Elezioni USA – Scontro Globale tra Due Mondi

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Elezioni presidenziali USA - scontro tra 2 mondi

Nota importante: ho aggiornato questo articolo, tuttavia – visto che dimostra che gia’ allora era possibile prevedere gli eventi – ho deciso di lasciare inalterate molte parti, a dimostrazione dell’importanza delle analisi geopolitiche.

Vari mesi prima delle elezioni presidenziali ho scritto un articolo sugli USA che si e’ rivelato profetico: Rischi di Stabilita’ Geopolitica in USA?

Tra le altre cose, in tale articolo prevedevo che Trump avrebbe potuto diventare il candidato repubblicano, e forse anche il nuovo presidente degli USAquesto, quando nessuno avrebbe pensato che si potesse verificare un simile evento.

Ovviamente, l’articolo andava ben oltre tali previsioni ed analizzava gli Stati Uniti in modo tutt’altro che superficiale – una vera e propria “caccia” ai due differenti spiriti americani dei nostri giorni.

A pochi giorni alle elezioni presidenziali americane, ho analizzato la questione in senso piu’ vasto.

Perche’?

Perchenon si trattava solo di uno scontro tra Donald Trump e Hillary Clinton, e nemmeno tra due diverse Americhe; si tratta di uno scontro globale tra due modi totalmente diversi di vedere il mondo – e di quale fazione plasmera’ il futuro del pianeta.

Populismi, nazionalismi, elitismo e mondialismoE’ infatti evidente a chiunque che il supporto internazionale di cui gode la Clinton andava ( e va) ben oltre la mera simpatia, come era fin troppo evidente l’odio che la sua fazione (in USA come in Europa ed altrove) nutre per l’altra visione del mondo; tale seconda visione, alternativa ed incompatibile con la prima, e’ rappresentata dalla Russia di Putin e dai cosiddetti movimenti di pensiero populisti o nazionalisti – un’etichetta creata dalla prima visione, visione che per comodita’ e par condicio chiameremo elitista o mondialista.

Ma passiamo all’analisi di cosa c’era veramente in gioco con le elezioni presidenziali americane.

 

GLI ULTIMI SVILUPPPI POTREBBERO CAMBIARE LA STORIA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA – E DEL MONDO

Dopo la riapertura delle indagini FBI sulle e-mails della Clinton, Trump torna in gioco – non solo per via della gestione delle mails fatta dalla sua rivale, ma soprattutto per un altro fattore: questo secondo filone di indagine e’ si’ dovuto alla scoperta di mails forse contenenti materiale riservato, ma il materiale si trovava sui dispositivi elettronici di altre persone – per citare La Repubblica:

Nuova indagine FBI su Hilary Clinton‘… Secondo il New York Times, che cita fonti investigative, le nuove mail sono state scoperte sui dispositivi elettronici che l’Fbi ha sequestrato a una collaboratrice di Hillary Clinton, Huma Abedin, e a suo marito, l’ex membro del Congresso Anthony Weiner, dal 2011 coinvolto ripetutamente in scandali a sfondo sessual-telematico.
Il più recente esplode lo scorso settembre, quando una ragazza di 15 anni del North Carolina rivela la relazione con il politico in un’intervista al Daily Mail. Weiner finisce con l’essere indagato dall’Fbi e dalla polizia di New York per aver scambiato con la minorenne un messaggio di contenuto esplicitamente sessuale
…’

Gli americani sono estremamente sensibili agli aspetti “morali” dei candidati e di coloro che frequentano od hanno frequentato: in questo caso, si parla di una persona apparentemente coinvolta in scandali di tipo ‘sessual-telematico’ ed accusata da una quindicenne – cose come questa sono ritenute estremamente gravi negli Stati Uniti, sia a livello legale che di pubblica opinione.

Che mails forse riservate siano state trovate nei dispositivi elettronici di ex collaboratori, uno dei quali con tale nomea … beh, i famosi video di Trump sono niente in confronto a cio’.

