Terrorismo, Immigrazione e Brexit – Questione di Marketing

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Terrorismo, immigrazione, marketing e Brexit

 

Se il terrorismo odierno – piu’ simile alla guerriglia che al terrorismo convenzionale – usa la propaganda come arma principale, i paesi che lo combattono (o meglio l’intellighenzia) utilizzano tecniche di marketing di derivazione commerciale. L’uso di simili tecniche riguarda anche la Brexit, il post-Brexit e la crisi economica; inoltre, in Europa c’e’ un serio problema di terrorismo interno, non disgiunto da un progetto fallimentare di immigrazione ed alimentato dalla propaganda di organizzazioni terroristiche basate altrove come l’Isis.

 

Marketing, propaganda e BrexitIn generale, qualunque problema si trovi ad affrontare la UE – o meglio l’intellighenzia europea  – vede l’utilizzo di tecniche di marketing.

Distinguo tra UE ed intellighenzia per un motivo molto semplice: proprio il carattere di tale intellighenzia implica l’uso di un certo tipo di marketing, che non si differenzia molto da quello utilizzato negli USA se non negli aspetti “locali”.

Ovviamente, all’impresa che fa export od internazionalizzazione interessano invece i fatti e le analisi: il marketing e’ bello, ma cambiare l’aspetto delle cose non cambia la realta’.

Se in Terrorismo ed Export – Chi e’ Preparato? ho analizzato gli aspetti operativi ed i rischi che un’azienda dovrebbe affrontare – e, soprattutto, cui dovrebbe essere preparata – quando esporta od internazionalizza, in questo articolo voglio analizzare l’uso del marketing da parte dell’intellighenzia europea.

 

Terrorismo nell'era dei media e dei social networks

IL TERRORISMO NELL’ERA DEI MEDIA E DEI SOCIALS

Non affronto qui la strategia di note organizzazioni terroristiche – ebbene si’, hanno una strategia che non corrisponde alla sfilza di “banalita’” che si sentono normalmente! In questo articolo, mi limito a degli accenni ad alcuni aspetti pratici – gli aspetti di comunicazione.

Parlare di comunicazione rende la cosa piu’ comprensibile per chi opera nel mondo delle imprese, soprattutto se non PMI; faccio pero’ subito presente che se nel caso dell’intellighenzia il termine comunicazione e’ adeguato, nel caso del terrorismo e’ piu’ corretto usare il termine propaganda.

Vedete bene, quindi, come vi sia gia’ una differenza fondamentale: comunicazione, come intesa nel mondo Occidentale (ed aziendale), e’ ben diverso da propaganda.

Che le organizzazioni terroristiche usino massicciamente i socials, YouTube per primo, e’ ben noto; che li usino non solo per fare propaganda ma anche per fare proseliti e’ alla luce del sole – luce che sembrerebbe (forse) finalmente avere raggiunto gli occhi delle élites occidentali.

Terrorismo in OccidenteNon per niente l’Isis – giusto per fare un esempio – nelle sue rivendicazioni definisce i terroristi che agiscono in Occidente soldati, non lupi solitari.

Soldato fa pensare ad un’operazione convenzionale, al massimo alla guerriglia; scopo principale della propaganda e’ fiaccare il nemico ed attirare nuove leve.

Ovvio che l’intellighenzia ed i media occidentali preferiscano parlare di lupi solitari: ammettere che qualcuno (peraltro ancora in possesso di territori e risorse) ha scatenato una guerra contro (leggi dentro) l’Occidente significherebbe mettere in discussione alcuni degli aspetti cardine dell’ideologia dell’intellighenzia.

Ammettere che la propaganda, principalmente (ma non solo) dell’Isis, sta funzionando?

Questo obbligherebbe le élites a concentrare tutti gli sforzi contro l’Isis, e quindi:

  • Europa, immigrazione e terrorismoRinunciare alla campagna mediatica contro la Russia, che per qualche strano motivo viene considerata il nemico principale di USA ed EU
  • Ammettere il fallimento del progetto di immigrazione, e piu’ in generale di una visione mondialista – come direbbero i populisti
  • Ammettere che il “volgo” – leggi populismoha compreso quelle che dovrebbero essere le priorita’ occidentali, l’intellighenzia invece no
  • Ammettere che l’Unione Europea non capisce niente non solo di politica estera, ma nemmeno di politica interna
  • Cambiare radicalmente l’atteggiamento occidentale verso alcuni paesi che, per qualche strano motivo, vengono considerati “alleati”; d’altra parte, ammettere che alcuni paesi stanno, alla fin fine, dalla stessa parte.

