al piede che altro: un paese fondamentale (anche in funzione anti-russa) data la posizione, ma anche un paese che non esita a fare “colpi di testa” che potrebbero portare al coinvolgimento dell’alleanza in scontri od addirittura guerre. Gli ultimi sviluppi stanno rendendo la Turchia – a tutti gli effetti – un possibile nemico degli altri paesi della NATO.

Del resto, anche per la UE la Turchia sta sempre piu’ diventando una palla al piede, nonche’ una delle ragioni della forte (e montante) opposizione popolare alla UE stessa.

La Turchia e’ un paese con un forte esercito, per cui potrebbe iniziare operazioni su vasta scala anche senza la NATO. In questa situazione, il messaggio della NATO e’ chiaro: l’alleanza non intende appoggiare colpi di testa.

Guerra in Siria e Turchia: caccia russo Su-27, simile a quelli impiegati in Siria
Caccia Su-27 russo , simile a quelli impiegati in Siria

Per quanto la politica recente della NATO sia stata spesso in funzione di eventuali scontri con la Russia, nessuno e’ interessato a scontrarsi con la Russia, come nessuno in Russia e’ interessato ad una guerra con la NATO. I messaggi lanciati sia dall’Occidente che da Mosca sono chiari: nessuno scontro tra i due blocchi.

E qui si inseriscono le dichiarazioni (non solo recenti) russe: penso che in caso di bisogno potrebbero essere usate le armi nucleari; penso che questo potrebbe essere il caso se la Turchia entrasse in Siria e stesse per travolgere le basi russe. Gli ultimi sviluppi sembrano rendere remota questa possibilita’, ma la situazione e’ talmente volatile che non si puo’ escludere nulla – perlomeno sul medio-lungo periodo.

E’ quindi fondamentale per la NATO, al di la’ delle dichiarazioni ufficiali, dare un chiaro messaggio alla Turchia.

Per quanto riguarda il futuro, suppongo che molti capi militari (e non solo) della NATO stiano seriamente rivalutando il livello di assistenza alla Turchia – e, magari segretamente, approntando piani di difesa contro il paese.

In poche parole, ho l’impressione che la Turchia stia diventando un membro “di nome” della NATO, forse addirittura un probabile nemico.

Ma mi riservo di analizzare piu’ in profondita’ questi aspetti in futuro.

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