La UE sta Distruggendo l’Export delle Imprese?

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UE ed export delle imprese

L’Unione Europea continua ad estendere le sanzioni sull’export verso la Russia. Le sanzioni UE e le contro-sanzioni hanno causato gravi danni alle imprese e perdita di mercati esteri.

Video – Export extra UE ed Internazionalizzazione

 

PERDITA DI MERCATI

Sanzioni, Russia ed imprese

Le sanzioni UE sono ormai una costante. Di conseguenza, lo sono anche le contro-sanzioni. Ma quali sono le conseguenze delle sanzioni sull’export verso la Russia?

Questa situazione porta a conseguenze sull’export che vanno ben al di la’ della Russia. Infatti la guerra fredda tra Unione Europea e Russia sta chiudendo molte porte alle imprese europee, vedi l’Unione Eurasiatica. Questo e’ ancora piu’ vero per le PMI, che ovviamente hanno piu’ difficolta’ a fare export ed internazionalizzazione.

I danni provocati all’export delle aziende – in particolare le PMI – sono gia’ stati enormi:

  1. Varie aziende sono andate in crisi
  2. Intere aree – ad esempio in Veneto – sono state “devastate”
  3. Anni di impegno e lavoro sono andati in fumo.
Sanzioni, Russia non toccata piu' di tanto, aziende europee ci rimettono molto di piu'
Sanzioni, Russia non toccata piu’ di tanto, aziende europee ci rimettono molto di piu’

Unione Europea e le imprese

L’Unione Europea sta “distruggendo” la laboriosa opera di export ed internazionalizzazione delle imprese europee – PMI per prime?

La UE non esita a “colpire” economicamente paesi distanti dagli standard – democrazia e diritti umani – europei. Questo non rassicura molti paesi. D’altra parte, cinesi, russi e tanti altri non hanno mai messo in discussione il sistema politico locale.

E’ quindi evidente che l’export delle imprese UE non puo’ non risentire di questa situazione in cui motivazioni politiche portano a tentativi, sia politici che economici, di cambiare l’equilibrio politico locale.

Ma la cosa non finisce qui!

Le sanzioni sull'export verso la Russia sono servite solo a rinforzare il paese euro-asiatico e l'orgoglio nazionale del paese
Le sanzioni sull’export verso la Russia sono servite solo a rinforzare il paese euro-asiatico e l’orgoglio nazionale del paese

Le contromisure russe

La Russia sta cercando di sostituire i prodotti delle imprese della UE con prodotti propri o di altri paesi. In poche parole, le aziende dell’Unione Europea stanno perdendo per sempre un mercato enorme.

Per i motivi che vedremo piu’ avanti, questa situazione porta a conseguenze sull’export che vanno ben al di la’ della Russia.

La rotta europea e’ ben poco economica ma molto politica, vedi La Strategia Politico-Economica Russa della UE. Tale rotta potrebbe spingere molti altri paesi alla cautela, e quindi a maggiori difficolta’ per le imprese che stanno cercando di internazionalizzare.

Ma cominciamo dagli aspetti geopolitici.

Imprese che fanno export ed internazionalizzazione
Tempi sempre piu’ difficili per le imprese della UE che fanno export ed internazionalizzazione

 

UNIONE EUROPEA – ASPETTI GEOPOLITICI

NATO ed UE

Ormai c’e’ ben poca differenza tra UE e NATO. Negli ultimi lustri la seconda e’ arrivata dove era gia’ arrivata la prima, per cui l’unione e’ spesso e volentieri un apri-pista.

Ovviamente, questo e’ motivo di grave preoccupazione per i russi, visto che:

  1. La NATO e’ arrivata ai confini russi – paesi baltici – ed in Polonia
  2. E’ probabile l’entrata dell’Ucraina nell’Unione Europea.
La politica estera dell'Unione Europea e' alquanto confusa - quando esiste
La politica estera dell’Unione Europea e’ alquanto confusa – quando esiste

La politica estera europea e la Russia

Ebbene si’, la UE ha una una politica estera. Per quanto si tratti di una politica estera “a rimorchio” di quella delle amministrazioni USA, le sue conseguenze sono di ampia portata.

