Elezioni Presidenziali Americane: Scontro Globale tra Sovranismo e Mondialismo

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Elezioni presidenziali USA: uno scontro tra due mondi

Un articolo scritto prima delle elezioni presidenziali americane. Un’analisi geopolitica pienamente attuale non solo delle conseguenze della vittoria di Trump o del suo avversario, ma anche dello scontro globale tra populismo e mondialismo.

Le elezioni presidenziali americane sono diventate una corsa senza regole - o quasi - al potere
Le elezioni presidenziali americane sono ormai diventate una corsa senza regole – o quasi – al potere

 

LE ELEZIONI USA

Il ciclo delle elezioni presidenziali americane si sta per ripetere. Uno dei protagonisti resta Donald J. Trump, mentre lo scontro tra mondialismo (globalismo) e populismo – anche conosciuto come nazionalismo o sovranismo – si sta per rinnovare.

Inoltre, a quanto pare il candidato supportato da Obama e’ una donna: Elizabeth Warren, che ha quindi ottime probabilita’ di vincere la nomination democratica.

Infine, molte delle previsioni geopolitiche che avevo originariemente fatto in questo articolo:

  1. Si sono avverate, o si stanno avverando
  2. Sono pienamente attuali.

Questa analisi e’ quindi ancora estremamente attuale.

La difesa costituisce uno dei fattori determinanti nell'elezione di un presidente americano. A causa di cio', spesso i candidati assumono posizioni molto dure. Lo scopo se' dimostrare che intendono proteggere l'interesse nazionale. Ecco perche' le campagne elettorali non sono di solito basate su una seria analisi geopolitica
La difesa costituisce uno dei fattori determinanti nell’elezione di un presidente americano. A causa di cio’, spesso i candidati assumono posizioni molto dure. Lo scopo se’ dimostrare che intendono proteggere l’interesse nazionale. Ecco perche’ le campagne elettorali non sono di solito basate su una seria analisi geopolitica

Nota sull’articolo

Ho aggiornato questo articolo, tuttavia – visto che dimostra che gia’ allora era possibile prevedere gli eventi USA – ho deciso di lasciare inalterate molte parti. Penso infatti che una migliore dimostrazione dell’importanza delle analisi geopolitiche serie, non ci possa essere.

Le principali modifiche sono:

  1. Aggiunta dei sotto-capitoli, per rendere piu’ agevole la lettura
  2. Eliminazione di parecchi grassetti ed altre modifiche alla formattazione
  3. Inserimento di nuove fotografie ed aggiunta di didascalie. Le didascalie sono geralmente attuali
  4. Alcune frasi complesse sono state convertite in elenchi numerati
  5. Aggiunta di nuovi link. Alcuni dei nuovi link portano ad articoli scritti dopo di questo – cosa che contribuisce ad attualizzare questo articolo.
Cosa riserva il futuro? Nessuno ha la sfera di cristallo, tuttavia una approfondita analisi geopolitica puo' spesso essere molto illuminante. Purtroppo, spesso i decisori si affidano a riviste come Limes
Cosa riserva il futuro? Nessuno ha la sfera di cristallo, tuttavia una approfondita analisi geopolitica puo’ spesso essere molto illuminante. Purtroppo, spesso i decisori si affidano a riviste come Limes

Le elezioni presidenziali americane e le mie previsioni geopolitiche

Vari mesi prima delle elezioni presidenziali ho scritto un articolo sugli USA che si e’ rivelato profetico: Rischi di Stabilita’ Geopolitica in USA?

Tra le altre cose, in tale articolo prevedevo che Trump avrebbe potuto diventare il candidato repubblicano, e forse anche il nuovo presidente degli USA. Questo, quando nessuno avrebbe pensato che si potesse verificare un simile evento.

Ovviamente, l’articolo andava ben oltre tali previsioni ed analizzava gli Stati Uniti in modo tutt’altro che superficiale – una vera e propria “caccia” ai due differenti spiriti americani dei nostri giorni.

Fare un'analisi geopolitica delle elezioni USA significa prendere in considerazione buona parte del globo
Fare un’analisi geopolitica delle elezioni USA significa prendere in considerazione buona parte del globo

Una nuova analisi

A pochi giorni alle elezioni presidenziali americane, ho analizzato la questione in senso piu’ vasto.

Perche’?

