Il Mar Nero e le Rotte dell’Export

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Export e Mar Nero
Il Bosforo

Chi ha mai considerato l’importanza del Mar Nero per l’export e l’internazionalizzazione?

Eppure, sono parecchi i paesi che utilizzano il Mar Nero per import ed export, ad esempio Russia, Ucraina, Romania, Bulgaria, Turchia, Georgia, Armenia, Azerbaijan, Kazakistan ed i paesi ex sovietici dell’Asia Centrale.

Il Mar Nero e’ solcato da una grande quantita’ di navi: nel 2013, il 7.4% del trasporto marittimo dell’UE e’ transitato per il Mar Nero; il traffico sta crescendo, non solo tra i paesi rivieraschi. O meglio, stava crescendo fino alla crisi Turco-Russa: anche se ora pare che i due paesi vadano anche piu’ d’accordo di prima, cosa accadra’ nei prossimi mesi non si sa con sicurezza.

Per il Bosforo, si parla di un transito di circa 50.000 – 60.000 navi l’anno.

La crisi – che si potrebbe sempre verificare di nuovo in un futuro non troppo lontano – tra Turchia e Russia, e la tensione tra Ucraina e Russia, impongono delle valutazioni.

L’analisi comprende giocoforza un’analisi della crisi della Crimea, nonche’ accenni a quella del Donbas.

Per finire, questa analisi del Mar Nero porta a luoghi forse inaspettati: l’Iran ed il Golfo Persico.

 

Export ed internazionalizzazione, all'estero per via marittimaL’IMPORTANZA DEL MAR NERO PER L’EXPORT E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

L’apertura al commercio internazionale dei paesi dell’ex Unione Sovietica ha posto un nuovo problema: come fare transitare il commercio, visto che le connessioni terrestri non erano assolutamente in grado di sostenere il nuovo volume di traffico?

Uno dei motivi della crescita del traffico e’ legato alla necessita’ di alleggerire il porto di San Pietroburgo; ricordo infatti che la Russia e’ il principale utilizzatore del Mar Nero.

Spesso, le strade nell’ex Unione Sovietica sono in condizioni tutt’altro che ideali – una delle eccezioni e’ l’autostrada che porta da Kiev al Mar Nero. Stessa situazione, ovviamente, per i paesi del Caucaso.

Posta la grande importanza del Mar Nero per i paesi rivieraschi, basta guardare una carta geografica per vedere che l’alternativa al Mar Nero per paesi come il Turkmenistan e’ rappresentata dai porti iraniani nel Golfo Persico e nel golfo dell’Oman (Chabahar, che pero’ e’ piccolo); con l’eccezione del porto di Bandar Mahshahr (per essere precisi Bandar Imam Khomeini), all’estremo nord del Golfo Persico, si tratta di porti medi o piccoli. Ovviamente, passare attraverso l’Afghanistan non e’ consigliabile.

Rischi di internazionalizzazione nel Golfo PeriscoIl Golfo Persico non e’ esattamente l’area piu’ stabile del pianetaresta comunque da vedere cosa accadra’ ora che l’isolamento iraniano e’ teoricamente finito a seguito dell’accordo sul nucleare, ma gli USA ritengono ancora l’Iran uno dei pericoli pubblici numero uno – anche se la crisi coreana sta probabilmente cambiando molte cose.

L’alternativa cinese e’ molto lunga e costosa.

In poche parole, il Mar Nero e’ non solo la via piu’ veloce per accedere alla Russia Meridionale ed ai paesi del Caucaso, ma anche una porta verso l’Asia Centrale.

 

LA POSIZIONE DEI PRINCIPALI PORTI RUSSI DICE MOLTO

Dove sono situati i porti russi del Mar Nero?

Tralasciando per ora Sebastopoli (la principale base della marina russa nel Mar Nero) e Kerch, il principale porto e’ Novorossiysk, vicinissimo alla Crimea – cosi’ vicino che una batteria di missili anti-nave (su mezzi mobili) nella penisola di Kerch (Crimea) avrebbe potuto interdirlo totalmente.

Il porto (di medie dimensioni) di Tuapse e’ piu’ a sud, ma si trova comunque abbastanza vicino da potere essere agevolmente colpito in pochi minuti.

