Conseguenze per l’Export del Declino USA nel Pacifico Sud-Occidentale

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Questo articolo ha previsto il futuro: il peggioramento delle relazioni tra USA e Filippine, con conseguente peggioramento della posizione geopolitica americana nel Pacifico Sud-Occidentale; la crisi tra USA e Cina nel Mar Cinese Meridionale; una nuova situazione per l’export occidentale.

Le Filippine, gli USA, la Cina e l'exportIn Europa, ben poco risalto e’ stato dato ad un fatto molto recente: le Filippine, fino a “ieri” quasi una dependance degli USA in politica estera nonche’ un baluardo contro la Cina, sono passate armi e bagagli dalla parte della Cina e ricevono armi dalla Russia; il presidente Duterte e’ arrivato a definire – in due diverse occasioni – Obama ‘figlio di puttana’ (‘son of a whore‘).

La cosa non si ferma certamente all’aspetto pittoresco, perche’ Duterte si e’ dato da fare per una partnership, non solo economica ma anche militare, con la Cina. Probabilmente, le Filippine hanno gia’ stretto importanti accordi – con conseguenti finanziamenti cinesi – con la Cina.

Per quanto le Filippine abbiano poi cercato di stemperare la situazione, e’ evidente che qualcosa di storico sta accadendo – per inciso, l’ambasciatore Russo a Manila e’ stato molto veloce nell’offrire assistenza e cooperazione alle Filippine.

Occorre ricordare che anche la presenza americana in Giappone – ed in particolare ad Okinawa – e’ oggetto di contestazioni popolari sempre piu’ decise.

Per quanto riguarda Taiwan, contemporaneamente alla crescente potenza economica e militare cinese si e’ assistito – per parecchi anni – ad una notevole riluttanza degli Stati Uniti (e non solo, viste le pressioni cinesi) a fornire armi moderne, cosicche’ molti stimano che la Cina sia ora in grado di prendere Taiwan con la forza delle armi.

Export UE ed USA nel Mar Cinese MeridionaleMa quali sono le conseguenze per gli USA nel Pacifico, nonche’ per la situazione geopolitica e la stabilita’ dell’intera area? E per l’export in una buona fetta dell’Asia?

E per la UE e le imprese europee dell’export? Ricordo che la UE, come suo solito, non e’ riuscita a stare zitta e non ha perso l’occasione di criticare la politica anti-droga dell’attuale amministrazione filippina – con conseguenti strali (formato basilica) da parte di Duterte.

 

SITUAZIONE STRATEGICA DELL’AREA

Giappone, Taiwan e Filippine possono costituire un evidente ostacolo alle rotte cinesi – sia dell’import, ad esempio di petrolio, che dell’export.

In particolare, le rotte marittime cinesi passano tra il Vietnam e le Filippine: nonostante i rapporti commerciali, il primo non e’ esattamente un paese amico della Cina; il secondo era fino a “ieri” apertamente ostile alla Cina, soprattutto per quanto riguarda le isole Spratly – che, guarda caso, si trovano grossomodo tra il Vietnam e le Filippine.

Le Filippine, le isole Spratly e le rotte dell'export e dell'import cinesi
Le isole Spratly, da Google Maps

Per quanto riguarda la posizione strategica delle isole Spratly, la loro importanza per la Cina e le vicende che le circondano, rimando al mio articolo Le Rotte Marittime dell’Export e del Petrolio e le Isole Spratly.

Fatto sta, che delle Filippine amiche invece che ostili rappresentano un successo strategico di prima grandezza per la Cina.

Per quanto riguarda invece gli USA, che mantengono basi nelle Filippine, la perdita delle Filippine significa la perdita del controllo del Mar Cinese Meridionale: solo un pazzo potrebbe inviare una squadra navale (anche con portaerei) li’ dentro dopo che le Filippine siano passate dalla parte cinese. E badate bene che non si parla necessariamente di guerra aperta, ma anche di situazioni di blocco, embarghi, sanzioni, ecc.

Se le Filippine passano veramente dalla parte dei cinesi, perfino il Vietnam potrebbe riconsiderare la sua posizione: sarebbe l’unico paese dell’area (tranne forse la Corea del Sud, che pero’ si trova a breve distanza dal Giappone) ad opporsi alla Cina, in un mare – il Mare Cinese Meridionale – circondato da paesi certamente non ostili alla Cina. In poche parole, la Cina non solo si sta assicurando il controllo delle vitali rotte marittime, ma sta anche diventando la potenza egemone (sia economicamente che militarmente) del Pacifico Sud-Occidentale.