Perche’ si tratta:

  1. Non solo di uno scontro tra Donald Trump e Hillary Clinton, e nemmeno tra due diverse Americhe
  2. Di uno scontro globale tra due modi totalmente diversi di vedere il mondo – e di quale fazione plasmera’ il futuro del pianeta.
Visto il clima da guerra molto fredda, la Russia entrera' sicuramente nei dibattiti tra candidati presidenti negli States
Visto il clima da guerra molto fredda, la Russia rientrera’ sicuramente nei dibattiti tra candidati presidenti negli States

E’ infatti evidente a chiunque:

  1. Il supporto internazionale di cui gode la Clinton, che andava (e va) ben oltre la mera simpatia
  2. L’odio che la fazione della Clinton – in USA come in Europa ed altrove – nutre per l’altra visione del mondo. Tale seconda visione, alternativa ed incompatibile con la prima, e’ rappresentata dalla Russia di Putin e dai cosiddetti movimenti di pensiero populisti o nazionalisti – un’etichetta creata dalla prima visione,che per comodita’ e par condicio chiameremo elitista o mondialista.

Ma passiamo all’analisi di cosa c’era veramente in gioco con le elezioni presidenziali americane.

Il mondialismo - conosciuto anche come globalismo - sta facendo ampio uso della propaganda e della paura nella sua guerra contro il populismo - chiamato anche nazionalismo o sovranismo
Il mondialismo – conosciuto anche come globalismo – sta facendo ampio uso della propaganda e della paura nella sua guerra contro il populismo – chiamato anche nazionalismo o sovranismo. Nota: la fotografia e’ chiaramente storica

 

GLI ULTIMI SVILUPPPI POTREBBERO CAMBIARE LA STORIA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA – E DEL MONDO

Le e-mails dell’avversaria di Trump

Dopo la riapertura delle indagini FBI sulle e-mails della Clinton, Trump torna in gioco.

Cio’ avviene non solo per via della gestione delle mails fatta dalla sua rivale, ma soprattutto per un altro fattore: questo secondo filone di indagine e’ si’ dovuto alla scoperta di mails forse contenenti materiale riservato, ma il materiale si trovava sui dispositivi elettronici di altre persone – per citare La Repubblica:

‘… Secondo il New York Times, che cita fonti investigative, le nuove mail sono state scoperte sui dispositivi elettronici che l’Fbi ha sequestrato a una collaboratrice di Hillary Clinton, Huma Abedin, e a suo marito, l’ex membro del Congresso Anthony Weiner, dal 2011 coinvolto ripetutamente in scandali a sfondo sessual-telematico.
Il più recente esplode lo scorso settembre, quando una ragazza di 15 anni del North Carolina rivela la relazione con il politico in un’intervista al Daily Mail. Weiner finisce con l’essere indagato dall’Fbi e dalla polizia di New York per aver scambiato con la minorenne un messaggio di contenuto esplicitamente sessuale
…’

Nuova indagine FBI su uno dei candidati presidenziali. Internet e' spesso motivo di caduta di personaggi molto influenti - che pero' non sanno usare il web
Nuova indagine FBI su uno dei candidati presidenziali. Internet e’ spesso motivo di caduta di personaggi molto influenti – che pero’ non sanno usare il web

La moralita’ dei candidati

Gli americani sono estremamente sensibili agli aspetti “morali” dei candidati e di coloro che frequentano od hanno frequentato.

In questo caso, si parla di una persona apparentemente coinvolta in scandali di tipo ‘sessual-telematico’ ed accusata da una quindicenne. Cose come questa sono ritenute estremamente gravi negli Stati Uniti, sia a livello legale che di pubblica opinione.

Che mails forse riservate siano state trovate nei dispositivi elettronici di ex collaboratori, uno dei quali con tale nomea … beh, i famosi video di Trump sono niente in confronto a cio’.

Per quanto i mass media siano spesso e volentieri schierati dalla parte del globalismo, il populismo continua a mietere successi
Per quanto i mass media siano spesso e volentieri schierati dalla parte del globalismo, il populismo continua a mietere successi

Trump potrebbe benissimo diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti

Sia la Clinton che Trump sono ben poco popolari negli USA:

  1. Il secondo e’ famoso per le sue “sparate”
  2. La prima e’ spesso considerata espressione delle elites, nonche’ altera – talvolta perfino arrogante – ed inaffidabile.

La reazione alle news della Clinton e della sua campagna e’ stata ben poco accorta. Inoltre, la Clinton stessa ha fatto trapelare ancora una volta la sua “arroganza” nella sua richiesta all’FBI – dimenticando che non e’ ancora stata eletta presidente.

