La “Rivolta” in UE, la Turchia e l’Assedio di Vienna

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UE, Turchia e internazionalizzazionePrima del colpo di stato in Turchia, di cui tanto si e’ parlato ma poco di utile si e’ detto, vorrei ricordare cosa e’ accaduto, ovvero la “rivolta” di alcuni paesi della UE: in poche parole, si e’ tenuta una conferenza ad Atene – obiettivo un’alleanza contro la politica di austerity della UE.

A tale riunione sono stati invitati – dal primo ministro greco – i primi ministri di Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Cipro e Malta; gli ambiti di discussione sono stati non solo la politica di austerity, ma anche le misure fiscali e l’immigrazione.

Per inciso, la Commissione Europea aveva pensato di sospendere i fondi strutturali a Spagna e Portogallo perche’ non hanno ridotto il deficit di bilancio secondo i livelli prescritti.

Turchia: ad una serie di purghe chiaramente tendenti a trasformare il carattere della Turchia – ovvero non piu’ laica – si e’ aggiunto un chiaro tentativo di influire politicamente sui paesi UE, sia attraverso il “ricatto” profughi, sia attraverso manifestazioni di immigrati turchi in Germania.

Guarda caso, la Grecia ha rapporti poco felici con la Turchia, una Turchia di cui molti temevano le ambizioni gia’ prima delle purghe che hanno reso praticamente assoluto il potere dell’AKP – il partito islamista di Erdogan.

 

Assedio di Vienna e TurchiaL’ASSEDIO DI VIENNA ED IL COLPO DI STATO TURCO

Come scrivevo nel marzo 2016 – 4 mesi prima del tentato golpe – in Rischi di Export ed Internazionalizzazione – Rapporto Turchia,’… Per quanto visto, non escluderei il rischio di disordini, od addirittura rivolte o tentativi di deposizione del governo, in Turchia …’

Qualunque sia la verita’ sul tentato golpe in Turchia, e’ evidente che Erdogan ha preso la palla al balzo per rendere assoluto il suo potere – ricordo che il suo partito, l’AKP, e’ un partito islamista.

Prima del golpe, l’apparato statale turco era ancora composto (in larghissima maggioranza) di kemalisti, ovvero di funzionari “allevati” nello spirito di Kemal Ataturk – ovvero lo stato laico. Per approfondire questi aspetti, rimando al gia’ citato articolo su rischi di export ed internazionalizzazione in Turchia.

Quello che Erdogan sta facendo non e’ altro che porre in atto una serie di purghe tesa non solo a consacrare il suo potere, ma anche a distruggere definitivamente l’aspetto laico della Turchia.

Fare analisi geopolitiche per fare internazionalizzazione in TurchiaA fronte di quanto sta accadendo la UE non dice praticamente nulla: a parte qualche voce isolata, e’ ancora intenzionata ad ammettere la Turchia nell’Unione Europea – fra l’altro, cio’ la sta allontanando ancora di piu’ dall’uomo della strada.

L’aspetto interessante e’ costituito non solo dal “ricatto” turco alla UE, ovvero se non concedi l’ingresso senza visto ai miei cittadini ti riempio di profughi, ma anche dal tentativo di influire sulla politica interna del paese leader della UE (la Germania) attraverso manifestazioni di immigrati turchi; il rifiuto tedesco di permettere la trasmissione (su maxi-schermo) di un messaggio di Erdogan ad una manifestazione pro-Erdogan a Colonia ha causato una reazione estremamente dura da parte della Turchia – reazione che rivela molto delle intenzioni della Turchia. Si e’ poi passati alle accuse di ‘azioni naziste’ da parte del presidente turco Erdogan, perche’ la Germania non ha permesso dei comizi politici (in Germania) da parte di ministri turchi – per spingere i turchi residenti in Germania a votare Si al referendum turco che ha garantito ancora piu’ poteri ad Erdogan. 