Media e reazioni della campagna presidenziale di Hillary ClintonSia la Clinton che Trump sono ben poco popolari negli USA; se il secondo e’ famoso per le sue “sparate”, la prima e’ spesso considerata espressione delle elites – nonche’ altera (talvolta perfino arrogante) ed inaffidabile.

La reazione alle news della Clinton e della sua campagna e’ stata ben poco accorta, e la Clinton stessa ha fatto trapelare ancora una volta la sua “arroganza” nella sua richiesta all’FBI – dimenticando che non e’ ancora stata eletta presidente.

Vedremo le reazioni degli americani nel corso dei prossimi giorni, ma una cosa e’ evidente: la Clinton potrebbe benissimo perdere le elezioni USA – e non dimentichiamo che il 8 novembre 2016 gli americani votano anche per la Camera dei Rappresentanti e per eleggere un terzo dei membri del Senato – nonche’ per una decina di governatori.

Il 8 novembre, la storia degli USA potrebbe cambiare – e, per i motivi che vedremo, anche la storia del pianeta.

 

Gli USA son il leader politico ed "ideologico" dell'Occidente
USA stato leader – politico ed “ideologico” – dell’Occidente

IL LEADER DEGLI USA E’ ANCHE IL LEADER “IDEOLOGICO” DELL’OCCIDENTE

Anche se a tanti piace pensare che non sia cosi’, gli USA sono i leader indiscussi dell’Occidente: e’ infatti evidente che dettano il passo in una miriade di campi – la politica verso la Russia ed in Medio Oriente sono solo alcuni casi.

I vari incontri tra Frau Merkel ed Obama, od anche gli onori che Obama ha recentemente reso al premier italiano Renzi, rendono evidente chi influenza in modo determinante le vicende europee – il presidente degli Stati Uniti. Del resto, e come ho gia’ scritto in La Strategia Politico-Economica Russa della UE, ‘… Apparentemente, perlomeno gran parte dell’ Unione Europea sta andando a rimorchio in questo campo; in poche parole, non ha una propria strategia …’

Quello che non e’ cosi’ evidente, o meglio non lo era prima della Brexit e del referendum costituzionale italiano (in cui gli USA, ed in particolare il presidente Obama, sono intervenuti a gamba tesa), e’ che non si tratta solo di leadership politica, ma anche di leadership “ideologica”.

Clinton, Trump ele fazioni elitista - o mondialista - e populista - o nazionalistaIn poche parole, e come reso piu’ volte evidente dagli interventi di Obama (che appoggia apertamente la Clinton), gli USA sono un po’ l’ideologo dell’Occidente, o meglio della fazione mondialista/elitista – come la chiamerebbero i populisti/nazionalisti. Il la’ su immigrazione, Turchia, Russia, Medio Oriente, Siria, Regno Unito, ecc. e’ sempre stato dato dagli USA.

Ora pero’ si sta verificando un problema: il nuovo presidente degli USA potrebbe essere Trump, ovvero un esponente della fazione populista/nazionalista. Visto il cataclisma che un simile evento potrebbe causare, analizziamo un po’ meglio i due mondi – quello mondialista o elitista e quello populista o nazionalista.

 

DUE MONDI INCOMPATIBILI – MONDIALISMO/ELITISMO E POPULISMO/NAZIONALISMO

Come avrete gia’ notato, per entrambe le fazioni uso le definizioni affibiate loro dagli antagonisti: cosi’ ci capiamo tutti ed assumiamo una posizione analitica.

Elezioni USA: mondialismo - elitismoPer il mondialismo/elitismo, dare una descrizione e fare un’analisi e’ piu’ facile perche’:

  • Molti di voi hanno gia’ letto gli articoli che ho scritto sulla UE e sulla Brexit – dovendo sceglierne uno consiglierei Brexit, il Caos UE e la Democrazia
  • Si tratta di un blocco monolitico e ben identificato; inoltre, di norma i mondialisti/elitisti sono al governo nei vari paesi occidentali
  • Le azioni di tale fazione – anche se non identificate come tali – ricevono ampia eco sui media e sul web. Un tipico esempio e’ il movimento (i famosi e continui appelli) contro la Brexit di premi nobel, politici ed innumerevoli altri.