Fiume Volga, RussiaPoi vengono i vari porti russi nel Mare d’Azov, il cui traffico deve transitare per quel budello che e’ lo stretto di Kerch: ben tre piccoli e due medi (Rostov-sul-Don e Taganrog). Guarda caso, il Don e’ una delle principali arterie di navigazione interna della Russia ed e’ connesso al grande ed efficiente sistema di navigazione fluviale russo – anzi, il canale Volga-Don rappresenta la via marittima piu’ rapida tra Mar Caspio e Mar Nero.

Per inciso, tutti i porti russi del Mare d’Azov (con l’eccezione di Temryuk) si trovano a breve distanza dalla regione di Donetsk – anzi, delle batterie mobili di missili anti-nave li’ dislocate potrebbero facilmente bloccarne totalmente l’accesso.

 

I PORTI UCRAINI E TURCHI, IL BOSFORO

Se non consideriamo gli ex porti ucraini di Sebastopoli e Kerch, ora russi, i principali porti ucraini si trovano ad ovest della Crimea; considerata la grande portata dei missili antinave russi lanciati da aerei e navi, e’ evidente che il loro blocco da parte di forze russe basate in Crimea sarebbe un gioco da ragazzi.

Anche se la costa settentrionale turca e’ costellata di porti, solo uno e’ di dimensioni medie: Eregli. Tutti i principali porti Turchi sono localizzati nel Mar di Marmara o negli stretti – Dardanelli e Bosforo (leggi Istanbul).

Istanbul, TurchiaIstanbul e’ un porto molto grande, e Canakkale (Dardanelli) ed il Bosforo stesso sono considerati grandi porti: si tratta dei tre piu’ grandi porti della Turchia.

D’ora in poi, per semplicita’ parlero’ solo di Bosforo, includendo in questa denominazione anche i Dardanelli ed il Mar di Marmara.

Il Bosforo, che rappresenta la chiave del Mar Nero, e’ sotto il totale controllo turco: se venisse chiuso, sarebbe la fine dei traffici marittimi, nonche’ dell’import e dell’export delle imprese.

Il transito attraverso il Bosforo e’ regolato dal trattato di Montreux (1936): semplificando i termini del trattato, il traffico commerciale e’ comunque garantito in tempo di pace, a meno che la Turchia reputi che ci sia un pericolo imminente per il paese – in questo caso scattano delle limitazioni.

Per le navi da guerra la situazione e’ piu’ complicata, anche in tempo di pace; basti dire che in caso di guerra (Turchia neutrale) puo’ essere impedito il passaggio delle navi dei belligeranti, se invece la Turchia stessa e’ in guerra puo’ essere impedito il passaggio di qualsiasi unita’.

Ricordo infine che il passaggio attraverso gli stretti non e’ gratuito, per cui la Turchia guadagna una bella somma.

 

Operazioni militari in CrimeaLA CRIMEA ED IL DONBAS (REGIONE DI DONETSK)

Molti lo hanno dimenticato, ma tra il 1853 ed il 1856 e’ stata combattuta una guerra durissima per la Crimea: da una parte la Russia, dall’altra l’impero Ottomano, l’Inghilterra, la Francia ed il Regno di Sardegna.

La Russia perse la guerra; le clausole della pace indebolirono molto la Russia e la sua posizione navale, comprendendo tra l’altro il divieto di basi navali ed arsenali sulla costa del Mar Nero.

Durante la guerra, una squadra navale franco-inglese entro’ nel mare d’Azov attraverso lo stretto di Kerch ed attacco’ il gia’ citato porto di Taganrog, bloccando una gran quantita’ di cereali.

Famosa e’ la battaglia di Sebastopoli, che cadde dopo quasi un anno di assedio.

I russi tengono in gran conto la storia, soprattutto quella che ha visto minacce ed attacchi a quella che chiamano la Madre Russia. Non c’e’ quindi da stupirsi, visto anche quanto ho finora scritto, dell’importanza fondamentale che la Crimea ha per la Russia.

Crimea, Mar nero
Crimea

A questo punto devo specificare un elemento fondamentale: fino al 1954 la Crimea era parte della Russia propria e non dell’Ucraina; fu Kruscev (etnicamente ucraino) che ai tempi dell’Unione Sovietica l’assegno’ all’Ucraina.

Specifico che sto parlando di geopolitica, Realpolitik, export ed internazionalizzazione, non di diritto internazionale od altro.

Abbiamo gia’ visto quanto sia importante il Donbas per i porti russi; anche il Donbas, oltre a essere sede di importanti installazioni industriali e di giacimenti, ha una forte presenza di russi etnici.