Video – Obama calls off meeting with Philippine leader after ‘whore’ jibe – BBC News

Per quanto riguarda il Giappone, i rapporti con la Cina non sono certamente dei migliori, anche a causa dei conflitti dovuti (guarda caso) ad alcune isole; tuttavia la presenza americana in tale paese e’ sempre piu’ contestata. Inutile dire che senza le basi giapponesi gli USA perderebbero la loro influenza in tutto il Pacifico Occidentale – e quindi una delle porte ad un mercato considerato dagli stessi States piu’ importante di quello europeo.

E’ vero che la possibilita’ di una rottura tra Giappone e USA e’ estremamente remota, ma una limitazione all’uso delle basi non lo e’ – del resto, fino a “ieri” nessuno avrebbe preso in considerazione un taglio netto delle Filippine ai rapporti con gli Stati Uniti.

 

Filippine, Cina ed USA nel PacificoPOSSIBILI SVILUPPI

Trovo che ipotizzare alcuni scenari sia il modo piu’ veloce di analizzare possibili sviluppi:

  • Tentativo di colpo di stato nelle Filippine, con lo scopo di rovesciare Duterte. Forze ostili alla politica dell’attuale presidente potrebbero tentare un colpo di stato; visto il valore strategico estremamente elevato delle “nuove” Filippine per la Cina, quest’ultima potrebbe intervenire (in qualche forma) per difendere il presidente – soprattutto se gli USA appoggiassero in qualche forma gli insorti. Fra l’altro, non e’ che l’economia cinese navighi in acque cosi’ tranquille
  • Le Filippine virano decisamente verso la Cina, gli Usa perdono praticamente totalmente il controllo del Mar Cinese Meridionale. Ci sarebbero ripercussioni economiche (oltre che strategiche) enormi per gli USA – anche perche’ in questo caso sarebbe evidente a chiunque che gli Stati Uniti non sono piu’ una super-potenza
  • A seguito dello sviluppo degli eventi, gli USA decidono di colpire la Cina con un cyber-attacco (del tipo di cui si e’ sentito parlare nel caso della Russia) dimostrativo. Segue un contrattacco cinese. Le conseguenze militari sarebbero imprevedibili, quelle economiche disastrose
  • Portaerei della US Navy ed export nelle FilippineGli USA decidono di inviare una squadra navale (con portaerei) nell’area; la Cina decide di inviare forze di superficie, ma soprattutto sottomarine. Data la posta in gioco, l’incidente e’ possibile
  • La Cina interviene per assicurarsi la permanenza di Duterte in caso ci sia pericolo di caduta di quest’ultimo; gli USA e forse anche il Giappone reagiscono. In questo caso, le conseguenze potrebbero essere enormi
  • Insediamento di un nuovo presidente, con politiche ancora piu’ anti-cinesi di prima. In questo caso, la Cina la prenderebbe molto male.

Per concludere, questa situazione portera’ probabilmente od alla perdita pressoche’ totale di controllo dell’area da parte USA – nonche’ perdite economiche e di prestigio enormi – od alla caduta di Duterte, o ad una situazione da guerra piu’ o meno aperta nell’area. E’ ovviamente sempre possibile che Duterte esegua (o sia costretto ad eseguire da forze interne) una conversione ad U.

 

Un caccia-bombardiere F-16, simile a quelli basati nelle Filippine
Un caccia-bombardiere F-16, come quelli basati nelle Filippine

LA POLVERIERA – IL MAR CINESE MERIDIONALE E DINTORNI

Al di la’ di altre considerazioni, oserei dire che l’Oceano Pacifico occidentale (ed in particolare il Mar Cinese Meridionale) sta diventando sempre piu’ un’area di forti tensioni – penso che sia il caso di ricordare le continue provocazioni (come definite dalle controparti) cinesi ed USA.

Gli interessi nazionali dei due paesi sono fortissimi: per la Cina si tratta di garantire la sicurezza delle sue rotte marittime, per gli USA di non perdere l’influenza politica ed economica nel Pacifico Occidentale – nonche’ su una bella fetta di Asia.

