La UE sta Distruggendo l’Export delle Imprese?

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UE ed export delle impreseLe notizie dicono tutto: la UE ha deciso di estendere nuovamente le sanzioni contro la Russia, per cui saranno chiaramente estese anche le contro-sanzioni russe.

I danni provocati all’export delle imprese, in particolare alle PMI, sono gia’ stati enormi: varie aziende sono andate in crisi, intere aree (ad esempio in Veneto) sono state “devastate”, anni di impegno e lavoro sono andati in fumo.

Ma la cosa non finisce qui!

La Russia sta cercando di sostituire i prodotti delle imprese della UE con prodotti propri o di altri paesi; in poche parole, le aziende dell’Unione Europea stanno perdendo per sempre un mercato enorme.

Imprese che fanno export ed internazionalizzazione
Tempi sempre piu’ difficili per le imprese della UE che fanno export ed internazionalizzazione

Di piu’, questa situazione – per i motivi che vedremo piu’ avanti – porta a conseguenze sull’export che vanno ben al di la’ della Russia.

Senza contare che la nuova rotta (ben poco economica ma molto politica, vedi La Strategia Politico-Economica Russa della UE) della UE potrebbe portare molti altri paesi alla cautela, e quindi a maggiori difficolta’ per le imprese che stanno cercando di internazionalizzare.

Ma cominciamo dagli aspetti geopolitici.

 

UNIONE EUROPEA – ASPETTI GEOPOLITICI

Ormai c’e’ ben poca differenza tra UE e NATO: negli ultimi lustri la seconda e’ arrivata dove era gia’ arrivata la prima, per cui l’unione e’ spesso e volentieri un apri-pista.

Ovviamente, questo e’ motivo di grave preoccupazione per i russi, visto che la NATO e’ arrivata ai confini russi (paesi baltici) ed in Polonia, mentre e’ probabile l’entrata dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Politica estera della UE
La politica estera dell’Unione Europea e’ alquanto confusa – quando esiste

Inoltre, la UE ha una una politica estera; per quanto si tratti di una politica estera “a rimorchio” di quella delle amministrazioni USA, le sue conseguenze sono di ampia portata.

Per quanto appena visto, e considerato che la NATO consiste fondamentalmente nei paesi del Nord-America ed in quelli europei, non vedo differenze sostanziali tra la strategia dell’Unione Europea e quella della NATO – senza contare che l’UE non ha ancora rinunciato a portare la Turchia nell’Unione.

Fondamentalmente, l’Occidente sta portando avanti una politica estremamente aggressiva nei confronti della Russia: si sente sempre piu’ spesso parlare dell’aggressione russa, anche se di quest’ultima non si vede traccia se non sui media occidentali; contemporaneamente, paesi della UE inviano truppe (in quantita’ non piu’ limitate) vicino ai confini russi e partecipano ad esercitazioni in chiave anti-russa negli stessi paesi.

Geopolitica e rotte marittimePer essere chiari, mi sembra evidente – al di la’ di quella che e’ chiaramente propaganda – che la UE e gli USA stanno mettendo in pratica una strategia di isolamento politico-economico della Russia. Di piu’, sembra quasi che cerchino di provocare reazioni russe – il che dimostra che non hanno capito il modo di ragionare russo perche’ un’eventuale reazione non sarebbe dimostrativa.

Come dico sempre, la geopolitica e la strategia implicano onesta’ intellettuale – che sinceramente vedo ben poco negli articoli e nei convegni in Europa.

A chi vuole approfondire gli aspetti marittimi della strategia di isolamento della Russia, consiglio La Guerra dei Mari – Russia ed Export, che contiene un link all’articolo Il Mar Nero e le Rotte dell’Export – una buona lettura per chi vuole capire meglio l’importanza strategica della Crimea e del Donbass.

Fatto sta che la UE si sta allontanando sempre piu’ dalla Russia, talvolta in maniera brutale – sia per la Russia che per le imprese europee.

NATO, Unione Europea, export ed internazionalizzazione dele PMI

Ricordo la dichiarazione di Stoltenberg, segretario generale della NATO: in poche parole, ha detto che un attacco informatico potrebbe portare ad una reazione da parte della NATO. Inoltre, la NATO ha deciso di considerare l’informatica un’area operativa ufficiale di guerra, come le aree tradizionali – aria, mare e terra.

Vista la difficolta’ di tracciare gli attacchi informatici, nonche’ la possibilita’ di errore nel farlo, non vorrei vedere una guerra in Europa – magari causata da un attacco informatico che arriva da un’altra direzione.