 

CRIMEA E REGIONE DI DONETSK SONO STRATEGICI PER LA RUSSIA

E’ ben noto che la regione di Donetsk e (soprattutto) la Crimea sono state le cause scatenanti delle sanzioni occidentali alla Russia e dell’escalation nel peggioramento dei rapporti che ne e’ seguito.

D’altronde, qui stiamo parlando di Realpolitik, non di diritto internazionale: visto quanto esposto finora, veramente l’Occidente (con le sue valutazioni strategiche) si aspettava che la Russia potesse agire diversamente da come ha fatto?

Imprese che fanno export ed internazionalizzazioneLa verita’ e’ che la Russia ha pochissimi grandi porti in rapporto alla sua estensione, e che sono spesso situati in luoghi poco favorevoli: San Pietroburgo sul Baltico, quindi facilmente bloccabile; i porti sul mar Nero od addirittura nel Mare di Azov, che chiunque possieda la Crimea ed il Donbas puo’ bloccare con un dito; pochi porti nella lontana Siberia Orientale, porti peraltro spesso in posizione facilmente bloccabile. Arkhangelsk si trova in posizione poco felice, pero’ dal 1977 e’ operativo tutto l’anno.

A questo si e’ aggiunto un nuovo governo ucraino, apertamente ostile alla Russia.

In poche parole, la Russia non puo’ permettere che il Donbas e (soprattutto) la Crimea siano controllati da nazioni non amichevoli, e tantomeno dall’Ucraina.

 

TURCHIA ED UCRAINA – COSA HANNO IN COMUNE?

La crisi Russo-Turca e’ ben nota; cio’ che e’ meno noto e’ il motivo per cui e’ forse difficile, a meno di colpi di testa della Turchia in Siria, che si apra un confronto aperto: si tratterebbe di un disastro economico per tutti i paesi che utilizzano massicciamente il Mar Nero.

Caccia russo Su-27

Una guerra aperta tra Ucraina e Russia provocherebbe quasi certamente la chiusura del Bosforo alle navi russe, quindi la Russia deve muoversi molto cautamente. In poche parole, quello che molti analisti militari occidentali considerano un nuovo metodo di guerra russo (tramite proxy) e’ probabilmente piu’ una necessita’ legata all’export che altro.

Ma c’e’ qualcosa di ben piu’ importante del comune nemico russo che poneva Ucraina e Turchia dalla stessa parte: la guerra fredda con la Russia ha provocato la perdita di importanti mercati, di export.

E non finisce qui: entrambi i paesi dipendono dal gas russo; la dipendenza e’ enorme per l’Ucraina, del 60% per la Turchia – che infatti ha colto subito l’occasione di rammendare i rapporti con la Russia.

E cosa e’ successo il 01.01.2016? Sono entrate in vigore le sanzioni russe verso l’Ucraina e la Turchia, sanzioni che includono il divieto di passaggio delle merci ucraine verso il Kazakistan; restano il Mar Nero e la Turchia.

L’import/export tra Ucraina e Turchia era gia’ in crescita prima della recente crisi, ma ora si parla di accordi di libero scambio e di cooperazione in parecchi campi: il Mar Nero sara’ l’autostrada di questi scambi.

 

Le rotte marittime dell'export e dell'internazionalizzazione ed il Mar NeroCONSIDERAZIONI

Molte sono le considerazioni che si potrebbero fare, ma le principali sono:

  • Il Mar Nero e’ importantissimo per l’export e l’internazionalizzazione verso molti paesi, anche dell’Asia Centrale
  • La situazione geopolitica del mare e’ estremamente complessa
  • Tutti i paesi rivieraschi, ma non solo, hanno interesse a che le rotte di import ed export restino operative.
  • La UE e l’Occidente in generale, con le loro posizioni “di principio” in politica estera al posto di una sana Realpolitik, hanno contribuito a rendere instabile la regione del Mar Nero. Il problema sta nel fatto che non hanno alcuna intenzione di cambiare posizione, nonostante l’evidente crisi economica che attanaglia tanti paesi – dell’Occidente per primo
  • Un colpo di testa da parte dei principali attori (Turchia, Ucraina e Russia) potrebbe fare precipitare la situazione, con conseguente impossibilita’ di fare export od internazionalizzazione attraverso il Mar Nero
  • Le imprese che fanno export ed internazionalizzazione dovrebbero prendere in seria considerazione quanto esposto …… e fare le dovute valutazioni.