E’ piu’ che evidente che la Turchia non si limita a volere entrare in Europa, vuole che la UE esegua i suoi diktat; a tale scopo, sta chiaramente utilizzando la vasta comunita’ di immigrati in Germania per influire sulla politica dello stato leader dell’UE – il passo successivo potrebbe essere un tentativo di ergersi a campione della comunita’ musulmana in Europa?

Turchia, UE, export e internazionalizzazioneIl fortissimo desiderio turco di entrare nella UE, e comunque di ottenere subito un accesso senza visto dei suoi cittadini, era forse legato al desiderio di avere forti presenze di turchi in tutta Europa – ovvero di usare tali persone come mezzo di pressione politica come e’ stato tentato in Germania?

Forse si tratta di fantapolitica, ma i tentativi turchi di conquista dell’Europa sono durati secoli – il secondo assedio di Vienna risale al 1683.

Le affermazioni del marzo 2017 del presidente turco Erdogan – l’invito ai turchi in UE a fare tanti figli per diventare la maggioranza – confermano quanto scritto sopra (originariamente nell’agosto 2016), ovvero che la Turchia intendeva entrare in UE per:

  • Approfittare dell’apertura delle frontiere – con conseguente afflusso in Unione Europea di parecchi milioni di turchi
  • Influenzare la rotta della UE stessa, anche grazie a decine di milioni di turchi a quel punto in UE.

Sara’ un caso se l’opposizione ufficiale (finora) piu’ dura all’entrata della Turchia in UE e’ quella dell’Austria, che vorrebbe sospendere il negoziato di adesione della Turchia all’Unione Europea?

 

"Rivolta" guidata dalla Grecia in UELA “RIVOLTA” GRECA – ASPETTI GEOPOLITICI

Come gia’ detto, il primo ministro greco Tsipras ha convocato una riunione dei paesi mediterranei della UE: ricordo che la Grecia non solo sta patendo grandi sofferenze – imposte dalla UE – ma non e’ in rapporti idilliaci con la Turchia.

Spagna e Portogallo non sono ovviamente entusiasti delle idee della Commissione Europea; in Italia, un governo che ha giocato il tutto per tutto sul referendum costituzionale – uscendone pesantemente sconfitto, con conseguente nuovo governo retto da un fedelissimo del premier Renzi – si trova di fronte un’opinione pubblica molto ostile all’immigrazione; per quanto riguarda la Francia, gli attentati terroristici hanno mutato molto l’opinione dell’uomo della strada nei confronti dei profughi.

Tornando alla Grecia, gli effetti deleteri (anche per la stabilita’ del paese) delle ondate di profughi sono ben noti – effetti che includono perdite enormi per l’importante settore del turismo greco.

Ricordo che la famosa politica delle porte aperte della Merkel ha portato ad un afflusso eccezionale di profughi, e che la Germania e’ stato il paese (in qualita’ di paese leader) che piu’ ha “umiliato” la Grecia con le note condizioni economiche.

Crisi greca ed errori della UEPer quanto riguarda la Grecia, per non dilungarmi consiglio la lettura di La Crisi Greca, la Russia e gli Errori Strategici dell’Unione Europea, dove fra l’altro scrivevo ‘… Le conseguenze dell’attuale stato di cose potrebbero portare a gravi contraccolpi economici ed addirittura al collasso della UE …’.

Ora si aggiunge una classe dirigente turca che pare accarezzare, e forse piu’ che accarezzare, il sogno della Grande Turchia – per capire quanto grande basta studiare la storia.

Fatto sta che probabilmente la NATO non farebbe niente contro la Turchia, perche’:

  • L‘enorme base americana (e turca) di Incirlik e’ a tutti gli effetti un “ostaggio”, come le azioni turche durante e dopo il tentato colpo di stato hanno fatto ben capire; viene da chiedersi se gli americani abbiano trasferito le armi nucleari presenti nella base – o se ne abbiano avuto la possibilita’
  • La Turchia fa parte della NATO e viene considerata alleato essenziale
  • Rischi geopolitici per le aziende in EuropaDurante l’attacco, si assisterebbe con tutta probabilita’ a manifestazioni pro-Turchia in tutta Europa – e forse anche a disordini o peggio
  • Viste le condizioni greche, un eventuale attacco arriverebbe probabilmente a conclusione in ore o pochi giorni; considerato il carattere dei vari governi europei, probabilmente si assisterebbe a stupore, a paura e ad un tentativo di guadagnare tempo
  • La parte europea della Turchia, ovvero la porta dell’Europa, consente un facile accesso anche alla Bulgaria.