Fatto sta che il terrorismo sta ottenendo grandi risultati con la propaganda tramite social networks.

Ed i media?

Normalmente, i media riportano le posizioni ufficiali e le rivendicazioni dell’Isis – assieme a tonnellate di inutili dibattiti di politici e cosiddetti esperti; il tutto condito da chilometri di immagini che non dicono niente.

C’e’ da stupirsi se le persone tendono sempre di piu’ a cercare informazione su internet?

E chi usa principalmente internet per la sua propaganda? L’Isis e le altre organizzazioni terroristiche.

Terrorismo e media
Terrorismo e media – Clicca sulla foto per ascoltare il file audio

 

LA REAZIONE OCCIDENTALE – IL TRIONFO DEL MARKETING COME “RELIGIONE”

Che i media, esattamente come le élites, tendano a minimizzare la gravita’ della situazione, e’ fin troppo evidente: chiunque spulci i socials notera’ che il lupo solitario con problemi psicologici e’ ormai diventato una barzelletta.

D’altra parte, la gente viene costantemente bombardata con la presunta aggressione russa, anche se le regole base della propaganda dicono che non bisognerebbe mai diffondere messaggi palesemente infondati od addirittura assurdi; l’assurdita’ di tale messaggio viene aggravata dai continui atti terroristici – che provengono dall’interno e da Sud, non da Est.

Marketing, UE e terrorismo

Proprio qui sta il problema: se la propaganda risponde a delle regole minime, il marketing commerciale sconfina spesso nell’assurdo – semplicemente, l’assurdita’ (se ben gestita) viene accettata in campo commerciale.

Posto che in Occidente non viene fatta propaganda ma marketing, perche’ succede cio’?

Come avrete notato, uso spesso i termini intellighenzia ed élites: se intellighenzia rende bene l’idea dell’organizzazione pratica della UE, ovvero un’oligarchia, élites e’ un termine spesso utilizzato dai populisti; devo pero’ dire che si tratta di un termine molto piu’ preciso del generico populisti – se il secondo ha un carattere dispregiativo, il primo e’ molto sintetico e descrittivo.

Per tornare a noi, l’intellighenzia europea e’ principalmente costituita dalle élites politico-economiche: basta leggere uno dei numerosi appelli contro la Brexit per avere conferma di cio’; per inciso, tali appelli hanno normalmente il carattere di Io sono uno che sa, tu popolano segui il mio consiglio – c’e’ da stupirsi se dopo tali appelli i sondaggi vedevano una crescita del leave prima della Brexit?

Marketing e crisi economicaChe in Europa vi sia una forte continuita’ tra il mondo economico e quello politico e’ evidente; quello che pochi sanno e’ che la politica usa metodi e tecniche mutuati dal mondo commerciale per i suoi messaggi – in poche parole, in Occidente comunicazione equivale a marketing.

Si assiste cosi’ a messaggi che forse convincerebbero la massaia a comprare un nuovo sbatti-uova, ma che sono totalmente inadeguati quando si parla di terrorismo: come gia’ detto, ad ogni campo il suo – non si affronta la propaganda di chi e’ in guerra contro di te con il marketing di derivazione commerciale.

La gia’ accennata assurdita’ del contenuto dei messaggi, poi, ha raggiunto livelli veramente abissali.

Terrorismo, export e internazionalizzazioneDel resto, i continui tentativi delle amministrazioni USA di evitare di parlare di terrorismo (e, perlomeno prima di Trump, di Isis ) anche di fronte all’evidenza sono noti; come era evidente il tentativo dell’amministrazione Obama di minimizzare gli evidenti problemi di stabilita’ interna degli Stati Uniti, anche dopo i gravissimi atti di terrorismo/guerriglia razziale.

I tentativi, sia in UE che in USA, di convincere le persone che non c’e’ collegamento tra i vari attentatori e l’Isis sono assurdi: visto che lo scopo della propaganda dell’Isis e’ appunto convincere i ricettori della sua propaganda – in poche parole, potenzialmente chiunque – a diventare soldati ed a portare a termine atti terroristici, un collegamento ufficiale potrebbe anche non esistere.

