Rischi Geopolitici per le Imprese in Europa

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Rischi geopolitici per le imprese in EuropaSono stato relatore al convegno di presentazione del programma di internazionalizzazione delle imprese Sulla strada per l’export dell’Ascom – Confcommercio di Padova: si trattava di un ciclo di convegni e corsi che ho organizzato per l’Ascom.

Alla fine del convegno, ho chiesto ad un addetto ai lavori esterno (che ringrazio) un feedback sulle parti migliorabili della mia presentazione: il suo consiglio e’ stato di non soffermarmi troppo sulla parte rischi, perche’ un neofita potrebbe magari “spaventarsi”.

Ci ho pensato sopra, ed effettivamente avrei dovuto rimarcare di piu’ una cosa: i rischi per le aziende sono inevitabili e ci sono ovunque, anche in Europa. Cosi’ facendo, anche se la mia presentazione verteva molto sui rischi, avrei dato la giusta prospettiva a chi si avvicina per la prima volta all’internazionalizzazione; purtroppo, pare che parlare di rischi e possibili problemi sia anatema per parecchi consulenti e societa’ di consulenza per l’internazionalizzazione.

Direi di piu’: anche in Europa vi sono rischi geopolitici non indifferenti, e questi rischi stanno diventando sempre piu’ grandi.

E’ innegabile che vi siano rischi che definirei di livello alto (4 in una scala da 1 a 5), sicuramente a lungo e medio periodo ma forse anche a breve – la storia insegna che i cambiamenti epocali possono realizzarsi in pochi mesi.

 

L'Europa non e' stabileL’EUROPA E’ STABILE?

Considerate le tensioni, sia fra membri (o peggio, blocchi di membri) che all’interno dell’UE stessa, oserei dire che l’Unione Europea rischia la dissoluzione entro pochi anni od addirittura in pochi mesi – il referendum inglese sulla Brexit ha visto la vittoria del leave e la reazione “scomposta” della UE potrebbe dare il via alla dissoluzione.

A cio’ si aggiunge il problema immigrazione, di cui ho gia’ parlato in Immigrazione – Conseguenze Strategiche ed Aspetti di Gestione.

Da ricordare che l’evidente malcontento di larghe fasce della popolazione verso la politica europea, od addirittura l’unione stessa, sta raggiungendo nuovi apici.

Il mondo delle imprese e’ “arrabbiato” a causa delle pesanti conseguenze economiche delle sanzioni (e contro-sanzioni) contro la Russia: le perdite per le aziende sono state calcolate in circa 100 miliardi di euro, ma in realta’ saranno probabilmente di piu’ perche’ i russi non l’hanno presa bene.

A cio’ si aggiunge la politica apertamente ostile della UE verso la Russia, politica che non invoglia certamente i russi a comprare in Europa.

Movimenti anti EUL’ormai evidente crisi economica cinese ed il crollo del rublo e del prezzo del petrolio implicano altri mancati guadagni per le imprese.

Inoltre, sempre piu’ partiti politici e/o movimenti (ad esempio Pegida ed AfD in Germania) assumono posizioni apertamente anti-EU; di piu’, tali forze si “rivolgono” sempre piu’ spesso direttamente ai cittadini (Wir sind das VolkNoi siamo il popolo, recita il principale slogan di Pegida). Per inciso, Pegida e’ un movimento anti-immigrazione il cui nome completo e’ Patriotische Europäer Gegen die Islamisierung des Abendlandes, ovvero Europei Patriottici contro l’Islamizzazione dell’Occidente; a gennaio 2016, tale movimento ha partecipato ad una riunione di parecchi movimenti europei (con programmi analoghi) a Praga.

Infine, l’evidente pericolo terrorista dell’Isis che genera grande ansia e paura nella popolazione; il fatto che vi sia ormai una gran popolazione musulmana in tanti paesi europei e che l’immigrazione potrebbe essere una via di accesso per i terroristi costituisce un fattore che potrebbe spingere gli europei sempre piu’ su posizioni anti-EU.

E quindi evidente che vi sono parecchi fattori che porteranno a sempre maggiore instabilita’.