 

Export ed internazionalizzazione in IranCONCLUSIONI – CI GUADAGNA L’IRAN

La prima conclusione che mi sento di trarre e’ che questa situazione e’ estremamente favorevole per un paese, l’Iran: a parte quanto gia’ esposto nel capitolo L’importanza del Mar Nero per l’export e l’internazionalizzazione, l’Iran ha ben due porti di medie dimensioni sul Mar Caspio: Amirabad ed Anzali, non lontani da Teheran. L’Iran ha una buona rete stradale e la strada 71 collega Teheran a Bandar Abbas, uno dei principali porti iraniani; per non parlare della ferrovia tra le due citta’, ferrovia che si collega alla rete dell’Asia Centrale tramite Mashad.

Il problema? Scrivo ‘IL‘, perche’ da poco c’e’ un solo problema: Bandar Abbas e’ nel Golfo Persico.

L’altro problema era l’isolamento del’Iran, ma con l’accordo sul nucleare e la fine delle sanzioni non esiste piu’.

Ed ecco che ora vi risultera’ chiaro l’interesse iraniano ad evitare guerre aperte nel Golfo e quello russo a fare da mediatore tra Arabia Saudita ed Iran.

Export verso la RussiaPer l’Iran, si tratta di un’occasione d’oro per diventare una strada alternativa per import ed export, per la Russia si tratta di avere un accesso alternativo (seppure lungo) al mare.

Per inciso, prevedo grandi possibilita’ per le aziende che operano nel campo infrastrutture: l’Iran potrebbe diventare una gallina con piu’ galline d’oro del previsto.

Care imprese, quando fate export ed internazionalizzazione cercate di guardare lontano: se tutte le strade portano a Roma, ci sono piu’ strade per arrivare anche in altri posti – potrebbero chiamarsi Mar Nero ma anche Oceano Indiano …. e golfi collegati.

Questa e’ anche una lezione gratuita di Risk ed Emergency Management a livello strategico.

 

Saro’ felice di ricevere commenti sui risultati delle vostre riflessioni; sono convinto che le mie parole vi spingeranno a molte considerazioni.

2 pensieri riguardo “Il Mar Nero e le Rotte dell’Export

    V. Emanuele Canetti ha detto:
    gennaio 20, 2016 alle 22:12

    Ottimo articolo. Non lo hai citato, ma ricorderai di sicuro la tensione che c’è stata quando le navi da guerra russe hanno passato il bosforo per avvicinarsi alla Siria subito dopo l’abbattimento dell’aereo russo! Io continuo a “sperare” che il Donbass non sia perduto per l’Ukraina, potrebbe diventare sostanzialmente russo solo con un forte spostamento di popolazione, cioè se molti di quelli che si sentono ukraini (più della metà) lasciassero quelle aree. La situazione attuale della Russia (calo dei prezzi per i prodotti energetici, calo del rublo e deficit statale in crescita) potrebbe essere più critica di quanto non derivi dalle sanzioni occidentali. Tu ti soffermi sul dualismo Russia-Turchia, ma sul Mar Nero tutti gli altri paesi formano un terzo blocco, quello “europeo” (debole), che è più vicino alla Turchia che alla Russia: Romania, Bulgaria, Ukraina, Georgia (esclusa Abcazia). Sono due paesi dell’Unione Europea e due “simpatizzanti” (con la Georgia che è molto vicina anche alla NATO). La Russia è piuttosto sola.

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      Dave ha risposto:
      febbraio 4, 2016 alle 04:51

      Non ho parlato delle schermaglie relative al Bosforo per non dilungarmi troppo, ho notato che gli articoli troppo lunghi vedono un diminuire della concentrazione dei lettori – ho deciso di concentrarmi piu’ sull’efficacia dei concetti principali che non sull’analisi dettagliata di tutti gli aspetti.
      Lo stesso per gli altri paesi dell’area, paesi comunque “secondari” rispetto alla Turchia che tra l’altro controlla gli stretti.
      La solitudine della Russia e’ un fattore negativo per tutti, in quanto spinge il paese ad isolarsi sempre di piu’; purtroppo, la politica/strategia occidentale e’ sempre stata “grossolana” e ben lontana dalla fine strategia romana od orientale.
      Grazie per i tuoi preziosi contributi!

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