Per quanto riguarda il populismo/nazionalismo, una descrizione e molto piu’ difficile perche’:

  • Si tratta di un mondo assai variegato e normalmente ben lontano dalle leve del potere, nonche’ spesso escluso dai media
  • Le descrizioni che ne vengono fatte dai media sono solitamente sempre viste dal punto di vista del mondialismo/elitismo, o comunque di taglio negativo a prescindere
  • Russia di Putin e Trump figure simbolo del nazionalismo - populismoEssendo Putin e (piu’ recentemente) Trump diventate le figure simbolo di tale fazione, ed essendo tali due persone le bestie nere delle elites occidentali, nonche’ – nel caso del primo, sempre ovviamente secondo politici e media occidentali – il conclamato pericolo pubblico numero uno dell’Occidente, un’analisi rischia sempre di scivolare negli aspetti geopolitici. Invece, in questo caso, vorrei soffermarmi sull’aspetto ideologico della faccenda – e’ infatti evidente che, spesso e volentieri, le decisioni occidentali (ovvero del mondialismo, od elitismo) hanno molto a che fare con l’ideologia e ben poco con la Realpolitik.

Passiamo ora e delineare alcuni degli aspetti delle due fazioni.

Mondialismo/elitismo:

  • Elezioni presidenziali americane - mondialismoChiaramente molto legato al mondo economico e, soprattutto, finanziario; gode, come gia’ detto, di ampio accesso ai media
  • Evidentemente favorevole all’immigrazione, alle organizzazioni internazionali, agli accordi internazionali di scambio o simili
  • Generalmente rappresentato da persone che provengono dalle elites o comunque dall’intellighenzia – il caso Clinton e’ emblematico. Gode del favore del mondo dello spettacolo
  • Generalmente a favore di forme di governo – inteso in senso allargato, potremmo usare il termine governanceche vedano come attori principali politici mainstream, rappresentanti del mondo finanziario/economico, think tank, esponenti di organizzazioni che potremmo definire liberal
  • Tende a supportare forme di governance lontane dalla persona della strada – vedi UE, Brexit, referendum costituzionale in Italia, ecc. Da cio’ l’etichetta di elitisti
  • Una visione del mondo che gli elististi/mondialisti definirebbero probabilmente aperta; tutto sommato, la paragonerei (nel concetto, non nei contenuti) all’idea di internazionale dell’ex blocco sovietico

Populismo/nazionalismo:

  • Elezioni presidenziali USA - populismo o nazionalismoNormalmente lontano od estremamente lontano dal mondo economico-finanziario – quest’ultimo viene spesso visto con disprezzo
  • L’immigrazione e’ la sua bestia nera; normalmente apertamente ostile alle organizzazioni internazionali (che considera espressione degli elitisti/mondialisti) e soprattutto agli accordi di libero scambio – che considera la massima espressione del mondialismo, nonche’ un pericolo per le nazioni
  • Le persone che lo rappresentano provengono normalmente da ambienti non elitistici – perfino il ricchissimo Trump ha chiaramente origini che la fazione avversa potrebbe definire da parvenu
  • Tendenzialmente di area conservatrice, considera essenziali le tradizioni locali e viene normalmente disprezzato da media e mondo dello spettacolo
  • Chiaramente a favore di governi locali – da qui l’etichetta di nazionalistae molto vicino all’uomo della strada
  • Una visione del mondo che, generalmente, pone la dimensione nazionale al primo posto.

Come si puo’ vedere, si tratta di due modi totalmente antitetici di vedere il mondo.

 

Elezioni presidenziali americane, Russia e conseguenze geopoliticheLE CONSEGUENZE GEOPOLITICHE ATTUALI

Se in Occidente (e non solo) il potere politico e’ chiaramente – ma non saldamente – nelle mani dei mondialisti/elitisti, la Russia di Putin e’ evidentemente la dimostrazione che anche il populismo/nazionalismo e’ una realta’ fattibile; come tale, la Russia – ed in particolare Putin – e’ diventata un punto di riferimento “ideologico” per i populisti/nazionalisti di tutto l’Occidente.