Vedremo le reazioni degli americani nel corso dei prossimi giorni, ma una cosa e’ evidente: la Clinton potrebbe benissimo perdere le elezioni USA. E non dimentichiamo che il 8 novembre 2016 gli americani votano anche per:

  1. La Camera dei Rappresentanti
  2. Eleggere un terzo dei membri del Senato
  3. Una decina di governatori.

Il 8 novembre, la storia degli USA potrebbe cambiare – e, per i motivi che vedremo, anche la storia del pianeta.

Gli USA sono il leader politico ed "ideologico" dell'Occidente
Gli USA sono il leader politico ed “ideologico” dell’Occidente. Perfino Trump non ha potuto cambiare gli aspetti fondamentali della “ideologia” dominante

 

IL LEADER DEGLI USA E’ ANCHE IL LEADER “IDEOLOGICO” DELL’OCCIDENTE

L’importanza dell’ideologia

Anche se a tanti piace pensare che non sia cosi’, gli USA sono i leader indiscussi dell’Occidente. E’ infatti evidente che dettano il passo in una miriade di campi – la politica verso la Russia ed in Medio Oriente sono solo alcuni casi.

I vari incontri tra Frau Merkel ed Obama, od anche gli onori che Obama ha recentemente reso al premier italiano Renzi, rendono evidente chi influenza in modo determinante le vicende europee: il presidente degli Stati Uniti.

Del resto, e come ho gia’ scritto in La Strategia Politico-Economica Russa della UE: ‘… Apparentemente, perlomeno gran parte dell’ Unione Europea sta andando a rimorchio in questo campo; in poche parole, non ha una propria strategia …’

Quello che non e’ cosi’ evidente, o meglio non lo era prima della Brexit e del referendum costituzionale italiano – in cui gli USA, ed in particolare il presidente Obama, sono intervenuti a gamba tesa – e’ che non si tratta solo di leadership politica, ma anche di leadership “ideologica”.

La guerra tra globalismo e sovranismo potrebbe scaldarsi molto piu' di quanto gli analisti abbiano mai previsto
La guerra tra globalismo e sovranismo potrebbe scaldarsi molto piu’ di quanto gli analisti abbiano mai previsto

Globalismo o sovranismo?

In poche parole, e come reso piu’ volte evidente dagli interventi di Obama – che appoggia apertamente la Clinton – gli USA sono un po’ l’ideologo dell’Occidente. O meglio, sono l’ideologo della fazione globalista/mondialista/elitista – come la chiamerebbero i sovranisti/populisti/nazionalisti.

Il la’ su immigrazione, Turchia, Russia, Medio Oriente, Siria, Regno Unito, ecc. e’ sempre stato dato dagli USA.

Ora pero’ si sta verificando un problema: il nuovo presidente degli USA potrebbe essere Trump, ovvero un esponente della fazione populista/nazionalista. Visto il cataclisma che un simile evento potrebbe causare, analizziamo un po’ meglio i due mondi – quello mondialista o elitista, e quello populista o nazionalista.

Il candidato democratico e quello repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti rappresentano due mondi: il primo quello del globalismo, il secondo quello del sovranismo
Il candidato democratico e quello repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti rappresentano due mondi: il primo quello del globalismo, il secondo quello del sovranismo

 

DUE MONDI INCOMPATIBILI: GLOBALISMO O MONDIALISMO;  SOVRANISMO, O POPULISMO O NAZIONALISMO

Come avrete gia’ notato, per entrambe le fazioni uso le definizioni affibiate loro dagli antagonisti: cosi’ ci capiamo tutti ed assumiamo una posizione analitica.

Per il mondialismo o globalismo, dare una descrizione e fare un’analisi e’ piu’ facile perche’:

  1. Molti di voi hanno gia’ letto gli articoli che ho scritto sulla UE e sulla Brexit. Dovendo sceglierne uno consiglierei Brexit, il Caos UE e la Democrazia
  2. Si tratta di un blocco monolitico e ben identificato. Inoltre, di norma i mondialisti od elitisti sono al governo nei vari paesi occidentali
  3. Le azioni di tale fazione – anche se non identificate come tali – ricevono ampia eco sui media e sul web. Un tipico esempio e’ il movimento – i famosi e continui appelli – contro la Brexit di: premi nobel, politici ed innumerevoli altri.
Elezioni presidenziali USA: un modo di vedere il mondialismo, o globalismo
Elezioni presidenziali USA: un modo di vedere il mondialismo, o globalismo

Per quanto riguarda il sovranismo – populismo o nazionalismo – una descrizione e molto piu’ difficile perche’:

  1. Si tratta di un mondo assai variegato e normalmente ben lontano dalle leve del potere, nonche’ spesso escluso dai media
  2. Le descrizioni che ne vengono fatte dai media sono solitamente sempre viste dal punto di vista del mondialismo/elitismo, o comunque di taglio negativo a prescindere
  3. Essendo Putin e (piu’ recentemente) Trump diventate le figure simbolo di tale fazione, ed essendo tali due persone le bestie nere delle elites occidentali, nonche’ – nel caso del primo, sempre ovviamente secondo politici e media occidentali – il conclamato pericolo pubblico numero uno dell’Occidente, un’analisi rischia sempre di scivolare negli aspetti geopolitici. Invece, in questo caso, vorrei soffermarmi sull’aspetto ideologico della faccenda; e’ infatti evidente che, spesso e volentieri, le decisioni occidentali – ovvero del mondialismo, od elitismo – hanno molto a che fare con l’ideologia e ben poco con la Realpolitik.
La figura simbolo del populismo non e' tanto Trump, quanto la Russia di Putin - il vero campione globale del sovranismo. Non c'e' da stupirsi che si visto come la bestia nera dalle elites liberal e globaliste occidentali
La figura simbolo del populismo non e’ tanto Trump, quanto la Russia di Putin – il vero campione globale del sovranismo. Non c’e’ da stupirsi che si visto come la bestia nera dalle elites liberal e globaliste occidentali

 

LE CARATTERISTICHE DELLE DUE FAZIONI

Passiamo ora e delineare alcuni degli aspetti delle due fazioni.

Mondialismo o globalismo:

  1. Chiaramente molto legato al mondo economico e – soprattutto – finanziario. Gode, come gia’ detto, di ampio accesso ai media
  2. Evidentemente favorevole all’immigrazione, alle organizzazioni internazionali, agli accordi internazionali di scambio o simili
  3. Generalmente rappresentato da persone che provengono dalle elites o comunque dall’intellighenzia – il caso Clinton e’ emblematico. Gode del favore del mondo dello spettacolo
  4. Generalmente a favore di forme di governo – inteso in senso allargato, potremmo usare il termine governance – che vedano come attori principali: politici mainstream, rappresentanti del mondo finanziario/economico, think tank, esponenti di organizzazioni che potremmo definire liberal
  5. Tende a supportare forme di governance lontane dalla persona della strada – vedi UE, Brexit, referendum costituzionale in Italia, ecc. Da cio’ l’etichetta di elitisti
  6. Una visione del mondo che gli elististi/mondialisti definirebbero probabilmente aperta. Tutto sommato, la paragonerei – nel concetto, non nei contenuti – all’idea di internazionale dell’ex blocco sovietico.
I gilet gialli: un fenomeno che dimostra come si possano sviluppare fenomeni fuori controllo che vanno ben oltre il populismo
I gilet gialli: un fenomeno che dimostra come si possano sviluppare fenomeni fuori controllo che vanno ben oltre il populismo

Globalismo o populismo o nazionalismo:

  1. Normalmente lontano od estremamente lontano dal mondo economico-finanziario. Quest’ultimo viene spesso visto con disprezzo
  2. L’immigrazione e’ la sua bestia nera
  3. Normalmente apertamente ostile alle organizzazioni internazionali – che considera espressione degli elitisti/mondialisti – e soprattutto agli accordi di libero scambio – che considera la massima espressione del mondialismo, nonche’ un pericolo per le nazioni
  4. Le persone che lo rappresentano provengono normalmente da ambienti non elitistici. Perfino il ricchissimo Trump ha chiaramente origini che la fazione avversa potrebbe definire da parvenu
  5. Tendenzialmente di area conservatrice, considera essenziali le tradizioni locali e viene normalmente disprezzato da media e mondo dello spettacolo
  6. Chiaramente a favore di governi locali – da qui l’etichetta di nazionalista – e molto vicino all’uomo della strada
  7. Una visione del mondo che – generalmente – pone la dimensione nazionale al primo posto.

Come si puo’ vedere, si tratta di due modi totalmente antitetici di vedere il mondo.