Ma perche’ i media e l’intellighenzia agiscono cosi’?

 

BREXIT E CRISI ECONOMICA

Prima di dare una risposta all’ultima domanda, vorrei approfondire due casi dell’uso massiccio del marketing in Europa; la risposta sara’ cosi’ molto piu’ chiara.

Della colossale opera di marketing per evitare la Brexit ho gia’ scritto, anche in altri articoli – vedi ad esempio I Media, i Socials e la Brexit, scritto prima del referendum del 23 giugno 2016 ed aggiornato pochi giorni fa.

Brexit e marketing in UEDopo la reazione scomposta ed, obiettivamente, poco professionale dell’Unione Europea alla Brexit, si e’ assistito ad un qualcosa che puo’ essere frutto solo di qualche bizzarra idea di marketing – la cara vecchia propaganda mai verrebbe utilizzata in questo modo: qualsiasi problema che attanagli la UE, sia uno stato membro o Joan di Marte – un po’ di ironia non guasta mai – e’ dovuto alla Brexit.

Sembra quasi che, come ha fatto Erdogan in Turchia dopo il golpe, l’intellighenzia abbia pensato di fare buon viso a cattivo gioco – in poche parole, ha trovato il capro espiatorio ideale.

Che le cose non andassero cosi’ bene in UE era ben evidente e noto anche prima della Brexit: del resto, l’ascesa dei populismi e la stessa Brexit sono chiaramente dovute all’incapacita’ dell’intellighenzia di affrontare con successo i problemi; alcuni di detti problemi sono anzi stati creati dalle élites – vedi la disastrosa gestione dei rapporti con la Russia e le conseguenti perdite economiche per le imprese.

Descrivere la Brexit come il “demonio” ha dato dei risultati politici immediati: un deciso calo dei partiti populisti europei nei sondaggi.

 

Brexit e marketingVisto che i partiti populisti sono la bestia nera dell’intellighenzia europea, e visto che la UE privilegia sempre la politica (vedi ad esempio 5 Semplici Domande sull’ Export per Capire la Politica Estera della UE) rispetto ad ogni altro aspetto, non c’e’ da stupirsi di questo continuo ascrivere ogni male dell’umanita’ – gli effetti della crisi economica inclusi – alla Brexit. Resta da vedere se, alla lunga, tale strategia si rivelera’ controproducente: dopotutto, la famosa campagna “della paura” contro la Brexit ha funzionato per un po’, salvo poi rivelarsi controproducente – la paura indotta non funziona sul lungo periodo.

La novita’ sta nel fatto che ora, come dicevo, ogni magagna, soprattutto se economica, viene ascritta alla Brexit.

 

PERCHE’?

Mi sembra evidente che la UE e/o i singoli stati debbano rispondere di parecchi abbagli, solitamente ideologici od equiparabili:

  • Una politica economica troppo rigida ed inflessibile
  • Una vasta disoccupazione
  • Un progetto di immigrazione semplicemente disastroso; a tale proposito, consiglio la lettura di Immigrazione – Conseguenze Strategiche ed Aspetti di Gestione
  • UE - marketing e incapacita' di combattere il terrorismoUn’evidente incapacita’ di affrontare il terrorismo, nonche’ un’evidente mancanza di volonta’ di combattere con tutte le forze l’Isis
  • Una miopia totale per quanto riguarda la Russia, nonche’ un continuo – ed incomprensibile per l’uomo della strada – aumento della tensione ad Est
  • Un’evidente incapacita’ di individuare i nemici della UE.

Molti dei punti precedenti si riducono ad un solo aspetto: l’immigrazione come “religione” dell’intellighenzia.

Quale sia il motivo di tale “incaponimento” sull’immigrazione non e’ ben chiaro, anche se penso che derivi dalla convinzione ideologica – che risale ai padri fondatori europei – che il globalismo (come lo chiamano i populisti) sia una necessita’. Eventuali motivazioni economiche sono, a mio avviso, piu’ materia per i complottisti che altro: secondo me, tutto (o quasi) si riduce a motivazioni di fondo ideologiche.