Per quanto appena visto, e considerato che la NATO consiste fondamentalmente nei paesi del Nord-America ed in quelli europei, non vedo differenze sostanziali tra la strategia dell’Unione Europea e quella della NATO. Senza contare che l’UE non ha ancora rinunciato a portare la Turchia nell’Unione.

Fondamentalmente, l’Occidente sta portando avanti una politica estremamente aggressiva nei confronti della Russia:

  1. Ai sente sempre piu’ spesso parlare dell’aggressione russa, anche se di quest’ultima non si vede traccia se non sui media occidentali
  2. Contemporaneamente, paesi della UE inviano truppe – in quantita’ non piu’ limitate – vicino ai confini russi. Inoltre, partecipano ad esercitazioni in chiave anti-russa negli stessi paesi.
Le sanzioni UE sono un aspetto della politica estera occidentale. Quest'ultima si affida ancora ad anacronismi, come il gran numero di portaerei della marina americana
Le sanzioni UE sono un aspetto della politica estera occidentale. Quest’ultima si affida ancora ad anacronismi, come il gran numero di portaerei della marina americana

La strategia occidentale

Per essere chiari, mi sembra evidente – al di la’ di quella che e’ chiaramente propaganda – che la UE e gli USA stanno mettendo in pratica una strategia di isolamento politico-economico della Russia. Di piu’, sembra quasi che cerchino di provocare reazioni russe – il che dimostra che non hanno capito il modo di ragionare russo perche’ un’eventuale reazione non sarebbe dimostrativa.

Come dico sempre, la geopolitica e la strategia implicano onesta’ intellettuale – che sinceramente vedo ben poco negli articoli e nei convegni in Europa.

A chi vuole approfondire gli aspetti marittimi della strategia di isolamento della Russia, consiglio La Guerra dei Mari – Russia ed Export, che contiene un link all’articolo Il Mar Nero e le Rotte dell’Export. E’ una buona lettura per chi vuole capire meglio l’importanza strategica della Crimea e del Donbass.

Fatto sta che la UE si sta allontanando sempre piu’ dalla Russia. Questo accae talvolta in maniera brutale, sia per la Russia che per le imprese europee.

Un caccia F-16. Ultimamente, l'efficenza complessiva delle forze armate della NATO e' a livelli molto bassi. Eppure, la NATO persegue una politica poco amichevole verso la Russia. Questo non ha molto senso
Un caccia F-16. Ultimamente, l’efficenza complessiva delle forze armate della NATO e’ a livelli molto bassi. Eppure, la NATO persegue una politica poco amichevole verso la Russia. Questo non ha molto senso

Rischi di guerra accidentale in Europa?

Ricordo la dichiarazione di Stoltenberg, segretario generale della NATO. In poche parole, ha detto che un attacco informatico potrebbe portare ad una reazione da parte della NATO. Inoltre, la NATO ha deciso di considerare l’informatica un’area operativa ufficiale di guerra, esattamente come le aree tradizionali – aria, mare e terra.

Vista la difficolta’ di tracciare gli attacchi informatici, nonche’ la possibilita’ di errore nel farlo, non vorrei vedere una guerra in Europa – magari causata da un attacco informatico che arriva da un’altra direzione.

A causa delle sanzioni dell'Unione Europea, i mercati russi sono diventati piu' difficili le aziende europee. E non solo i mercato colpiti da sanzioni e contro-sanzioni
A causa delle sanzioni dell’Unione Europea, i mercati russi sono diventati piu’ difficili le aziende europee. E non solo i mercato colpiti da sanzioni e contro-sanzioni

 

LA REAZIONE ECONOMICA RUSSA

La reazione alle sanzioni UE

Tralasciando il potenziamento militare russo – ben diverso dall’ammodernamento in corso prima delle crisi del Donbass e della Crimea – veniamo alle reazioni economiche.

La Russia sta cercando di ovviare ai danni provocati da sanzioni e contro-sanzioni in vari modi:

  1. Cercando di produrre autonomamente tutto quello che puo’
  2. Utilizzando l’expertise di tecnici europei per acquisire il know-how
  3. Importando da altri paesi, ad esempio Cina, Vietnam, India, ecc.