 

LA REAZIONE ECONOMICA RUSSA

Tralasciando il potenziamento militare russo – ben diverso dall’ammodernamento (dopo anni di declino) in corso prima delle crisi del Donbass e della Crimea – veniamo alle reazioni economiche.

Mercati russi per le aziende europeeLa Russia sta cercando di ovviare ai danni provocati da sanzioni e contro-sanzioni in vari modi:

  • Cercando di produrre autonomamente tutto quello che puo’
  • Utilizzando l’expertise di tecnici europei per acquisire il know-how
  • Importando da altri paesi, ad esempio Cina, Vietnam, India, ecc.

Ovviamente, le contromisure citate sono anche frutto del calo del valore del rublo e del prezzo del petrolio – che la Russia esporta in grandi quantita’.

Le conseguenze sono ovvie: le imprese europee stanno perdendo un mercato enorme.

Del resto, perche’ i russi dovrebbero alimentare l’economia della UE? Perche’ e’ questo che succede ogni volta che un’azienda europea esporta in Russia: il benessere aumenta, aumentano le entrate, lo stato esportatore e quindi l’Unione Europea si rafforzano.

Perche’ mai i russi dovrebbero contribuire al rafforzamento di un’organizzazione nemica?

Mari, porti ed export della RussiaPerche’ mai dovrebbero legare lo sviluppo ed il futuro del loro paese ad un’unione che potrebbe chiudere i rubinetti dell’export, e conseguentemente anche dell’import, nel giro di pochi giorni?

Inoltre, per quanto gia’ detto a proposito di UE e NATO, e visto lo stato di guerra fredda, c’e’ la possibilita’ che qualche imprevisto o provocazione (che vada troppo il la’) porti ad uno stato di guerra – magari di bassa intensita’ – od ad un blocco, con conseguente fine di export ed import.

 

CONSEGUENZE SULL’EXPORT NEI PAESI ASIATICI

Le conseguenze sull’export in Russia sono note a tutti – ma chi si e’ posto il problema di tanti paesi asiatici come il Kazakistan?

In PMI ed Export – Eurafrica od Eurasia? non solo sono arrivato alla conclusione che il futuro delle PMI e’ in Eurasia, ma ho anche ricordato che l’Unione Economica Eurasiatica (UEE) comprende Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan ed Armenia; nel 2015, il Vietnam ha firmato un accordo di libero scambio con la UEE.

UE e Russia, crisi dell'export e dell'internazonalizzazione di impresaFra l’altro, al forum economico di San Pietroburgo, Putin ha detto che l’Unione Eurasiatica e’ aperta all’Europa – un chiaro invito a cogliere l’occasione per entrare in un mercato enorme, nonche’ un tentativo di ingolosire qualche paese e staccarlo dall’orbita UE.

Al di la’ delle motivazioni strategiche di Putin, e’ evidente che la guerra fredda tra Unione Europea e Russia sta chiudendo molte porte alle imprese europee; questo e’ ancora piu’ vero per le PMI, che ovviamente hanno piu’ difficolta’ a fare export ed internazionalizzazione.

Per quanto riguarda i paesi citati, o sono fortemente legati alla Russia o sono raggiungibili attraverso vie che presentano rischi: vista la situazione turca, il Mar Nero – ed in particolare l’accesso via Bosforo – non e’ una via affidabile; il Caucaso e’ in una situazione non proprio stabile. Del resto, l’idea di creare una flotta NATO nel Mar Nero e’ di questi giorni – fortunatamente, la Bulgaria e la Romania si sono immediatamente dichiarate contrarie.

Export nell'Unione EurasiaticaInoltre, non ci si sarebbe da stupirsi se gli USA e/o la UE agissero contro qualcuno degli stati dell’Unione Eurasiatica per motivi “di principio”: e’ ben nota la propensione occidentale a sanzionare paesi lontani dai suoi standard (diritti umani, democrazia, ecc.). Per ora questo non e’ successo, ma non e’ da escludere qualche azione tesa a spingere quei paesi ad allontanarsi dalla Russia.

 

CONSEGUENZE SULL’EXPORT IN GIRO PER IL MONDO

Un esempio di quanto appena scritto e’ l’Egitto, dove l’ascesa della Fratellanza Musulmana non aveva provocato particolari reazioni in Occidente – Occidente che chissa’ per quale motivo non vedeva l’ora si sbarazzarsi immediatamente di un alleato fedele come Mubarak.

Quando i militari hanno ripreso il controllo dell’Egitto, la reazione USA e’ stata di fastidio.

Internazionalizzazione delle imprese italiane in EgittoL’affaire Regeni, estremamente poco chiaro, e’ poi stato (ed e’) un’occasione di “attacco” da parte di UE e Stati Uniti.