Le elezioni presidenziali americane hanno conseguenze geopolitiche globali. Se vincesse l'avversario di Donald J. Trump, le relazioni con la Russia peggiorerebbero ancora di piu'
Le elezioni presidenziali americane hanno conseguenze geopolitiche globali. Se vincesse l’avversario di Donald J. Trump, le relazioni con la Russia peggiorerebbero ancora di piu’

 

LE CONSEGUENZE GEOPOLITICHE ATTUALI

La Russia di Putin

In breve:

  1. In Occidente – e non solo – il potere politico e’ chiaramente – ma non saldamente – nelle mani dei mondialisti/elitisti
  2. La Russia di Putin e’ evidentemente la dimostrazione che anche il populismo/nazionalismo e’ una realta’ fattibile. Come tale, la Russia – ed in particolare Putin – e’ diventata un punto di riferimento “ideologico” per i populisti/nazionalisti di tutto l’Occidente.

I successi – sia interni che esteri, vedi ad esempio l’efficace lotta contro l’Isis – della Russia di Putin, in chiara contrapposizione agli insuccessi occidentali, hanno reso Putin stesso estremamente popolare in tutta Europa.

Per quanto i vari gruppi populisti/nazionalisti siano frastagliati, Putin e la sua Russia sono ormai:

  1. Un punto di riferimento
  2. La dimostrazione che c’e’ un modello alternativo al mondialismo/elitismo. Del resto, quest’ultimo, con la sua distanza dall’uomo della strada – e, in USA, dal mondo americano tradizionale – non e’ mai stato molto popolare.

Secondo me, ed al di la’ di considerazioni puramente geopolitiche, l’evidente desiderio di UE ed amministrazione USA di isolare la Russia discende dal desiderio di creare un cordone sanitario contro il “virus” populismo/nazionalismo.

Elezioni negli USA: come il populismo - nazionalismo o sovranismo - e Trump sono probabilmente percepiti dal mondialismo o globalismo
Elezioni negli USA: come il populismo – nazionalismo o sovranismo – e Trump sono probabilmente percepiti dal mondialismo o globalismo

Il populismo visto dai mondialisti

Che il populismo sia percepito dai mondialisti come un virus, e’ evidente. Si tratta:

  1. Della negazione del loro modo di concepire il mondo
  2. Di un evidente pericolo per l’attuale sistema – vedi l’eventuale vittoria di Trump
  3. Tale “virus” e’ diffuso in tutto l’Occidente e sta facendo passi da gigante.

Oserei dire che tanta parte della politica estera degli USA – di cui quella della UE e’ fondamentalmente una fotocopia – discende dal desiderio di isolare e/o distruggere il “ceppo” piu’ forte del “virus”: la Russia di Putin.

Di qui la continua “gara” dell’Occidente contro la Russia in Medio Oriente – Siria per prima – ed altrove. Essendo una guerra di idee prima ancora che geopolitica, l’immagine e’ il fattore piu’ importante.

Penso che questo spieghi quella che e’ evidentemente una politica “assurda” di UE e Stati Uniti in Siria, in Ucraina, nei Paesi Baltici, ecc.

La guerra dell'informazione - infowar - tra populismo e globalismo e' gia' in atto
La guerra dell’informazione – infowar – tra populismo e globalismo e’ gia’ in atto

La guerra mediatica o guerra dell’informazione

Come insegna il caso di Aleppo, dove fattori geopolitici e prima ancora ideologici stanno chiaramente ritardando la distruzione di Al Nusra – ovvero Al Qaeda Siria – la guerra tra mondialismo/elitismo e populismo/nazionalismo si sta combattendo soprattutto a livello mediatico. Per “parafrasare” la dottrina militare USA, si tratta di una guerra per conquistare i cuori e le menti.

E qui chiudiamo il cerchio e torniamo agli USA – dove un Trump che ha dimostrato la potenza del fattore mediatico potrebbe vincere le elezioni presidenziali americane.

Trump vince, il candidato democratico perde
Trump vince, il candidato democratico perde

 

E SE DONALD J. TRUMP VINCE LE ELEZIONI PRESIDENZIALI AMERICANE?

Effetti geopolitici globali

Per quanto visto, una sconfitta della Clinton porterebbe alla perdita di controllo – da parte degli elitisti – del paese leader dell’Occidente. Di piu’, il controllo passerebbe nelle mani di un populista che non fa mistero del suo disprezzo per le elites ed il loro mondo.

Si parla dell’intera governance di un mondo: politica, economia, finanza, ecc. sono attualmente regolati in base a principi mondialisti.