Del resto, anche se l’intellighenzia ha fornito motivazioni quasi esclusivamente economiche (l’unica eccezione essendo l’aggressione russa) contro la Brexit ed altri problemi, e’ evidente che le vere motivazioni sono politiche: l’Europa deve essere un tutt’uno politico, quindi bisogna evitare a tutti i costi Brexit o Grexit o Chissa’-che-cosa-exit.

Immigrazione e terrorismo in EuropaAnalizzando la situazione, direi che per l’intellighenzia europea:

  • Ammettere che l’Europa e’ sotto attacco da parte di organizzazioni terroristiche, e che tale attacco ha piu’ il carattere di guerriglia che altro, metterebbe in discussione la politica di immigrazione dell’intellighenzia europea
  • Ammettere che la propaganda del’Isis puo’ raggiungere chiunque, ed in particolare gli immigrati, significherebbe ammettere che la situazione peggiorera’ sempre piu’ se i problemi dell’immigrazione non vengono affrontati logicamente invece che ideologicamente
  • Ammettere che tra gli immigrati si nascondono soldati e simpatizzanti dell’Isis significa ammettere il fallimento dell’ideologia talvolta chiamata globalismo – l’ideologia dell’intellighenzia europea.

La risposta delle élites e’ il marketing, ovvero cio’ che sentiamo ogni sera ai telegiornali, leggiamo ogni mattina sui giornali e vediamo ogni giorno sui social networks.

Del resto, ora non si parla piu’ di immigrazione bensi’ di accoglienza; non si parla nemmeno piu’ di migranti ma di profughi.

Marketing, terrorismo e mediaIl problema e’ che tale marketing, come dicevo, ha raggiunto evidenti livelli di assurdita’: nel caso dell’attacco terroristico di Nizza, si e’ parlato di lupo solitario con problemi psicologici e senza prova di collegamenti con il terrorismo; i fatti parlano di un attacco pianificato per mesi, con parecchie persone coinvolte e (secondo alcune testimonianze iniziali) piu’ attentatori, con una presenza quasi inesistente della Police Nationale.

Puoi vendere il detersivo piu’ bianco del bianco una volta, ma poi di fronte ai fatti l’acquirente parlera’ male del tuo prodotto.

Soprattutto se la popolazione ha paura – la vera paura, non quella da “operetta” a scopi politici – non c’e’ marketing che tenga.

Che il marketing – applicato in ambiti sbagliati – abbia fallito e’ evidente: a Nizza, la popolazione ha fischiato le autorita’ nazionali.

Terrorismo in Europa e marketingMi sembra quindi evidente che si tratta non solo di uno scontro tra propaganda (terroristica) e marketing, ma anche tra due ideologie: da una parte il sogno di un califfato mondiale, la Umma universale, dall’altra il sogno di un mondo globale ma rigidamente non religioso.

La differenza fondamentale, all’atto pratico, e’ che se le élites europee stanno affrontando una “guerra” su piu’ fronti – la Russia, la crisi economica, i populismi, il post-brexit e la possibile disgregazione della UE, il terrorismo – le organizzazioni terroristiche (Isis per prima) hanno un unico obiettivo: la conquista dell’Occidente.

L’unica reazione di cui le élites europee sono capaci, sia nel confronto del terrorismo che degli altri problemi, sembrerebbe essere il marketing – mandare forze estremamente limitate vicino alla Russia, oltre che contro-producente, e’ una forma di marketing per cercare di convincere la popolazione europea che l’aggressione russa e’ reale.

Con il marketing non si combatte il terrorismoe si perde la fiducia della popolazione; cio’ sta gia’ avvenendo a seguito del tentativo maldestro di negare anche l’evidenza: in Europa c’e’ un serio problema di terrorismo interno, non disgiunto da un progetto fallimentare di immigrazione ed alimentato dalla propaganda di organizzazioni terroristiche basate altrove – continuare a negare l’evidenza non risolvera’ il problema.

Immigrazione, marketing e terrorismo

Un pensiero riguardo “Terrorismo, Immigrazione e Brexit – Questione di Marketing

    […] della comunicazione sul fronte immigrazione e terrorismo è affrontata in termini generali da un post di @Dave N. Righetto i cui contenuti mi inducono a integrare la stesura iniziale di questo articolo con alcuni miei […]

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