Manager per Export ed Internazionalizzazione – Ma cos’e’?

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Project export manager ed internazionalizzazioneManager ed export manager sono ormai termini inflazionati: ormai tutti sono managers o dicono che sono organizzatori, magari per dire ad altri che solo loro sanno fare le cose – mi e’ capitato personalmente e dopo mi sono fatto delle belle risate quando sono sbiancati.

Da quando poi l’internazionalizzazione d’impresa e’ diventata di moda e quindi tutti – anche parecchie societa’ di consulenza – vi ci sono buttate a capofitto, sembra che la qualifica di export manager non si neghi piu’ a nessuno. Magari si tratta di persone con nulla o limitatissima esperienza di lavoro e vita all’estero, ma tant’e’.

Poi sono arrivati i TEM (Temporary Export Manager) “modello” burocrazia italiana – di cui ho gia’ parlato in un paio di articoli, per cui rimando ad uno di essi – Temporary Export Manager (TEM) e Internazionalizzazione.

Personalmente, e vedremo il perche’, amo definirmi project export manager e programme manager, cosi’ tutti sanno che lavoro per progetti (sono anche, e da parecchi anni, project manager internazionale), col vantaggio ulteriore che almeno non mi confondo con la massa di managers qui e managers la’.

Ma al di la’ delle definizioni, quali sono le conseguenze sull’internazionalizzazione delle imprese? Perche’ quelle che sembrano delle banalita’ hanno grandi conseguenze su export e dintorni.

 

Export, manager ed exportCOMINCIAMO COL CAPIRCI – COS’È UN VERO MANAGER?

Penso che non vi sia un temine piu’ abusato di manager: oggigiorno, tutti sono managers di qualcosa – perfino peggio del tempo in cui tutti i dirigenti, o quasi, erano vice-president. Mi capita perfino di vedere profili LinkedIn in cui appaiono executive vice cuochi, figuratevi un po’.

Ma cos’e’ un manager – quello vero intendo?

Un manager e’ una persona con capacita’ di analisi e gestione superiori alla media; una persona che porta a termine compiti complessi, attraverso l’utilizzo di parecchie abilita’ – ad esempio:

  • Gestione delle persone. Gia’ qui, non ci siamo molto con presunti manager che non hanno mai gestito niente, tantomeno delle persone
  • Gestione concomitante di impegni e compiti di alto livello. Alto livello non significa certamente organizzare la cena della classe, per capirci
  • Stabilire chi, come e quando deve eseguire un compito. Sembra una cosa banale – perlomeno ai profani – ma implica parecchio lavoro di analisi e di sintesi
  • Interfacciarsi con molte realta’ diverse
  • Costituzione di teams, uno dei compiti piu’ difficili che vi siano – anche perche’, al di la’ di tante belle teorie, bisogna farlo con il materiale umano disponibile e/o ottenibile
  • Parlare in pubblico ed in riunione

Manager - Corso di progetto estero per l'internazionalizzazione

  • Non perdere mai di vista l’aspetto economico ed investimenti. Questo e’ un aspetto che tradisce subito il manager “dilettante”, che chiaramente non sa da dove cominciare
  • Decidere su cosa investire, come e quanto spendere
  • In generale, una serie di skills multi-disciplinari tutt’altro che banali
  • Una forma mentis particolare.

Penso che sia piu’ che evidente che la maggior parte di coloro che si auto-definiscono managers non lo sono assolutamente.

 

COSE’E’ UN PROJECT MANAGER?

Qualche anno fa tutti si definivano project managers, anche se magari manco sapevano cos’e’ un progetto.

Al di la’ della definizione che mi piace dare, ovvero che il project management (gestione progetti) è una disciplina che consente di gestire i progetti in modo ordinato, e che il project manager e’ la persona che dirige il progetto, mi piace sempre specificare che:

  • Si tratta comunque di un managerProject manager come consulente di internazionalizzazione per le imprese
  • Oltre alle competenze necessarie per gestire un progetto, deve anche avere tutte le competenze del manager ordinario
  • Serve esperienza non solo nella gestione dei progetti, ma anche di direzione
  • Un progetto e’ finito e definito – se possibile conviene quindi gestire cio’ che e’ finito e definito come un progetto.

 

PROJECT EXPORT MANAGER VS. EXPORT MANAGER

Veniamo all’export ed all’internazionalizzazione: quando si parla di penetrare un mercato e vendere/installare/fornire servizi, conviene gestire il tutto come un progetto – vedi Internazionalizzazione – Si Deve Fare con un Progetto, ma Come?

Anche quando si tratta di stabilire una presenza duratura dell’impresa in un paese estero, e’ chiaramente il caso di impostare e gestire il tutto come un progetto – perlomeno fino a quando la presenza e’ stata consolidata: vi sono talmente tante considerazioni, fattori e variabili da considerare e gestire, che altrimenti si rischia di perdere il controllo dell’operazione.

Video: Export Manager – Per Internazionalizzazione serve Esperienza, non Corsi

 

L’export manager non e’ altro che una figura che gestisce l’export, ma, purtroppo, spesso:

  • Non ha formazione di project management. Eppure, vi e’ poco come un’operazione di export – e soprattutto – di internazionalizzazione, che richieda a gran voce di essere gestita a progetto
  • Non e’ un manager nel senso che abbiamo visto.

Per quanto riguarda i TEM (Temporary Export Managers) “modello” burocrazia italiana, vorrei sottolineare una cosa rispetto a quanto scritto nell’articolo citato all’inizio di questo scritto: l’internazionalizzazione e’ un campo estremamente complesso che richiede grande esperienza estera e culturale – non si gestisce l’export con persone senza alcuna esperienza manageriale e che magari hanno fatto un Erasmus ed un corso. E’ ovvio che ci vuole un buon manager internazionale per operare all’estero.

Project management ed internazionalizzazioneSottolineo che mi dispiace che dei ragazzi volenterosi non trovino il giusto sbocco, ma purtroppo la situazione delle imprese non consente esperimenti e nemmeno formazione on-the-job. Evito di parlare di coloro che sostengono che basta prendere un aereo e stare in un paese – che non si conosce, ovvero non se ne conoscono leggi, abitudini e cultura – per 1-2 mesi per fare business; c’e’ perfino chi sostiene che un ragazzo appena maggiorenne potrebbe fare cio’.

Penso che quanto visto renda l’idea della differenza abissale che esiste tra project export manager ed export manager.

Per quanto riguarda le aziende, penso che la necessita’ di gestire l’internazionalizzazione come un progetto sia ormai chiara. Ovviamente, un progetto senza le persone giuste e’ destinato al fallimento; c’e’ quindi da stare molto attenti a chi dovra’ dirigerlo – ed alle sue competenze.

Scegliere la persona con le competenze sbagliate, significa adottare un approccio sbagliato; penso che le conseguenze di un simile errore dovrebbero essere ovvie a tutte le imprese.

Purtroppo, vedo gli stessi errori ripetuti 1.000 volte: aziende, non solo PMI, convinte che si puo’ fare business all’estero esattamente come si fa in Italia, che un serio consulente sia solo una spesa inutile. Ora, non saro’ certamente io a negare che ci sono in giro consulenti che non contribuiscono certamente alla reputazione della categoria, ma la “supponenza” di alcune aziende puo’ essere letale per il business: alcuni imprenditori sembrano il classico elefante in un negozio di cristallo.

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