Anche la geopolitica subirebbe cambiamenti epocali:

  1. Fine della guerra fredda tra Occidente e Russia
  2. Probabile fine della NATO
  3. Fine dei conflitti su larga scala in Ucraina
  4. Una probabile offensiva comune Russia/USA contro l’Isis
  5. Fine della guerra in Siria, ecc.
L'Europa resta uno degli argomenti di politica estera piu' importanti per l'elezione di un presidente americano. Il continente rappresente infatti ancora un riferimento culturale importante per una buona parte della popolazione degli Stati Uniti
L’Europa resta uno degli argomenti di politica estera piu’ importanti per l’elezione di un presidente americano. Il continente rappresente infatti ancora un riferimento culturale importante per una buona parte della popolazione degli Stati Uniti

Effetti in occidente della vittoria di Trump

Ma sarebbe proprio internamente all’Occidente che le cose cambierebbero radicalmente:

  1. Dopo un probabile crollo temporaneo dei mercati finanziari, si assisterebbe ad un’accelerazione colossale dello sviluppo – gia’ in atto in tutta Europa – delle forze populiste/nazionaliste
  2. Inizierebbe il crollo di tutto il sistema mondialista/elitista.

Assisteremmo alla fine di un mondo la cui idea era nata negli anni ’20 – vedi Il Sentimento Popolare in UE, le Imprese e l’Exportcon:

  1. Kalergi, il vero quanto misconosciuto “padre” della UE
  2. L’idea (di Kalergi) di Paneuropa, ovvero un’idea gia’ allora contrapposta al nazionalismo.
Un'ulteriore sconfitta del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti rappresenterebbe l'ennesima disfatta del mondialismo. La catena delle disfatte globaliste e' cominciata nel 2016 con il referendum sulla Brexit in Regno Unito
Un’ulteriore sconfitta del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti rappresenterebbe l’ennesima disfatta del mondialismo. La catena delle disfatte globaliste e’ cominciata nel 2016 con il referendum sulla Brexit in Regno Unito

Il declino del globalismo

Inutile girarci attorno: se vince Trump, la fazione mondialista iniziera’ il cammino verso:

  1. Il declino
  2. La perdita della governance occidentale.

Questo, unito alla disfatta Brexit ed ad una possibile disfatta in Italia – un no degli italiani al referendum costituzionale – nel giro di un mese, portera’:

  1. Probabilmente alla caduta della UE – evidentemente concepita fin dall’origine come elitistica
  2. Forse anche di qualche governo, quello italiano essendo uno dei candidati piu’ probabili.
Un caccia-bombardiere F-35. La potenza militare e la - presunta - capacita' di dominare ogni teatro operativo costituiscono uno dei miti americani. Tutti i candidati presidenti cercano di dimostrarsi piu' a favore delle forze armate degli avversari politici
Un caccia-bombardiere F-35. La potenza militare e la – presunta – capacita’ di dominare ogni teatro operativo costituiscono uno dei miti americani. Tutti i candidati presidenti cercano di dimostrarsi piu’ a favore delle forze armate degli avversari politici

Brexit e referendum costituzionale in Italia

I continui interventi a gamba tesa dei politici occidentali, ed anzi di tutta l’elite, durante la Brexit non sono evidentemente stati un caso unico. Gli interventi USA in Italia stanno diventando sempre piu’ pressanti – Obama docet.

Per inciso, una vittoria del no al referendum costituzionale – che fra l’altro prevede un Senato non piu’ eletto dal popolo – in Italia sara’ un colpo terribile non solo al mondialismo, ma anche alla UE. Su tale referendum scrivero’ probabilmente un articolo nelle prossime settimane.

Il fatto che tali interventi internazionali siano fondamentalmente contro-producenti, nulla toglie all’evidenza: la fazione elitista si vede in difficolta’ ed usa tutti i mezzi a sua disposizione per non perdere la governance.

La vittoria di Trump in America: l'inizio della fine per il globalismo
La vittoria di Trump in America: l’inizio della fine per il globalismo

La marcia dei populisti e la decadenza dei globalisti

Se vince Trump, il mondialismo/elitismo non avra’ piu’ il suo riferimento principale, ovvero gli USA. D’altra parte, i populisti/nazionalisti:

  1. Stanno facendo passi da gigante nei paesi UE e nell’America tradizionale
  2. La loro figura guida – Putin – gode di grande prestigio perfino in Occidente.

Perdere gli USA significhera’ non avere piu’ le grandi risorse – politiche, diplomatiche, ecc. – americane dalla propria parte. Probabilmente, il mondialismo/elitismo fara’ la stessa fine del comunismo – ovvero dell’ideologia che l’aveva preceduto sulla via dell’internazionalismo.

