Imprese ed Export – Il Sentimento Popolare in UE

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Il sentimento popolare in UE e l'export delle imprese

La stabilita’ dell’Unione Europea sta diminuendo sempre di piu’: dietro la facciata, hanno luogo avvenimenti che indicano chiaramente che vi sono forze “epocali” all’opera – i socials sono fondamentali per analizzare il sentimento popolare in Europa. L’immigrazione ed il terrorismo sono fattori molto importanti, di cui le imprese che fanno export ed internazionalizzazione non possono non tenere conto.

I socials e l'export e l'internazionalizzazione in Europa delle impreseLa stabilita’ dell’Unione Europea sta diminuendo sempre di piu’: dietro la facciata, hanno luogo avvenimenti che indicano chiaramente che vi sono forze “epocali” all’opera. L’impresa che voglia fare business e profitto deve cominciare a pianificare la sua strategia futura in funzione di quanto sta avvenendo e, soprattutto, dei possibili sviluppi.

Come ho scritto in Rischi Geopolitici per le Imprese in Europa, ‘… i rischi per le aziende sono inevitabili e ci sono ovunque, anche in Europa …’

Sempre nello stesso articolo ho aggiunto: ‘… anche in Europa vi sono rischi geopolitici non indifferenti, e questi rischi stanno diventando sempre piu’ grandi …’

Oggi ho deciso di analizzare piu’ in dettaglio il sentimento popolare: le previsioni sul futuro di una grande entita’ composta di paesi democratici, come la UE, non possono prescindere dal sentimento popolare – e quindi dalla percezione dell’uomo della strada.

Del resto, e’ la massa quella che spesso compra (o meno) i prodotti delle imprese; cercare di capire il sentimento popolare e’ esercizio utile anche per decidere i prodotti in funzione del mercato – ovvero fare export ed internazionalizzazione – e preparare una strategia di marketing.

Il forte rafforzamento dei localismi puo’ costituire un forte vantaggio per l’impresa che vende un prodotto legato al luogo di produzione.

Le nicchie piu’ o meno grandi di mercato possono essere una miniera d’oro per le aziende in generale – e le PMI in particolare.

 

Immigrazione, terrorismo ed UEI FATTORI CHE INTERESSANO DI PIU’ LE IMPRESE

Data la vastita’ dell’analisi, ho deciso di farla in funzione di alcuni fattori, ovvero:

  • Il sentimento popolare come risulta dal web in generale, dai social networks e dalle votazioni avvenute negli ultimi mesi – oltre naturalmente che dal clima che si respira nelle aziende e per la strada
  • Una piccola indagine su cio’ che spesso non viene valutato – perche’ considerato come frutto di bufale ed ignoranza
  • L’elemento che piu’ sta mettendo in pericolo l’Unione Europea, ovvero l’immigrazione; per chi voglia approfondire, ho analizzato a fondo questo aspetto in vari articoli, il piu’ recente dei quali e’ L’Influenza del Petrolio Arabo sull’Immigrazione in Europa e la Russia
  • Gli sviluppi che piu’ possono influire sulle imprese, sull’export e sull’internazionalizzazione in Europa
  • I sentimenti che possono o potranno cambiare la percezione del prodotto e/o dell’impresa.
  • Il marketing: un mondo che cambia implica la necessita’ di un adeguamento del marketing.
  • Capire meglio dove sta andando il sentimento popolare aiuta a decidere (strategia) quali segmenti di mercato potrebbero essere interessanti per l’azienda; in poche parole, decidere dove e come esportare od internazionalizzare, chi potrebbe comprare, la strategia di marketing – senza dimenticare che le nicchie piu’ o meno grandi di mercato possono essere una miniera d’oro per le aziende in generale e le PMI in particolare.

 

Social network ed impresaLA TORRE D’AVORIO EUROPEA ED I SOCIALS

Mi sembra che il distacco tra l’intellighenzia europea e la popolazione, ed ancor piu’ tra detta intellighenzia e le imprese, sia ormai evidente a chiunque.

Forse un tempo tale distacco non sarebbe stato cosi’ evidente, ma l’ascesa inarrestabile dei social networks ha cambiato totalmente le regole del gioco: ora, sono spesso i media che rincorrono i socials.

Del resto, le imprese stesse stanno facendo sempre piu’ affidamento sui social networks per il marketing od addirittura le vendite, anche all’estero.

Comprendere il sentimento popolare attraverso i socials non e’ quindi solo un esercizio teorico, ma addirittura cosa fondamentale per le aziende – PMI per prime.