I successi (sia interni che esteri – vedi ad esempio l’efficace lotta contro l’Isis) della Russia di Putin, in chiara contrapposizione agli insuccessi occidentali, hanno reso Putin stesso estremamente popolare in tutta Europa.

Per quanto i vari gruppi populisti/nazionalisti siano frastagliati, Putin e la sua Russia sono ormai un punto di riferimento – la dimostrazione che c’e’ un modello alternativo al mondialismo/elitismo; del resto, quest’ultimo, con la sua distanza dall’uomo della strada (e, in USA, dal mondo americano tradizionale), non e’ mai stato molto popolare.

Secondo me, ed al di la’ di considerazioni puramente geopolitiche, l’evidente desiderio di UE ed amministrazione USA di isolare la Russia discende dal desiderio di creare un cordone sanitario contro il “virus” populismo/nazionalismo.

Elezioni USA: come il populismo - nazionalismo e Trump sono probabilmente percepiti dal mondialismo - elitismo
Elezioni USA: come il populismo – nazionalismo e Trump sono probabilmente percepiti dal mondialismo – elitismo

Che il populismo sia percepito dai mondialisti come un virus, e’ evidente: si tratta della negazione del loro modo di concepire il mondo, ma anche di un evidente pericolo per l’attuale sistema – vedi l’eventuale vittoria di Trump; inoltre, tale “virus” e’ diffuso in tutto l’Occidente e sta facendo passi da gigante.

Oserei dire che tanta parte della politica estera degli USA (di cui quella della UE e’ fondamentalmente una fotocopia) discende dal desiderio di isolare e/o distruggere il “ceppo” piu’ forte del “virus”: la Russia di Putin. Di qui la continua “gara” dell’Occidente contro la Russia in Medio Oriente (Siria per prima) ed altrove – essendo una guerra di idee prima ancora che geopolitica, l’immagine e’ il fattore piu’ importante.

Penso che questo spieghi quella che e’ evidentemente una politica “assurda” di UE e Stati Uniti in Siria, in Ucraina, nei Paesi Baltici, ecc.

Come insegna il caso di Aleppo, dove fattori geopolitici e prima ancora ideologici stanno chiaramente ritardando la distruzione di Al Nusra – ovvero Al Qaeda Siria – la guerra tra mondialismo/elitismo e populismo/nazionalismo si sta combattendo soprattutto a livello mediatico. Per “parafrasare” la dottrina militare USA, si tratta di una guerra per conquistare i cuori e le menti.

E qui chiudiamo il cerchio e torniamo agli USA – dove un Trump che ha dimostrato la potenza del fattore mediatico potrebbe vincere le elezioni presidenziali americane.

 

Elezioni USA: Clinton perde, Trump vinceE SE HILLARY CLINTON ESCE SCONFITTA DALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI AMERICANE?

Per quanto visto, una sconfitta della Clinton porterebbe alla perdita di controllo – da parte degli elitisti del paese leader dell’Occidente; di piu’, il controllo passerebbe nelle mani di un populista che non fa mistero del suo disprezzo per le elites ed il loro mondo.

Si parla dell’intera governance di un mondo: politica, economia, finanza, ecc. sono attualmente regolati in base a principi mondialisti.

Anche la geopolitica subirebbe cambiamenti epocali: fine della guerra fredda tra Occidente e Russia, fine dei conflitti su larga scala in Ucraina, fine della guerra in Siria, una probabile offensiva comune Russia/USA contro l’Isis, probabile fine della NATO, ecc.

Ma sarebbe proprio internamente all’Occidente che le cose cambierebbero radicalmente: dopo un probabile crollo temporaneo dei mercati finanziari, si assisterebbe ad un’accelerazione colossale dello sviluppo (gia’ in atto in tutta Europa) delle forze populiste/nazionaliste – inizierebbe il crollo di tutto il sistema mondialista/elitista.