Come ho scritto nell'articolo 'The USA After Charlottesville – A New Civil War?', una nuova guerra civile negli States non e' da escludere. Tale guerra si svilupperebbe probabilmente sulla base di motivazioni soprattutto idologiche, ma anche religiose, razziali, ecc.
Come ho scritto nell’articolo ‘The USA After Charlottesville – A New Civil War?‘, una nuova guerra civile negli States non e’ da escludere. Tale guerra si svilupperebbe probabilmente sulla base di motivazioni soprattutto idologiche, ma anche religiose, razziali, ecc.

Altri effetti della vittoria repubblicana

Come scrivevo nel gia’ citato Rischi di Stabilita’ Geopolitica negli USA, l’America tradizionale si sta contando. Ma se perde le elezioni presidenziali – e forse anche parlamentari – USA, l’America liberal accettera’ la perdita di governance a favore di un’America che tanti liberals disprezzano?

Se la Clinton perde, il mondo comincera’ a cambiare. Probabilmente il passaggio non sara’ breve e nemmeno indolore: per quanto riguarda gli USA, prevedo che le tensioni – in particolare quelle razziali, ad oggi gia’ in atto – aumenteranno sempre di piu’.

Vittoria del candidato democratico alle elezioni presidenziali USA?
Vittoria del candidato democratico alle elezioni presidenziali USA?

E SE DONALD TRUMP VIENE SCONFITTO ALLE ELEZIONI AMERICANE?

Aspetti geopolitici

Mi aspetto che il confronto tra USA (ed UE) e Russia crescera’ e diventera’ sempre piu’ acceso, visti:

  1. L’attuale politica dell’amministrazione Obama
  2. L’evidente odio viscerale che la Clinton nutre per la Russia.

Il carattere della Clinton, il suo desiderio di apparire come la donna forte in politica estera, il probabile tentativo di rafforzare la fazione mondialista/elitista per contrastare l’avanzata europea del populismo/nazionalismo. Sono questi alcuni dei fattori che – secondo me – porteranno ad instabilita’ ed a incidenti militari: in Medio Oriente e/o in Europa e/o nel Pacifico.

Non dimentichiamo che gli Stati Uniti stanno perdendo influenza e prestigio in tutto il mondo – per il Pacifico e l’Asia, vedi Conseguenze per l’Export del Declino USA nel Pacifico Sud-Occidentale. Quale sara’ la reazione della Clinton?

Una vittoria democratica implica una posibile guerra tra USA e Russia. La guerra non e' da escludere nemmeno in caso di vittoria del candidato repubblicano
Una vittoria democratica implica una posibile guerra tra USA e Russia. La guerra non e’ da escludere nemmeno in caso di vittoria del candidato repubblicano

Gli Stati Uniti ed il resto del mondo

La perdita di prestigio ed influenza americana e’ dovuta anche agli evidenti successi russi in Medio Oriente e nella lotta contro l’Isis – ed Al Qaeda ad Aleppo. Prevedo che la Clinton reagira’ non indirettamente ma direttamente: cerchera’ di “colpire” la Russia.

Altri attori – Cina, Arabia Saudita, Iran e Turchia per primi – stanno calcando il suolo mondiale. Tutti questi paesi hanno chiaramente mire politiche e commerciali in collisione diretta – un po’ meno, forse, l’Arabia Saudita – con quelli USA.

Un cacciatorpediniere USA della classe DDG-51 Arleigh Burke - che costituisce l'attuale fulcro della US Navy se escludiamo le portaerei. La marina americana rischia di perdere il dominio dei mari in pochi decenni: la Cina sta varando decine di caccia-torpediniere moderni e nuove portaerei. Questo spiega la grande attenzione di Trump per il "pericolo" cinese
Un cacciatorpediniere USA della classe DDG-51 Arleigh Burke – che costituisce l’attuale fulcro della US Navy se escludiamo le portaerei. La marina americana rischia di perdere il dominio dei mari in pochi decenni: la Cina sta varando decine di caccia-torpediniere moderni e nuove portaerei. Questo spiega la grande attenzione di Trump per il “pericolo” cinese

Una presidenza debole

L’estrema impopolarita’ della Clinton – che in questo e’ simile a Trump – negli USA, unita agli eventi di cui tutti sappiamo, renderanno la sua presidenza debole. Potrebbe reagire cercando di dimostrare che e’ forte – all’estero, e il primo bersaglio sara’ probabilmente la Russa.