Fatto sta che vi sono parecchie “forbici” tra l’intellighenzia europea e la popolazione e le imprese, alcune delle quali sono:

  • Mercati russi per le aziende europeeL’atteggiamento nei confronti della Russia: alle imprese che vogliono fare affari con la Russia, si contrappone una UE che si stima causera’ almeno 100 miliardi di euro di danni alle imprese europee (sanzioni e contro-sanzioni) e disoccupazione (il Veneto ne sa qualcosa, in particolare i settori della meccanica, dell’arredamento e dell’agro-alimentare); al sentimento popolare a favore di Putin, si contrappone una politica chiaramente avversa a Putin stesso
  • L’immigrazione: al fortissimo sentimento popolare contrario degli ultimi mesi (vedi ad esempio le elezioni in Austria e Repubblica Ceca), si contrappone un’intellighenzia europea chiaramente favorevole – intellighenzia che comunque sostiene da molti anni la diversita’, per cui si tratta evidentemente di una decisione politica dell’intellighenzia stessa, e non del frutto di considerazioni economiche o piu’ in generale geopolitiche
  • La Turchia: ad una forte opposizione popolare di lungo corso (vedi i referendum di una decina di anni fa), si contrappone una non ancora sopita volonta’ dell’Unione Europea (anche questa risalente a vari anni fa) di ammettere la Turchia nella UE; i recenti fatti stanno allargando in maniera forse insanabile questa frattura tra intellighenzia e popolazione
  • Rischi geopolitici per le imprese in EuropaI vincoli burocratici ed i regolamenti europei: onestamente, la UE ha raggiunto vette “assurde” in questo campo, tanto da indurre molti ad un paragone con l’ex Unione Sovietica – non penso che sia un caso se questo accade spesso sui social networks; la contrapposizione tra intellighenzia ed imprese, in questo caso, e’ enorme
  • La democrazia: ad una popolazione sempre piu’ orientata verso forme di controllo democratiche sempre piu’ vicine alla popolazione (tipico il successo elettorale della cosiddetta democrazia diretta in Italia), si contrappongono un parlamento tale solo di nome e la governance dei vari Consigli e Commissioni.
  • Al successo di forze politiche apertamente contrarie all’Unione Europea, si contrappone un’intellighenzia che reagisce invocando forme sempre piu’ strette di integrazione europea – senza mai l’accenno di una consultazione popolare e democratica.

 

PICCOLA INDAGINE SUL SENTIMENTO POPOLARE ED I SOCIAL NETWORKS – KALERGI

Domenica sono stato particolarmente colpito da un post su LinkedIn: si parlava di un certo Kalergi e di presunte manovre (ovviamente occulte) dell’intellighenzia europea, manovre miranti alla creazione di un’Europa meticcia – vi sono varie fonti sul web che riportano cio’.

D’altra parte, molte fonti (dell’altra “parte”, ovvero quella favorevole alla UE) parlano di complottismo.

Unione Europea e kalergiIncuriosito, ho cercato sul web ed ho scoperto che Richard von Coudenhove-Kalergi e’ stato il pioniere dell’idea paneuropea – continuando la sua attivita’ fino agli anni 60 e ricevendo vari premi da stati dell’attuale UE.

Cio’ mi ha colpito perche’, pur essendomi interessato alla materia, non ne avevo mai trovato menzione nella storiografia usuale – che tipicamente fa riferimento ai vari Monnet, Schuman, Spinelli, ecc.

Mi e’ sembrato tutto molto strano, tanto piu’ che fu lui il primo a proporre l’Ode alla Gioa di Van Beethoven come inno ufficiale europeo.

Quanto riportato a proposito di Kalergi sul post di LinkedIn viene ripreso molto spesso sui social networks.

A questo punto, ho deciso di dedicare un po’ di tempo a capire meglio; questo e’ quanto ho trovato:

  • Su Wikipedia, o meglio in un articolo che non mi sembra di parte, ho trovato questo: ‘… In his book Praktischer Idealismus (Practical Idealism), he wrote: “The man of the future will be of mixed race. Today’s races and classes will gradually disappear owing to the vanishing of space, time, and prejudice. The Eurasian-Negroid race of the future, similar in its appearance to the Ancient Egyptians, will replace the diversity of peoples with a diversity of individuals ...” …’
  • Sull’originale del libro in tedesco, scaricato da archive.org, si trova: ‘… Der Mensch der fernen Zukunft wird Mischling sein. Die heutigen Rassen und Kasten werden der zunehmen – den Überwindung von Raum, Zeit und Vorurteil zum Opfer fallen. Die eurasisch-negroide Zukunftsrasse, äußerlich der altägyptischen ähnlich, wird die Vielfalt der Völker durch eine Vielfalt der Persönlichkeiten ersetzen …’

Esportare ed internazionalizzare in EUSembrerebbe quindi che in questo caso wikipedia – e soprattutto il sentimento popolare – abbia ragione.

Nella vita ho imparato a non sottovalutare mai il sentimento popolare, non solo perche’ puo’ cambiare radicalmente la situazione geopolitica in pochi giorni, ma anche perche’ spesso percepisce cio’ che sfugge agli analisti.