Sconfitta della Clinton alle elezioni negli Stati Uniti - altra disfatta del mondialismo dopo la Brexit
La Brexit e’ stata solo l’inizio della caduta del mondialismo -elitismo?

Assisteremmo alla fine di un mondo la cui idea era nata negli anni ’20 (vedi Imprese ed Export – Il Sentimento Popolare in UE) con Kalergi – il vero quanto misconosciuto “padre” della UE – e la sua Paneuropa, ovvero un’idea gia’ allora contrapposta al nazionalismo.

Inutile girarci attorno: se vince Trump, la fazione mondialista iniziera’ il cammino verso il declino, nonche’ verso la perdita della governance occidentale. Questo, unito alla disfatta Brexit ed ad una possibile disfatta in Italia (un no degli italiani al referendum costituzionale) nel giro di un mese, portera’ probabilmente alla caduta della UE – evidentemente concepita fin dall’origine come elitisticae forse anche di qualche governo, quello italiano essendo uno dei candidati piu’ probabili.

I continui interventi a gamba tesa dei politici occidentali, ed anzi di tutta l’elite, durante la Brexit non sono evidentemente stati un caso unico: gli interventi USA in Italia stanno diventando sempre piu’ pressanti – Obama docet. Per inciso, una vittoria del no al referendum costituzionale (che fra l’altro prevede un Senato non piu’ eletto dal popolo) in Italia sara’ un colpo terribile non solo al mondialismo, ma anche alla UE – su tale referendum scrivero’ probabilmente un articolo nelle prossime settimane.

Il fatto che tali interventi internazionali siano fondamentalmente contro-producenti, nulla toglie all’evidenza: la fazione elitista si vede in difficolta’ ed usa tutti i mezzi a sua disposizione per non perdere la governance.

Vittoria di Trump in USA - inizio della fine per il mondialismoSe vince Trump, il mondialismo/elitismo non avra’ piu’ il suo riferimento principale, ovvero gli USA – d’altra parte, i populisti/nazionalisti, stanno facendo passi da gigante nei paesi UE e nell’America tradizionale; la loro figura guida – Putin – gode di grande prestigio perfino in Occidente.

Perdere gli USA significhera’ non avere piu’ le grandi risorse (politiche, diplomatiche, ecc.) americane dalla propria parte – probabilmente il mondialismo/elitismo fara’ la stessa fine del comunismo, ovvero dell’ideologia che l’aveva preceduto sulla via dell’internazionalismo.

Come scrivevo nel gia’ citato Rischi di Stabilita’ Geopolitica negli USA, l’America tradizionale si sta contando – ma se perde le elezioni presidenziali (e forse anche parlamentari) USA, l’America liberal accettera’ la perdita di governance a favore di un’America che tanti liberals disprezzano?

Se la Clinton perde, il mondo comincera’ a cambiare – probabilmente il passaggio non sara’ breve e nemmeno indolore: per quanto riguarda gli USA, prevedo che le tensioni – in particolare quelle razziali, ad oggi gia’ in atto – aumenteranno sempre di piu’.

 

Vittoria della Clinton alle elezioni USA 2016E SE HILLARY CLINTON VINCE LE ELEZIONI PRESIDENZIALI AMERICANE?

Vista l’attuale politica dell’amministrazione Obama, nonche’ l’evidente odio viscerale che la Clinton nutre per la Russia, mi aspetto che il confronto tra USA (ed UE) e Russia crescera’ e diventera’ sempre piu’ acceso. Il carattere della Clinton, il suo desiderio di apparire come la donna forte in politica estera, il probabile tentativo di rafforzare la fazione mondialista/elitista per contrastare l’avanzata europea del populismo/nazionalismo: sono questi alcuni dei fattori che, secondo me, porteranno ad instabilita’ ed a incidenti militari – in Medio Oriente e/o in Europa e/o nel Pacifico.