Ne’ c’e’ da dubitare che dopo lo scacco della Brexit e l’avanzata delle forze populiste, nonche’ la grande paura di una vittoria di Trump, la fazione elitista cerchera’ di riaffermare il suo predominio in Occidente. Si trattera’ probabilmente di una “prova di forza”, non necessariamente militare o contro la Russia.

Per fare fantapolitica, il referendum costituzionale in Italia potrebbe essere il set di tale azione. Altri set potrebbero essere “azioni” contro lo AfD in Germania od ancora contro la Gran Bretagna che lascia la UE – potrebbero anche verificarsi piu’ ”azioni”.

L'America tradizionale: probabile "obiettivo" dei liberals in caso di vittoria democratica?
L’America tradizionale: probabile “obiettivo” dei liberals in caso di vittoria democratica?

Liberals contro America tradizionale

Negli USA, si assistera’ probabilmente ad un tentativo di riaffermazione dei liberals, tentativo il cui obiettivo sara’ probabilmente l’America tradizionale. Se i democratici conquistano la maggioranza anche al Congresso, mi aspetto:

  1. Una radicale limitazione all’acquisto ed uso delle armi
  2. Un ”attacco” totale contro simboli dell’America tradizionale – ad esempio la bandiera confederata contro cui tanto sforzo e’ gia’ stato diretto dai liberals.
Trump ha capito molto bene che ormai in USA vi sono due anime antagoniste: l'America tradizionale e quella liberal. Definire gli Stati Uniti come monolitici significa fare un grave errore geopolitico. Le conseguenze? La sconfitta alle elezioni presidenziali
Trump ha capito molto bene che ormai in USA vi sono due anime antagoniste: l’America tradizionale e quella liberal. Definire gli Stati Uniti come monolitici significa fare un grave errore geopolitico. Le conseguenze? La sconfitta alle elezioni presidenziali

Una campagna presidenziale molto aggressiva ed il futuro degli States

Chi abbia provato una forte paura reagisce spesso “con violenza” una volta che la paura e’ passata – e talvolta anche prima. Del resto, la reazione della campagna della Clinton all’ulteriore indagine dell’FBI rivela una grande “aggressivita’”, secondo me dovuta alla paura. Che poi tale reazione possa portare alla sua sconfitta, rivela quanta parte abbia nelle sue azioni la paura di perdere.

Onestamente, ritengo che problemi seri di ordine pubblico negli USA, nonche’ la possibilita’ di guerre o situazioni belliche in Medio Oriente, nel Pacifico, in Europa, nel Mediterraneo od in altri luoghi siano tutt’altro che da escludere.

Comunque vada a finire – che vinca la Clinton o Trump – gli USA non saranno piu’ gli stessi.

 

CONSIDERAZIONI DI EXPORT ED INTERNAZIONALIZZAZIONE

L’instabilita‘ – sia economica che politica – aumentera’. E non solo negli USA.

Consiglio alle imprese che vogliono restare al passo con i tempi:

  1. La lettura di Fare Export Oggi: Imprese ed Instabilita’ Geopolitica
  2. Di fare opportune analisi – mirate – geopolitiche, dei rischi, ecc.

Consiglio inoltre alle imprese che vogliono fare export ed internazionalizzazione – ovvero, in molti casi, sopravvivere – di:

  1. Preparare e gestire piani di emergenza
  2. Avere un paracadute sempre pronto, ovvero assicurazioni – di qualche genere – adeguate ai rischi geopolitici ed economici.
Chiunque venga eletto presidente degli Stati Uniti, alcune cose non cambieranno - come ha dimostrato l'elezione di Trump. L' America proseguira' nella politica di potenza e nel perseguimento dell'interesse nazionale. Nella fotografia, una nave da battaglia della classe Iowa: Ronald Reagan aveva fatto riattivare tutte e quattro le corazzate di questa classe
Chiunque venga eletto presidente degli Stati Uniti, alcune cose non cambieranno – come ha dimostrato l’elezione di Trump. L’ America proseguira’ nella politica di potenza e nel perseguimento dell’interesse nazionale. Nella fotografia, una nave da battaglia della classe Iowa: Ronald Reagan aveva fatto riattivare tutte e quattro le corazzate di questa classe

 

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Mi sembra evidente: perlomeno nell'intendimento globalista, l'ecologismo od ambientalismo pesera' molto sul risultato delel elezioni presidenziali americane. vedi il viaggio di Greta Thunberg negli States
Mi sembra evidente: perlomeno nell’intendimento globalista, l’ecologismo od ambientalismo pesera’ molto sul risultato delel elezioni presidenziali americane. vedi il viaggio di Greta Thunberg negli States

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