Nel caso di questa piccola indagine, innescata dalla curiosita’ domenicale, e’ emersa una verita’ chiaramente scomoda per molti – soprattutto, e’ emerso che una cosiddetta bufala che circola ampiamente su internet e’ probabilmente la verita’, mentre la contro-versione dei media e del mainstream e’ probabilmente una bufala.

La percezione dell’uomo della strada che frequenta internet e’ spesso questa: i media non dicono la verita’. I sondaggi dicono che spesso le persone danno molto piu’ credito a quanto leggono su internet che a quanto apprendono dai media.

Sinceramente, a questo punto come dare torto al sentimento popolare?

Ma soprattutto, la lezione di vita e’: non sottovalutare mai il sentimento popolare, soprattutto quando ritiene di essere nel giusto – e magari lo e’ veramente.

Non considerare questi elementi vuole dire fare un’analisi sbagliata.

 

Immigrazione - Infrastrutture inadeguateIL FATTORE PIU’ IMPORTANTE – L’IMMIGRAZIONE

Guarda caso, quanto trattato nel capitolo precedente e’ direttamente legato all’immigrazione – ovvero il fattore che il sentimento popolare giudica come quello dove le fonti ufficiali ed i media sono piu’ inattendibili in assoluto.

I fatti di Colonia e di altre citta’, che sono venuti a conoscenza del pubblico con grande ritardo – e solo grazie ad internet e fonti minori – hanno dato il colpo di grazia alla credibilita’ delle fonti mainstream.

Ma l’immigrazione ha avuto enormi conseguenze anche a livello macroscopico:

  • Schengen e’ praticamente morto
  • Gravi crisi tra gli stati europei
  • Fine del “predominio” morale tedesco
  • Forti tensioni tra popolazioni locali e gli organi politici
  • Rischi geopolitici in EuropaTensioni tra organi politici locali e non locali
  • Il successo elettorale di partiti euro-scettici e/o anti-immigrazione: il recente caso della forte crescita di AfD (Alternative fuer Deutschland) e quello del successo della destra e del FPOE in Austria sono indicativi.

E’ quindi ovvio che l’immigrazione e’ il singolo fattore che piu’ contribuira’ a forgiare il futuro europeo; l’immigrazione appare sempre piu’ come il campo di battaglia piu’ importante della storia europea.

 

L’IMMIGRAZIONE COME CAMPO DI BATTAGLIA POLITICO ED IL TERRORISMO

Si sta delineando un nuovo campo di battaglia: da una parte l’intellighenzia europea ed i suoi sostenitori politici e sociali, dall’altro tutta una serie di forze (partiti o meno) apertamente contrari all’immigrazione – e tendenzialmente anche all’Unione Europea.

Gli schieramenti sono divisi praticamente su tutto, ma sopratutto nel reame delle idee: da una parte, una visione dell’europa sempre piu’ integrata e come coacervo di culture ed etnie diverse; dall’altra, una visione dell’Europa che tenga conto delle realta’ e culture locali, un’Europa che teme la fine della propria identita’.

Internazionalizzazione delle imprese europee ed il sentimento popolareLa storia insegna che quando uno scontro raggiunge il livello delle idee di vita, senza fermarsi ai fattori economici e sociali, si possono verificare sconvolgimenti epocali.

Prima ho scritto di Kalergi; nessuno piu’ di lui simboleggia la frattura che si sta consumando in Europa: da una parte chi persegue un’idea “elitistica” senza tenere conto del sentimento popolare, dall’altra una proporzione non indifferente (e forse maggioritaria) della popolazione che ritiene che si stia consumando un “tradimento” nei confronti dei cittadini – da parte dell’intellighenzia europea.

Le difficolta’ economiche sono ben note, ed effettivamente l’immigrazione sta diventando un costo (anche sociale) notevole; altrettanto ovviamente, gli immigrati desiderano una casa ed un lavoro ed entreranno quindi sempre piu’ in conflitto con una popolazione in preda ad una grave crisi dell’occupazione.

Per quanto si odano dichiarazioni forti relative al terrorismo, e’ fin troppo evidente l’Europa non e’ ancora in grado di difendersi con successo dagli attacchi; che la Francia sia ricorsa allo stato di emergenza, che ha poi rinnovato, la dice lunga sulla reale capacita’ di combattere il terrorismo – gia’ questo ha significato una vittoria per i terroristi.

In tutta Europa vi e’, a qualunque livello, un timore reale e diffuso di attacchi terroristici: l’Europa ha paura.

