Obama, Trump e Putin – Guerra Aperta tra Elitismo e Populismo

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Guerra tra elitismo e populismo - Obama, Trump e PutinLe news sono note a tutti: Barack Obama, una ventina di giorni prima di cedere la presidenza USA a Donald Trump, ha deciso una serie di misure contro la Russia – misure che comprendevano l’espulsione di diplomatici, possibili sanzioni, azioni segrete.

Le motivazioni? La presunta intromissione nei sistemi informatici americani durante le elezioni presidenziali.

Da parte sua, Putin e’ stato restio a reagire, perche’ sapeva che dopo poco Obama non ci sarebbe piu’ stato – cio’ nondimeno, il ministero degli esteri russo ha proposto delle contromisure.

Ma quali sono le vere motivazioni delle azioni di Obama?

Al di la’ del fatto che i presunti attacchi informatici russi fanno venire alla mente il famoso dossier sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein – armi mai trovate – quello che e’ accaduto (e sta ancora accadendo) fa piu’ pensare ad altri fattori, alcuni piu’ ovvi ed altri molto meno:

Guerra elitisti - mondialisti e populisti

  • Il desiderio di Obama di creare tanti piu’ problemi possibili al nuovo presidente
  • L’eccezionale successo diplomatico – dopo quello militare – di Putin in Siria, dove la tregua ottenuta, oltretutto senza l’apporto USA ed ONU, ha portato ad un risultato ancora piu’ prestigioso per Putin: l’isolamento e la distruzione dell’Isis e del fronte Al-Nusra (fondamentalmente, Al-Qaeda Siria) in Siria – le due organizzazioni erano e sono escluse dalla tregua, cosi’ come lo YPG curdo che e’ supportato direttamente dagli USA
  • Lo scontro globale tra elitisti/mondialisti e populisti/nazionalisti, scontro che ha visto ben tre disfatte per il fronte mondialista – Brexit, elezioni americane, referendum costituzionale italiano. Per questo punto, consiglio caldamente di leggere Elezioni USA – Scontro Globale tra Due Mondi.

L’evidente “bellicosita’” del fronte elitista dopo le disfatte fa prevedere un futuro di duri “scontri” – innescati dalla “controffensiva” mondialista dopo lo smarrimento iniziale che ha fatto seguito alle vittorie populiste, controffensiva che probabilmente segnera’ i prossimi anni dell’Occidente e di buona parte del mondo.

 

Cyberwar tra USA e Russia?ANALISI DELLE NEWS

Onestamente, nutro molti dubbi sulla fondatezza degli elementi su cui si basavano le dichiarazioni di Obama; tali dubbi sono dovuti a quattro fattori, tre oggettivi ed uno soggettivo:

  • Gli attacchi informatici, elementi di una presunta cyberwar russa, sarebbero avvenuti durante la campagna presidenziale ed avrebbero avuto per obiettivo principalmente la campagna di Hillary Clinton, ovvero della candidata democratica appoggiata da Obama e dall’establishment. Da un lato, cio’ che viene dichiarato in campagna elettorale trova il tempo che trova, dall’altro sembrerebbe che la persona piu’ “vocale” in merito sia stato John Podesta, capo della campagna della Clinton: ‘… The chairman of Hillary Clinton’s presidential campaign has suggested that Russia hacked his emails to help Donald Trump, and implied that the Trump campaign may have colluded with Russian intelligence over the “criminal hack”…’ [Hillary Clinton adviser suggests Russia could have coordinated with Donald Trump’s campaign over email hack]
  • Cyberwar ed hacking russo in USA?John McAfee, pioniere della sicurezza informatica, esclude che la Russia sia colpevole [‘Not the Russians’: John McAfee talks hacking allegations, cybersecurity with Larry King]
  • Alcune fonti ascrivono ad altri (ovvero non alla Russia) un tentativo di hacking di database elettorale: ‘… The Georgia Secretary of State’s Office now confirms 10 separate cyberattacks on its network were all traced back to U.S. Department of Homeland Security addresses …’ [Georgia Confirms Homeland Security Attempted To Hack Election Database 10 Separate Times]
  • Vista la posta in gioco ed il precedente del famoso dossier (cui ho gia’ accennato) delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, resto molto cauto; ricordo infatti che quel famoso dossier (e il baillame che vi costrui’ attorno l’intellighenzia USA ed UE) porto’ allo sconvolgimento del Medio Oriente, a milioni di morti e profughi, alla nascita dell’Isis.