Fatto sta che l’Egitto, che ha sempre ricevuto importanti finanziamenti sauditi, e’ entrato ancora di piu’ nell’orbita dell’Arabia Saudita.

Altro esempio e’ la Siria, dove la volonta’ di allontanare a tutti i costi Assad (e togliere alla Russia l’unico porto in Mediterraneo – Tartus) ha portato al caos nell’intera regione, allo sviluppo dell’Isis e di altre forze salafite, alla quasi caduta dell’Irak, alla crisi tra Turchia e Russia. Per approfondire gli aspetti geopolitici di quanto accaduto in Siria, rimando a Siria: le Conseguenze della Grande Strategia USA in Medio Oriente.

Ovviamente, azioni di questo genere – anche contro alleati decennali – non rassicurano i paesi oggetto di export ed internazionalizzazione: molti di questi paesi sono ben distanti dagli standard (democrazia e diritti umani) europei, per cui non possono non essere sospettosi dell’Occidente. In fondo, cinesi, russi e tanti altri non hanno mai messo in discussione il sistema politico locale.

L'export delle imprese viene danneggiato dalla politica estera della UEE’ quindi evidente che l’export delle imprese UE non puo’ non risentire di questa situazione in cui motivazioni politiche portano a tentativi, sia politici che economici, di cambiare l’equilibrio politico locale; anzi, come scritto nel gia’ citato La Strategia Politico-Economica Russa della UE, la UE ricorre alle sanzioni economiche come arma di pressione politica. Per ora, l’Unione Europea si e’ limitata alle sanzioni economiche; gli USA, invece, non si fanno problemi a passare ad azioni militari – il famoso “appello” di alcune decine di dirigenti del Dipartimento di Stato per azioni militari contro Assad in Siria (nonostante la tregua in atto) e’ ben conosciuto.

Mi sembra quindi evidente che la UE sta “danneggiando” seriamente le possibilita’ di export delle imprese europee. Non credo che sia un caso che l’export verso gli USA stia andando forte: si tratta di un’area ufficialmente ancora stabile che non sara’ mai interessata da sanzioni od altro.

 

Export manager, settore meccanicaCONSEGUENZE SULL’EXPORT E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

Stimo che le conseguenze saranno estremamente pesanti: come puo’ la PMI italiana (giusto per fare un esempio) competere con l’azienda russa, cinese, indiana o vietnamita che ha come unico obiettivo esportare – senza indebite interferenze politiche da parte dello stato?

Ovviamente, l’impresa che fa export, e soprattutto internazionalizzazione, e’ anche ambasciatrice per il suo paese; vi sono quindi anche vantaggi politici, ed infatti la Cina supporta al massimo grado le sue imprese all’estero.

La Russia usa l’export di armi particolarmente appetibili come ariete per entrare nei mercati esteri – e naturalmente anche come ariete geopolitico.

Export delle imprese italiane e Made in Italy
Export del made in Italy

Quale sara’ il prezzo che le aziende italiane (e, in seconda battuta, dell’UE) dovranno pagare per l’affaire Regeni?

Internazionalizzare richiede tempo ed impegno: in una simile situazione, in cui le decisioni politiche dell’Unione Europea potrebbero “distruggere” in un istante mesi od anni di lavoro, l’impresa – specialmente se PMI e quindi con risorse limitate – non e’ certamente invogliata ad investire nell’export.

In un simile scenario, e’ ovvio che le aziende tendono a rivolgersi a mercati come gli USA od al mercato interno UE; talmente ovvio, che forse potrebbe essere un obiettivo dell’intellighenzia europea – un obiettivo per sostenere il mercato interno che sa di autarchia, ma tant’e’.

Un simile scenario giustificherebbe l’evidente panico che la Brexit ha scatenato tra l’intellighenzia UE e negli USA: un Regno Unito piu’ propenso (rispetto ad ora) all’export ed import extra-UE potrebbe sconvolgere lo status quo europeo – ricordo che Londra e’ il primo mercato mondiale e che l’Unione Europea e’ estremamente “ingessata”, tanto da farmi pensare alla situazione dell’ex Unione Sovietica.

Ricordo che, ad esempio, proprio l’export extra-UE italiano stava crescendo ed aveva superato l’export verso l’unione; per quanto riguarda l’export di macchine ed apparecchi, questo era avvenuto gia’ nel 2008 – se nel 2002 l’export all’infuori dell’unione era stato di 23,4 miliardi di euro, l’export extra-UE nel 2014 e’ stato di 46,3 miliardi.

Video – Export extra UE ed Internazionalizzazione

Fatto sta che, secondo me, la UE sta “distruggendo” la laboriosa opera di export ed internazionalizzazione delle imprese europee – PMI per prime.

Voi che ne pensate?

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