Il Giappone e’ in allarme, Taiwan non e’ piu’ in grado di garantire al sua indipendenza, la Russia e’ allarmata dall’espansione della NATO e cerca di garantire l’accesso al mare della sua flotta mercantile – vedi La Guerra dei Mari – Russia ed Export – gli USA temono di perdere la loro influenza sull’Asia. Ed ora le Filippine vogliono passare armi e bagagli dalla parte cinese, spostando definitivamente a favore della Cina l’ago della bilancia.

Difesa e geopolitica USA nel Mar Cinese Meridionale e nel PacificoRisulta quindi evidente la “assurdita’” della politica estera USA, ovvero la posizione apertamente ostile alla Russia; quest’ultima poteva (e desiderava) essere un alleato, tanto piu’ che la Cina sarebbe un “nemico” naturale della Russia. Invece, le amministrazioni USA e la UE hanno spinto la Russia tra le braccia cinesi – ed ora stanno pagando il fio, perche’ la Cina ne ha approfittato per allargare la sua influenza nel Sud-est asiatico.

La cosa e’ ancora piu’ assurda perche’ e’ ormai da parecchi lustri che gli Stati Uniti considerano l’Asia un mercato prioritario rispetto all’Europa. Fra l’altro, tale politica USA avrebbe dovuto fare riflettere la UE: che senso aveva adottare una politica apertamente ostile verso la Russia, quando tale politica avrebbe chiaramente portato a ripercussioni sull’export verso la Russia – e conseguentemente l’Asia, soprattutto quella Centrale?

 

Export della UE nelle Filippine: Manila
Manila, Filippine

LA UE E LE PROSPETTIVE PER L’EXPORT

Come abbiamo visto, la UE non ha perso occasione per danneggiare i suoi rapporti con le Filippine, il tutto “aggratis”, come si dice: che cio’ sia stato dovuto all’abitudine della UE di ergersi a paladina dei (talvolta molto soggettivi) diritti umani, od all’ormai usuale “andare a rimorchio” delle amministrazioni USA in politica estera all’infuori dell’Europa,  non e’ dato sapere.

Fatto sta che gli attacchi di Duterte alla Ue sono stati particolarmente pungenti.

E’ evidente a tutti che grossi guai nelle Filippine potrebbero portare a difficolta’ anche notevoli dei traffici marittimi da e per la Cina (ed altri paesi dell’area); e’ altrettanto evidente che le imprese UE non saranno molto benvenute se Duterte rimane al potere.

In ogni caso, un’entrata alla grande della Cina nel mercato filippino significa un colpo durissimo per l’export USA ed UE; del resto, e come gia’ detto, la Cina sta diventando la potenza egemone – economicamente e politicamente – dell’intera area.

Export ed internazionalizzazione nelle Filippine e nel Sud-Est AsiaticoA meno di un’inversione ad U delle Filippine, o ad un cambio di governo, sembra proprio che un altro mercato si stia chiudendo – il tutto a causa di decisioni politiche chiaramente non previdenti. Purtroppo, non si parla solo delle Filippine ma di tutta l’area del Mar Cinese Meridionale – con possibili contraccolpi su tutto il sud-est asiatico ed oltre.

Diciamocelo chiaramente: la UE, con la sua ben nota propensione a privilegiare sempre e comunque la politica (che, obiettivamente, non sa fare), invece di fare una solida politica mercantilista, interessa a sempre meno paesi; se le cose continuano cosi’, e mi sembra evidente che cosi’ continueranno, le imprese europee che fanno export ed internazionalizzazione pagheranno un prezzo molto caro.

Per concludere, mi sembra evidente che al momento il livello di rischio di export ed internazionalizzazione nell’area sia aumentato, sia a causa della componente politica che di quella economica – per quanto visto, le imprese UE potrebbero non essere molto ben accolte, ed eventuali contratti potrebbero subire ripercussioni od essere rescissi/stallati/congelati, magari a vantaggio delle imprese cinesi.

2 pensieri riguardo “Conseguenze per l’Export del Declino USA nel Pacifico Sud-Occidentale

    Stefania Romandini ha detto:
    ottobre 23, 2016 alle 13:02

    Deterge,  non durante 😉

    Inviato da Yahoo Mail su Android

    Mi piace

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