Ovviamente, le contromisure citate sono anche frutto del calo del valore del rublo e del prezzo del petrolio – che la Russia esporta in grandi quantita’.

Le conseguenze sono ovvie: le imprese europee stanno perdendo un mercato enorme.

Considerata la posizione dei porti russi, un blocco dei traffici marittimi sarebbe abbastanza facile da parte di USA - e NATO in generale
Considerata la posizione dei porti russi, un blocco dei traffici marittimi sarebbe abbastanza facile da parte di USA – e NATO in generale

Una reazione che va ben oltre le contro-sanzioni

Perche’ i russi dovrebbero alimentare l’economia della UE?

Guardate che e’ questo che succede ogni volta che un’azienda europea esporta in Russia:

  1. Il benessere aumenta
  2. Aumentano le entrate
  3. Lo stato esportatore e quindi l’Unione Europea si rafforzano.

Perche’ mai i russi dovrebbero contribuire al rafforzamento di un’organizzazione nemica? Ed infatti, stanno cercando di:

  1. Produrre quanto piu’ possibile in patria quanto acquistavano prima in Occidente
  2. Si sono rivolti molto ai mercati asiatici.
Un carro armato russo. La Russia prende in considerazione la forza militare solo dopo approfonditi calcoli strategici e geopolitici
Un carro armato russo. La Russia prende in considerazione la forza militare solo dopo approfonditi calcoli strategici e geopolitici

Aspetti strategici

Perche’ mai i Russi dovrebbero legare lo sviluppo ed il futuro del loro paese ad un’unione che potrebbe chiudere i rubinetti dell’export e conseguentemente anche dell’import – nel giro di pochi giorni?

Per quanto gia’ detto a proposito di UE e NATO, e visto lo stato di guerra fredda, c’e’ anche la possibilita’ che qualche imprevisto o provocazione che vada troppo il la’ e porti a

  1. Uno stato di guerra – magari di bassa intensita’
  2. Un blocco economico o militare, con conseguente fine di export ed import.
A differenza di quello cinese, il mercato russo e abbordabile anche dalle PMI
San Pietroburgo. A differenza di quello cinese, il mercato russo e abbordabile anche dalle PMI. Inoltre, ai russi piace lo stile italiano 

 

CONSEGUENZE SULL’EXPORT NEI PAESI ASIATICI

Il futuro dell’export e’ in Eurasia

Le conseguenze sull’export in Russia sono note a tutti. Ma chi si e’ posto il problema di tanti paesi asiatici come il Kazakistan?

In PMI ed Export – Eurafrica od Eurasia?:

  1. Sono arrivato alla conclusione che il futuro delle PMI e’ in Eurasia
  2. Ho ricordato che l’Unione Economica Eurasiatica (UEE) comprende Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan ed Armenia. Inoltre, nel 2015, il Vietnam ha firmato un accordo di libero scambio con la UEE.

Fra l’altro, al forum economico di San Pietroburgo, Putin ha detto che l’Unione Eurasiatica e’ aperta all’Europa. Mi sembra un:

  1. Chiaro invito a cogliere l’occasione per entrare in un mercato enorme
  2. Tentativo di ingolosire qualche paese e staccarlo dall’orbita UE.
I rischi di export in Asia Centrale stanno aumentando a causa del fondamentalismo religioso. Se l'Europa avesse curato l'amicizia con Mosca - ad esempio nella lotta la terrorismo di Isis e simili - ora i rischi sarebbero minori
I rischi di export in Asia Centrale stanno aumentando a causa del fondamentalismo religioso. Se l’Europa avesse curato l’amicizia con Mosca – ad esempio nella lotta la terrorismo di Isis e simili – ora i rischi sarebbero minori

Non si stanno chiudendo solo le porte russe

Al di la’ delle motivazioni strategiche di Putin, e’ evidente che la guerra fredda tra Unione Europea e Russia sta chiudendo molte porte alle imprese europee. Questo e’ ancora piu’ vero per le PMI, che ovviamente hanno piu’ difficolta’ a fare export ed internazionalizzazione.