Si aggiunge ora l’immigrazione incontrollata, immigrazione che puo’ diventare (ed e’ gia’ diventata) veicolo di penetrazione di terroristi e simpatizzanti; e per quanto tanti evitino di dirlo, e’ evidente che senza la grande popolazione di immigrati il terrorismo non rappresenterebbe un pericolo cosi’ grande. Per quanto la grande maggioranza degli immigrati non abbia ovviamente nulla a che fare con il terrorismo, e’ pur vero che senza tali immigrati i terroristi non potrebbero confondersi; e’ inoltre noto che molti immigrati (od i loro discendenti) sono diventati foreign fighters.

Per quanto l’intellighenzia europea ed i media evitino di parlare di cio’ – cosicche’ non e’ possibile studiare una soluzione – il sentore popolare in merito e’ ormai molto forte. Ricordo che una delle regole della comunicazione e’: se tu non comunichi, qualcun altro lo fara’ per te.

Brexit ed allontanamento degli stati membri dall'UEUna popolazione che ha sempre piu’ paura, una crisi economica, un’intellighenzia lontana dal sentire comune e con propri programmi (spesso percepiti come “complotti” dal sentimento popolare), una UE che persegue una politica estera ed economica che sta chiaramente “danneggiando” le imprese ed i rapporti con la Russia, un’immigrazione chiaramente fuori controllo, la volonta’ di ammettere nell’Unione Europea la Turchia ……. temo che l’eventuale Brexit sara’ solo il primo passo di un sommovimento che potrebbe andare ben oltre il collasso della UE.

Le passioni scorrono ormai molto forti in Europa, e le recenti elezioni sono probabilmente solo la punta dell’iceberg: quando finisce un lungo sogno di prosperita’ e benessere, e viene sostituito da un incubo di declino – e dal sospetto (non importa se fondato o meno) che cio’ sia stato preordinato – la conclusione del film e’ difficilmente prevedibile ma probabilmente non a lieto fine.

Direi che l’intellighenzia europea ed i vari analisti hanno gravemente sottovalutato sia l’intensita’ del sentimento popolare, sia le possibili conseguenze.

 

Rischi di export ed internazionalizzazione per le imprese europeeLE IMPRESE, LA STRATEGIA, L’EXPORT, L’INTERNAZIONALIZZAZIONE ED IL MARKETING

Il mondo cambia; il trucco delle imprese di successo sta nel prevedere, per quanto possibile, il futuro geopolitico – o meglio i vari futuri possibili.

Una volta fatte le opportune analisi geopolitiche, si puo’ valutare la strategia aziendale per gli anni che seguiranno.

Da un lato, penso che fare export ed internazionalizzazione extra-UE non sia poi cosi’ piu’ rischioso che in UE: giusto come esempio, e’ gia’ stata calcolata una perdita non indifferente per le aziende a seguito della fine (pratica) di Schengen. Del resto, le tensioni intra-europee sono sempre piu’ forti.

Export e strategie di marketing per PMI italiane e ticinesiIl sentimento popolare dovrebbe dettare la strategia di marketing, in particolare per le PMI e per chi opera in settori di nicchia: alle imprese deve interessare l’export, non la politica. Il marketing sbagliato potrebbe fare percepire nel modo sbagliato l’impresa e/o i suoi prodotti.

Il forte rafforzamento dei localismi puo’ costituire un forte vantaggio per l’impresa che vende un prodotto legato al luogo di produzione – se completato da un marchio ed un marketing adeguati. Ritengo che questo sia un punto che le PMI ticinesi ed italiane dovrebbero considerare molto attentamente: c’e’ un mercato potenziale molto forte la’ fuori, per chi fa leva sulla valenza locale dei prodotti.

In poche parole: e’ finita l’era delle aziende che facevano leva sui simboli europei/mondiali (nome, logo, etichette, marketing, ecc.), inizia quella delle imprese che fanno leva su storia e cultura locali – oppure esclusivamente europei (in contrapposizione con i prodotti asiatici, tanto per dirne una).

Per finire, e come gia’ scritto all’inizio, una volta capito il sentimento popolare e dove sta andando, si puo’ stendere una buona strategia aziendale ed individuare i segmenti di mercato piu’ interessanti per l’impresa; inoltre, possiamo decidere dove e come esportare ed internazionalizzare, chi potrebbe comprare, la strategia di marketing e quella di internazionalizzazione.

L’ho gia’ detto ma penso che valga la pena ripeterlo: non dimentichiamo mai che le nicchie piu’ o meno grandi di mercato possono essere una miniera d’oro per le aziende in generale – e le PMI in particolare.

Ricordate? Lo scopo delle imprese e’ fare business e profitto.

Un pensiero riguardo “Imprese ed Export – Il Sentimento Popolare in UE

    Dave ha risposto:
    aprile 25, 2016 alle 15:40

    Il recentissimo successo elettorale del FPOE in Austria sembra confermare in pieno quanto ho scritto un mese fa in questo articolo.
    http://www.repubblica.it/esteri/2016/04/24/news/austria_presidenziali-138361372/

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