 

Scontro tra Obama e Trump dopo le elezioni USAANALISI DELLE MOSSE DI OBAMA

E’ indubbio che Obama abbia preso tutta una serie di misure poco opportune per chi stava per lasciare l’incarico al presidente eletto, misure che sembravano studiate affinche’ Trump potesse difficilmente modificarle – e prese senza averlo consultato prima, come invece vorrebbe la tradizione americana recente.

La cosa non si ferma qui: le accuse di cyberwar alla Russia sono anche una specie di atto di accusa verso Trump – in questo modo, sembra quasi che quest’ultimo abbia vinto grazie all’intervento informatico russo.

Questo, non solo dimostra che l’amministrazione Obama non aveva capito quale fosse il potenziale distruttivo di una cyberwar (vedi Cyberwar, Cyberguerrilla e le Conseguenze sulle Imprese e l’Export), tanto da aver piu’ volte minacciato attacchi informatici contro la Russia, ma dimostra anche che Obama – in quanto presidente USA, ovvero il leader “ideologico” dell’Occidente – intendeva continuare la “guerra” contro Trump anche dopo il suo insediamento.

Ma quale guerra?

Guerra tra elitismo - mondialismo e populismo - nazionalismoLa guerra tra la fazione attualmente perdente (mondialismo – elitismo) e quella vincente (populismo – nazionalismo, il cui leader “ideologico” e’ Putin).

Analizzero’ piu’ in dettaglio la guerra in questione nel prossimo capitolo, poiche’ ora voglio continuare l’analisi delle mosse di Barack Obama.

Come ho gia’ accennato, la Russia – Putin in primis – ha ottenuto un successo senza precedenti: dopo avere sconfitto il fronte Al-Nusra (ovvero Al-Qaeda Siria) ad Aleppo, ed avere posto le basi per vittoria di Assad in Siria, ha ottenuto la tregua in Siria.

Non solo le parti escluse (Al-Nusra, Isis, ecc.) dopo la tregua hanno subito (come avevo previsto nel testo originale di questo articolo) grandi sconfitte che hanno aumentato il prestigio della Russia in tutto il mondo, ma tale tregua e’ stata ottenuta senza la partecipazione degli Stati Uniti e dell’ONU.

Il colpo per il prestigio americano, ed in particolare per quello di Obama e della fazione elitista/mondialista, e’ stato terribile; contemporaneamente, Putin e’ sempre piu’ quotato – sia dalla popolazione europea che dai governi.

Da questo punto di vista, ritengo che l’astensione americana al Consiglio di Sicurezza dell’ONU (decisione sugli insediamenti israeliani) non sia stato solo un tentativo di mettere in difficolta’ la prossima amministrazione Trump, ma anche un tentativo di ritrovare consenso tra i paesi musulmani.

 

Brexit, elezioni presidenziali USA e referendum italiano sulla riforma costituzionaleLA CONTROFFENSIVA ELITISTA – MONDIALISTA

E’ evidente: dopo la sorpresa iniziale delle vittorie populiste, gli elitisti sono passati alla controffensiva.

La sequenza degli eventi e’ stata terribile per gli elitisti: sconfitta di misura nel Regno Unito con la Brexit; sconfitta cocente negli USA con l’elezione di Trump e del nuovo congresso; disfatta in Italia con la vittoria netta del no al referendum sulla riforma costituzionale – con contorno di afflusso alle urne raramente (o forse mai) visto.

La reazione elitista si e’ gia’ vista in Europa:

  • Brexit: il rifiuto totale di ogni compromesso da parte del presidente della Commissione Europea Junker – e non solo lui
  • Elezione di Donald Trump: reazione scomposta e talvolta ben poco diplomatica da parte di Juncker ed alcuni leader europei; l’intellighenzia UE che si dichiara pronta a continuare sulla strada mondialista – ed in generale sulla stessa strada di prima, anche nei confronti della Russia
  • Italia: il premier Gentiloni che ha dichiarato di volere continuare sulla strada delle riforme di Renzi e che ha scelto come vice di fatto l’ex ministro delle riforme, ovvero il principale artefice della riforma costituzionale.

Negli USA, la reazione immediata all’elezione di Trump, al di la’ di alcune proteste di strada, e’ stata differente: riconoscimento della sconfitta da parte di Hillary Clinton, un Obama conciliante, un tentativo di soddisfare i mercati e di una transizione morbida.