 

Fattori europei di instabilita'I PRINCIPALI FATTORI DI INSTABILITA’ EUROPEA

Dovendo fare un breve elenco, prenderei in considerazione:

  • La Strategia Politico-Economica Russa della UE, ovvero la continuazione della politica con altri mezzi
  • Il prevalere dei ragionamenti di tipo “ideologico” – o basati su “principi” – sulla Realpolitik
  • Un progetto di gestione dell’immigrazione chiaramente confuso e probabilmente destinato al fallimento (vedi l’articolo gia’ citato)
  • Un’evidente mancanza di un sistema veramente democratico, nonche’ l’evidente volonta’ dei leaders di alcuni stati membri di “imporre” i loro principi ad altri stati; la crisi cui cio’ sta portando, in particolare con i paesi dell’Est Europa, non e’ assolutamente da sottovalutare
  • L’insofferenza delle imprese (che danno da vivere ai cittadini europei) verso decisioni che stanno chiaramente causando gravissimi danni economici alle imprese stesse
  • Una popolazione sempre piu’ insofferente verso la burocrazia europea e la sua politica (ammesso che ve ne sia una) di immigrazione
  • Rischi geopolitici in EuropaLa nascita od il rafforzamento (vedi il Front National in Francia e lo FPOE in Austria) di forze apertamente ostili a praticamente tutta la politica dell’Unione Europea – forze che spesso si rivolgono direttamente ai cittadini
  • L’evidente collaborazione che si sta instaurando tra le forze di cui sopra, forze che cosi’ facendo sono in grado di proporre una visione alternativa dell’Europa
  • La volonta’ dei politici europei di rispondere ai problemi fin qui citati con un rafforzamento delle istituzioni europee – prima di dare soddisfazione alle richieste di una popolazione evidentemente sempre piu’ insofferente verso l’Unione Europea
  • La possibilita’ di una reazione “dura”, da parte delle forze politiche della UE, verso le forze euro-scettiche; per quanto possa apparire strano, la storia insegna che i governi democratici non sono immuni da certe reazioni.
  • L’evidente senso di impotenza di tante comunita’ locali (comuni per primi) di fronte all’imposizione di scelte (vedi profughi) altamente impopolari
  • Il probabile verificarsi di altri fatti come quelli di Parigi (attentati) o di Colonia ed altre citta’ (immigrazione), fatti il cui numero potrebbe incrementare a dismisura – come gia’ accaduto in Germania – la sfiducia popolare
  • Rischi geopolitici per le imprese nell' EULa possibilita’ molto concreta che la UE e/o la NATO vengano invischiate in qualche conflitto (aperto o meno), soprattutto nelle aree Est Europa, Turchia, Siria, Golfo Persico; un conflitto del genere, specie se aperto, potrebbe portare a seri problemi di ordine pubblico.
  • L’evidente fallimento dello scopo originario dell’idea europea, ovvero: limitare i nazionalismi ed i poteri nazionali, allo scopo di impedire nuove guerre. A tutti gli effetti, la UE sta in questo momento agendo come uno stato nazionale (ancorche’ con una politica estera “a rimorchio”), nonche’ cercando di “imporre” la propria visione del mondo; anzi, lo sta facendo anche al suo interno – vedi i “ricatti” (almeno cosi’ sono percepiti da chi li “subisce”) verso chi non condivide la politica migratoria.
  • La sensazione da parte di tanti cittadini europei che non venga loro detta la verita’, o comunque non tutta la verita’ – da questo punto di vista, i fatti di Colonia (e di tanti altri posti) hanno avuto un effetto devastante. Giova a questo punto ricordare che uno dei principali temi di Pegida e’ quello della Luegenpresse – la stampa bugiarda; cio’, unito al gran affidamento che la popolazione ormai fa su internet, dovrebbe portare a considerare quanto avvenuto nel corso della famosa Primavera araba.

 

Rischi geopolitici per le aziende

I RISCHI PER IL FUTURO?