Per quanto riguarda i paesi citati sopra, o sono fortemente legati alla Russia o sono raggiungibili attraverso vie che presentano rischi:

  1. Vista la situazione turca, il Mar Nero – ed in particolare l’accesso via Bosforo – non e’ una via affidabile
  2. Il Caucaso e’ in una situazione non proprio stabile. Del resto, l’idea di creare una flotta NATO nel Mar Nero e’ nota – fortunatamente, la Bulgaria e la Romania si sono immediatamente dichiarate contrarie.
A volte, si ha l'impressione che l'Europa viva nel mondo delle favole
A volte, si ha l’impressione che l’Europa viva nel mondo delle favole

Unione Eurasiatica e diritti umani

Non ci si sarebbe molto da stupirsi se gli USA e/o la UE agissero contro qualcuno degli stati dell’Unione Eurasiatica per motivi “di principio”.

E’ ben nota la propensione occidentale a sanzionare paesi lontani dai suoi standard – diritti umani, democrazia, ecc.

Per ora questo non e’ successo, ma non e’ da escludere qualche azione tesa a spingere quei paesi ad allontanarsi dalla Russia.

Export nell'Unione Eurasiatica? L'inimicizia con la Russia non aiuta di certo
Export nell’Unione Eurasiatica? L’inimicizia con la Russia non aiuta di certo

 

CONSEGUENZE SULL’EXPORT NEL MONDO

Case study Egitto

Un esempio di quanto appena scritto e’ l’Egitto, dove l’ascesa della Fratellanza Musulmana non aveva provocato particolari reazioni in Occidente. Quest’ultimo, chissa’ per quale motivo, non vedeva l’ora si sbarazzarsi immediatamente di un alleato fedele come Mubarak.

Quando i militari hanno ripreso il controllo dell’Egitto, la reazione USA e’ stata di fastidio.

L’affaire Regeni e’:

  1. Estremamente poco chiaro
  2. Stato (ed e’) un’occasione di “attacco” al paese da parte di UE e Stati Uniti.

Fatto sta che l’Egitto – che ha sempre ricevuto importanti finanziamenti sauditi – e’ entrato ancora di piu’ nell’orbita dell’Arabia Saudita.

Internazionalizzazione delle imprese italiane in Egitto

Case study Siria

Altro esempio e’ la Siria, dove la volonta’ di allontanare a tutti i costi Assad e togliere alla Russia l’unico porto (Tartus) in Mediterraneo ha portato:

  1. Al caos nell’intera regione
  2. Allo sviluppo dell’Isis e di altre forze salafite takfiri
  3. Al quasi crollo dell’Irak
  4. Alla crisi tra Turchia e Russia. Per approfondire gli aspetti geopolitici di quanto accaduto in Siria, rimando a Siria: le Conseguenze della Grande Strategia USA in Medio Oriente.

Ovviamente, azioni di questo genere – anche contro alleati decennali – non rassicurano i paesi oggetto di export ed internazionalizzazione. Molti di questi paesi sono ben distanti dagli standard (democrazia e diritti umani) europei, per cui non possono non essere sospettosi dell’Occidente. In fondo, cinesi, russi e tanti altri non hanno mai messo in discussione il sistema politico locale.L'export delle imprese viene danneggiato dalla politica estera della UE

Le sanzioni come forma di “guerra”

E’ quindi evidente che l’export delle imprese UE non puo’ non risentire di questa situazione. Motivazioni politiche portano a tentativi – sia politici che economici – di cambiare l’equilibrio politico locale.

Come scritto nel gia’ citato La Strategia Politico-Economica Russa della UE, la UE ricorre alle sanzioni economiche come arma di pressione politica.

Per ora, l’Unione Europea si e’ limitata alle sanzioni economiche. Gli USA, invece, non si fanno problemi a passare ad azioni militari. Il famoso “appello” di alcune decine di dirigenti del Dipartimento di Stato per azioni militari contro Assad in Siria – nonostante la tregua alllora in atto – e’ ben conosciuto.

Export manager, settore meccanica

 

CONSEGUENZE SULL’EXPORT E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

L’export formato UE

Per quanto visto, mi sembra evidente che la UE sta “danneggiando” seriamente le possibilita’ di export delle imprese europee.