Cyberwar - Fake news, UE ed USA
Cyberwar – Fake news

Poi, le cose sono cambiate:

  • Sia negli USA che in UE, una dichiarazione di guerra alle cosiddette fake news, ovvero un malcelato tentativo di impedire la diffusione di informazione non “validata”. Vale la pena ricordare che in tutti e tre i casi di disfatta elitista (Brexit, elezioni USA, referendum italiano) il web e’ stato fondamentale per la vittoria populista
  • Forse a causa della posizione dell’intellighenzia UE, anche negli USA l’intellighenzia ha assunto una posizione intransigente nei confronti di Trump; per inciso, questo pone interrogativi su dove si trovi il nuovo “vertice” elitista
  • I successi di Putin – la “bestia nera” dei mondialisti – in Medio Oriente, successi che si sono accompagnati con il crollo del prestigio americano, hanno portato ad una nuova ventata di “attacchi” alla Russia; tali attacchi riguardano la sfera della presunta cyberwar russa, e quindi l’elezione di Trump.

Cyberwar tra elitismo e populismo

Quanto visto finora porta in una direzione chiara: i mondialisti/elitisti sono passati al contrattacco, ed hanno prima preparato il terreno – cercando di indebolire la fazione populista/nazionalista (attacco alle cosiddette fake news), la Russia ed in special modo Putin (accusa di cyberwar, di aggressione russa contro l’Europa, di crimini di guerra in Siria), ed infine Trump (elezione viziata dalla cyberwar russa e “amicizia” con la Russia).

In poche parole, si cerca di gettare “un’onta” su Trump, per paralizzarne l’operato e preparare la strada per la controffensiva mondialista.

In quanto al contrattacco vero e proprio, mi aspetto l’inflessibilita’ dimostrata finora: non si trattera’ di una guerra lampo, ma di una durissima guerra di trincea.

 

LE CONSEGUENZE PER LE IMPRESE – E NON SOLO

Nel mondo odierno, una guerra vera e propria e’ improponibile; di conseguenza, molti accarezzano l’idea di cyberwar e mettono in atto la guerra economica – vedi le sanzioni.

Gli effetti delle sanzioni, solo un assaggio della guerra economica, sono ben note a molti paesi (ad esempio l’Iran) ma anche alle aziende europee: imprese fiorenti che chiudono, mercati persi per sempre, licenziamenti, intere aree “devastate economicamente” – per questo rimando a Il Crollo dell’ Export Italiano verso la Russia, Meccanica per Prima – Perche’?

Video: Comprende le conseguenze per le imprese italiane delle sanzioni contro la Russia

 

Delle conseguenze terribili ed imprevedibili di una cyberwar ho trattato approfonditamente nel gia’ citato Cyberwar, Cyberguerrilla e le Conseguenze sulle Imprese e l’Export.

Dato che la controffensiva elitista portera’ con ogni probabilita’ ad una lunga guerra di trincea, e visto che tale guerra riguardera’ il web in primis, possiamo aspettarci conseguenze enormi – non solo per la societa’ ma anche per le imprese.

Pensate solo a chi postera’ un link ad RT, giusto per dirne una, come ho fatto io per questo articolo: ho gia’ fatto esperimenti su Facebook, il risultato sembrerebbe essere una penalizzazione dei post. Quando l’artiglieria spara, i danni collaterali sono inevitabili.

Cyberwar - attacco alle aziende
Cyberwar – attacco alle imprese

E le aziende ed i manager che intrattengono buoni rapporti con la Russia o con settori della fazione populista/nazionalista? La guerra che si prospetta, visti gli antefatti, sara’ probabilmente del tipo O con me, o contro di me. D’altronde, il ricorso “facile” alle sanzioni e quant’altro e’ indicativo di quello che potra’ accadere.

Tralasciamo per un momento il mondo delle aziende: purtroppo, quello che gli elitisti vogliono mettere in atto con la guerra alle cosiddette fake news non e’ altro che una forma blanda di cyberwar – blanda, ma che riguarda l’aspetto sociale e quindi estremamente pericolosa.

Sul campo di battaglia che ne derivera’, vi saranno 1.000 attori – perche’ questo e’ il volto della cyberwar – e la confusione piu’ totale: gli hacker ci sguazzeranno, verranno stretti accordi e spezzate alleanze; gli attivisti civili impiegheranno tutta la loro arte e idee/mezzi nuovi per trasmettere il loro messaggio; la fazione populista/nazionalista sferrera’ la sua controffensiva.

Cari lettori e care aziende, preparatevi alla cyberwar e ad operare nell’instabilita’.

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