Una UE previdente cercherebbe di rafforzare Grecia (e Bulgaria) e di mantenere eccellenti rapporti con la Russia. Nella pratica, la UE e’ occupata a contrastare l’inesistente aggressione russa, a porre in atto politiche che hanno devastato la Grecia, a cercare di fare entrare la Turchia nell’unione stessa.

C’e’ da stupirsi se la Grecia dara’ il via ad una “rivolta” contro la UE?

 

Rischi di export ed internazionalizzazione per le imprese in TurchiaE L’EXPORT E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE?

Per quanto riguarda la Turchia, penso di avere scritto quasi tutto nel gia’ citato Rischi di Export ed Internazionalizzazione – Rapporto Turchia, posso solo aggiungere che, al di la’ della soddisfazione personale di avere previsto un tentativo di colpo di stato vari mesi prima che avvenisse, penso che ormai l’utilita’ – anzi la necessita’ – di una seria analisi geopolitica sia chiara per tutte le imprese.

L’impresa che abbia letto e meditato l’articolo citato ha indubbiamente evitato molti grattacapi e grosse perdite; ricordo che, fra l’altro, nell’articolo in questione scrivevo: ‘… Per quanto visto, direi che in questo momento il rischio di fare export ed internazionalizzazione in Turchia e’ elevato con tendenza ad aumentare, per tutte le imprese ed in particolare per le PMI …’

Per quanto riguarda la UE, e’ evidente che si trova in grossi guai: dopo la Brexit – peraltro avvenuta grazie alle politiche dell’unione stessa – assistiamo ad una “rivolta” di vari paesi; contemporaneamente, la UE si dimostra del tutto impotente di fronte ad una Turchia estremamente “aggressiva”.

Turchia, un F-15E della Nato
Un F-15E della Nato

Nel frattempo, una Russia che si sente minacciata dall’Unione Europea ha riallacciato eccellenti rapporti con la Turchia e mantiene ottimi rapporti con una Grecia umiliata dalla UE.

Francamente: questa UE, che ha sempre anteposto la politica all’economia pur essendo una frana totale in politica, si sta dimostrando un mostro burocratico incapace del ruolo che ha assunto.

Non credo che fare export ed internazionalizzazione extra-UE comporti rischi molto piu’ grandi che farlo in Europa – il livello di rischio geopolitico in Europa sta aumentando; soprattutto, se fossi in un’impresa non farei troppo affidamento su sovvenzioni od altro europee.

Tra i rischi geopolitici includo anche manifestazioni, disordini o sommosse (anche “suggerite” da attori esterni) legati all’immigrazione – non a caso la Svizzera ha previsto gia’ anni fa tali casistiche ed ha dato dimostrazione pubblica di qualche contromisura durante le giornate dell’esercito di Lugano.

Video – Turkey threatens to flood Europe with migrants as row deepens

Un pensiero riguardo “La “Rivolta” in UE, la Turchia e l’Assedio di Vienna

    Beppe Vargiu ha detto:
    agosto 7, 2016 alle 16:11

    Ottima analisi Dave . L’Europa e il fondo monetario hanno recentemente ammesso di aver sacrificato la Grecia con un waterboarding fiscale , come lo chiama Varoufakis, in una “azione di contenimento” per salvare l’euro e le banche del nord Europa.
    E ora che la Grecia potrebbe essere per noi un solido e prezioso baluardo ci facciamo tenere in ostaggio da Erdogan. Ultima ruota del carro in tutto questo contesto arriva l’italia. E ultimissime ruote del carro Italia sono le piccole imprese ogni giorno più svantaggiate e disorientate dall’evanescanza del sistema in mano ai burocrati Italoeuropei.

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