Non dimentichiamo che gli Stati Uniti stanno perdendo influenza e prestigio in tutto il mondo – per il Pacifico e l’Asia, vedi Conseguenze per l’Export del Declino USA nel Pacifico Sud-Occidentale; quale sara’ la reazione della Clinton?

Vittoria Clinton e possibile guerra tra USA e RussiaLa perdita di prestigio ed influenza americana e’ dovuta anche agli evidenti successi russi in Medio Oriente e nella lotta contro l’Isis (ed Al Qaeda ad Aleppo): prevedo che la Clinton reagira’ non indirettamente ma direttamente – cerchera’ di “colpire” la Russia.

Altri attori – Cina, Arabia Saudita, Iran e Turchia per primi – stanno calcando il suolo mondiale: tutti questi paesi hanno chiaramente mire politiche e commerciali in collisione diretta (un po’ meno, forse, l’Arabia Saudita) con quelli USA.

L’estrema impopolarita’ della Clinton (che in questo e’ simile a Trump) negli USA, unita agli eventi di cui tutti sappiamo, renderanno la sua presidenza debole: potrebbe reagire cercando di dimostrare che e’ forte – all’estero, e il primo bersaglio sara’ probabilmente la Russa.

Ne’ c’e’ da dubitare che dopo lo scacco della Brexit e l’avanzata delle forze populiste, nonche’ la grande paura di una vittoria di Trump, la fazione elitista cerchera’ di riaffermare il suo predominio in Occidente – si trattera’ probabilmente di una “prova di forza”, non necessariamente militare o contro la Russia. Per fare fantapolitica, il referendum costituzionale in Italia potrebbe essere il set di tale azione; altri set potrebbero essere “azioni” contro lo AfD in Germania od ancora contro la Gran Bretagna che lascia la UE – potrebbero anche verificarsi piu’ ”azioni”.

America tradizionale - probabile "obiettivo" dei liberals in caso di vittoria di Hillary Clinton?
L’America tradizionale – probabile “obiettivo” dei liberals in caso di vittoria di Hillary Clinton?

Negli USA, si assistera’ probabilmente ad un tentativo di riaffermazione dei liberals, tentativo il cui obiettivo sara’ probabilmente l’America tradizionale; se i democratici conquistano la maggioranza anche al Congresso, mi aspetto una radicale limitazione all’acquisto ed uso delle armi, nonche’ un ”attacco” totale contro simboli dell’America tradizionale – ad esempio la bandiera confederata contro cui tanto sforzo e’ gia’ stato diretto dai liberals. Chi abbia provato una forte paura reagisce spesso “con violenza” una volta che la paura e’ passata – e talvolta anche prima; del resto, la reazione della campagna della Clinton all’ulteriore indagine dell’FBI rivela una grande “aggressivita’”, secondo me dovuta alla paura – che poi tale reazione possa portare alla sua sconfitta, rivela quanta parte abbia nelle sue azioni la paura di perdere.

Onestamente, ritengo che problemi seri di ordine pubblico negli USA, nonche’ la possibilita’ di guerre o situazioni belliche in Medio Oriente, nel Pacifico, in Europa, nel Mediterraneo od in altri luoghi siano tutt’altro che da escludere.

Comunque vada a finire, che vinca la Clinton o Trump, gli USA non saranno piu’ gli stessi.

Video: Export ed Internazionalizzazione nell’Epoca dell’Instabilita’

 

L’instabilita – sia economica che politica – aumentera’, e non solo negli USA: consiglio alle imprese che vogliono restare al passo con i tempi la lettura di Imprese ed Instabilità – Fare Export Oggi, nonche’ di fare opportune analisi (mirate) geopolitiche, dei rischi, ecc.

Consiglio inoltre alle imprese che vogliono fare export ed internazionalizzazione – ovvero, in molti casi, sopravvivere – di preparare e gestire piani di emergenza, nonche’ di avere un paracadute sempre pronto – ovvero assicurazioni (di qualche genere) adeguate ai rischi geopolitici ed economici.

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