Non credo che sia un caso che l’export verso gli Stati Uniti stia andando forte: si tratta di un’area ufficialmente ancora stabile che non sara’ mai interessata da sanzioni od altro. Altra cosa sono i dazi USA ovviamente, ma questo dimostra la miopia dell’intellighenzia europea.

Stimo che le conseguenze saranno estremamente pesanti.

Con tante belle teorie sui diritti, non si fa ne' export ne' internazionalizzazione
Con tante belle teorie sui diritti, non si fa ne’ export ne’ internazionalizzazione

Export formato russo ed asiatico

Come puo’ la PMI italiana competere con l’azienda russa, cinese, indiana o vietnamita che:

  1. Ha come unico obiettivo esportare?
  2. Opera senza indebite interferenze politico-idealistiche da parte dello stato?

Ovviamente, l’impresa che fa export e’ anche ambasciatrice per il suo paese. Vi sono quindi anche vantaggi politici, ed infatti la Cina supporta al massimo grado le sue imprese all’estero.

La Russia usa l’export di armi particolarmente appetibili come ariete:

  1. Per entrare nei mercati esteri
  2. Geopolitico.
Quando arrivano i contraccolpi delle decisioni politiche, le aziende devono sorbirsi la tempesta
Quando arrivano i contraccolpi delle decisioni politiche, le aziende devono sorbirsi la tempesta

Il prezzo lo pagano le aziende

Quale sara’ il prezzo che le aziende italiane – e in seconda battuta dell’UE – dovranno pagare per l’affaire Regeni?

Internazionalizzare richiede tempo ed impegno. In una simile situazione, in cui le decisioni politiche dell’Unione Europea potrebbero “distruggere” in un istante mesi od anni di lavoro, l’impresa non e’ certamente invogliata ad investire nell’export.

Questo e’ ancora piu’ vero per le PMI, dotate di risorse limitate.

Il mito degli USA come grande mercato e' ancora forte. Poche aziende fanno delle valutazioni approfondite del costo dei dazi - includendo quelli futuribili
Il mito degli USA come grande mercato e’ ancora forte. Poche aziende fanno delle valutazioni approfondite del costo dei dazi – includendo quelli futuribili

Mercato interno od USA?

In un simile scenario, e’ ovvio che le aziende tendono a rivolgersi a mercati come gli USA od al mercato interno UE. Talmente ovvio, che forse potrebbe essere un obiettivo dell’intellighenzia europea. Magari un obiettivo per sostenere il mercato interno che sa di autarchia, ma tant’e’.

Un simile scenario giustificherebbe l’evidente panico che la Brexit ha scatenato tra l’intellighenzia UE e negli USA. Un Regno Unito piu’ propenso (rispetto ad ora) all’export ed import extra-UE potrebbe sconvolgere lo status quo europeo. Ricordo che:

  1. Londra e’ il primo mercato mondiale
  2. L‘Unione Europea e’ estremamente “ingessata”, tanto da farmi pensare alla situazione dell’ex Unione Sovietica.
Piu' il tempo passa, piu' l'Unione Europea si allontana dalle pratiche della CEE. Le aziende rimpiangono i tempi della comunita' economica, quando la politica e l'ideologia non venivano prima di tutto
Piu’ il tempo passa, piu’ l’Unione Europea si allontana dalle pratiche della CEE. Le aziende rimpiangono i tempi della comunita’ economica, quando la politica e l’ideologia non venivano prima di tutto

Prima delle sanzioni UE

Facciamo un esempio.

Ricordo che proprio l’export extra-UE italiano stava crescendo ed aveva superato l’export verso l’unione.

Per quanto riguarda l’export di macchine ed apparecchi, questo era avvenuto gia’ nel 2008. Se nel 2002 l’export all’infuori dell’unione era stato di 23,4 miliardi di euro, l’export extra-UE nel 2014 e’ stato di 46,3 miliardi.

Fatto sta che, secondo me, le sanzioni sull’export verso la Russia stanno “distruggendo” la laboriosa opera di export ed internazionalizzazione delle imprese europee – PMI per prime.

Voi che ne pensate?

Non mi interesso solo delle sanzioni verso la Russia. Contattatemi se vi serve una consulenza professionale
Non mi interesso solo delle sanzioni verso la Russia. Contattatemi se vi serve una consulenza professionale

 

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