Direi che questi sono gli scenari geopolitici, piu’ probabili per l’Unione Europea, che si potrebbero verificare contemporaneamente od a breve distanza l’uno dall’altro:

  • Uscita “dura” del Regno Unito dall’UE, inizio di uno sfaldamento accelerato dell’Unione Europea ed in ogni caso calo del valore dell’euro
  • Proteste popolari sullo stile della Primavera araba, proteste che potrebbero portare alla caduta di governi nel giro di 48 ore o meno
  • Gravi attentati terroristici; quelli di Parigi hanno avuto colossali effetti emozionali su tutta la popolazione europea
  • Gravi fatti legati all’immigrazione, sullo stile di Colonia; sommosse da parte di immigrati, come gia’ accaduto in Francia e UK
  • Sconvolgimenti politici a seguito di elezioni, con la salita al potere di forze apertamente ostili alla UE (le ultime elezioni regionali in Francia sono esemplificative)
  • Gravi crisi tra stati membri – crisi i cui prodromi sono evidenti gia’ oggi
  • Rischi di conflitto per l'EuropaCoinvolgimento (diretto od indiretto) europeo in conflitti
  • Un’enorme massa di profughi in arrivo dalla Turchia – come gia’ “minacciato” da quest’ultima
  • Gravi crisi finanziaria di uno stato membro, come gia’ accaduto con la Grecia
  • “Rivolta” delle categorie produttive e/o dei lavoratori
  • Scioperi
  • Proteste organizzate da un’alleanza di forze euro-scettiche (e tendenzialmente anti-immigrazione) che acquisiscano forza ed appoggio popolare, anche a seguito di fatti gravi
  • Deposizione di leaders europei da parte delle forze politiche – Frau Merkel potrebbe essere la prima.

 

INSTABILITA’ E CONSEGUENZE PER LE IMPRESE

Per quanto visto, oserei dire che l’Unione Europea stabile cui siamo abituati sta per diventare una cosa del passato: gli scenari geopolitici visti finora portano praticamente tutti nella direzione dell’instabilita’.

L’instabilita’ non e’ mai una buona cosa per le imprese, soprattutto quelle che non vi sono preparate; ricordo poi che se una svalutazione dell’euro potrebbe essere positiva per l’export, le aziende europee necessitano di petrolio/gas e materie prime – che devono spesso essere acquistate fuori dall’UE.

Rischi per le imprese europeeSommovimenti all’interno della UE, o anche solo scioperi diffusi con conseguenti problemi logistici per le imprese, avrebbero conseguenze enormi sulle aziende, ormai abituate a lavorare con forniture di materiale e sub-componenti a breve termine; eventuali “faide” tra stati membri, perfettamente possibili visti i recenti avvenimenti e le recenti dichiarazioni, sono rischi da considerare.

La stessa immigrazione degli ultimi mesi ha sconvolto gli scambi commerciali, con chiusura (od intasamento) di frontiere e stazioni ferroviarie non piu’ operative.

In caso poi di conseguenze esterne all’Unione di quello che alcuni definiscono “l’avventurismo” politico dell’Unione Europea, molte imprese si troverebbero ad affrontare rischi insostenibili.

C’e’ poi da ricordare che le imprese sono fatte di persone, persone che vivono grazie al loro lavoro presso le aziende: ulteriori perdite per le imprese, dovute a decisioni politiche non condivise con la popolazione, potrebbero portare a disordini o comunque a situazioni in cui il commercio non sara’ piu’ possibile senza difficolta.

L'Unione Europea, l'immigrazione e la TurchiaFaccio presente che in Sassonia ed in Italia si sono verificati casi di incendio (certamente non gli unici casi del genere) di hotel destinati ad ospitare i profughi – in Sassonia la popolazione acclamava e qualcuno cercava di fermare i pompieri. E’ quindi evidente che anche in Europa (come in tutto il mondo) si possono verificare disordini quando la passione e’ alta.

Caso a parte e’ la politica verso la Turchia: anche considerando i due referendum di qualche anno fa e gli eventi recenti, e’ evidente che l’insistenza dei politici europei per fare entrare la Turchia nell’Europa sta alienando vaste fasce della popolazione.

In conclusione: oserei dire che l’Europa sta sempre piu’ diventando un barilotto di polvere nera, e che la polvere si sta deteriorando sempre piu’; nel frattempo, la soluzione escogitata non consiste nel coinvolgere la popolazione ma nel cercare di sigillare sempre di piu’ il coperchio.

Consiglierei alle imprese di includere l’Europa tra le aree di rischio aziendale geopolitico: prima o poi i nodi verranno al pettine e le aziende che hanno analizzato i rischi relativi avranno un gran vantaggio su quelle che non l’avranno fatto.

Video – Defense Secretary James Mattis FULL Speech on European “Arc Of Instability”

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