Il Temporary Export Manager del 2017

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Temporary Export Manager 2017

 

Come e’ vista la figura del temporary export manager, quali sono le caratteristiche cui dovrebbe rispondere secondo molti? Dare una risposta significa analizzare come le imprese vedono il loro futuro all’estero, nonche’ ragionare di strategie di internazionalizzazione – purtroppo, l’orizzonte temporale delle aziende si ferma spesso al 2017.

Temporary export manager e consulenze
In Italia, il temporary export manager sembrerebbe visto piu’ in funzione delle societa’ di consulenza che delle aziende

Avendo gia’ parlato dei temporary export managers formato burocrazia italiana, ad esempio in Temporary Export Manager (TEM) e Internazionalizzazione, vorrei ora concentrarmi su come sono generalmente viste queste figure – in poche parole, quali sono le caratteristiche cui dovrebbero rispondere secondo molti?

Cio’ equivale ad analizzare come alcune imprese vedono il loro futuro all’esteroanche se non sanno che stanno giocando con il loro futuro.

Equivale anche a ragionare di strategie di internazionalizzazione – e di strategia aziendale – o meglio dovrebbe equivalere, perche’ in realta’ non si vede traccia di alcuna forma di strategia. La verita’ e’ che l’orizzonte temporale si ferma al 2017, e le prospettive ai famosi voucher del MISE.

E diciamocelo: di questo modo di vedere hanno molta colpa parecchie societa’ di consulenza – basta guardare su internet o sui socials per vedere che praticamente tutte le proposte di dette societa’, o di singoli consulenti ed opinion makers, vanno nello stesso senso. Quale senso? Ingaggiare un temporary export manager formato burocrazia italiana – scusatemi, ma non e’ che la burocrazia in oggetto goda di grande stima nemmeno in Italia.

 

Temporary export manager e Mise
Con ogni rispetto per il MISE, penso che i voucher per l’internazionalizzazione ed i temporary export manager Italian style non siano la soluzione alle necessita’ delle imprese

COMINCIAMO DA INTERNET – ICE, MISE E DINTORNI

Se fate una ricerca su Google, troverete tra i primi suggerimenti temporary export manager Mise – od in alternativa con ICE al posto di Mise e temporary export manager 2017.

Per un’analisi del primo aspetto, ed in particolare dei voucher per l’internazionalizzazione e dei loro rapporti – di antagonismo – con i progetti, consiglio caldamente la lettura di Internazionalizzazione – Si Deve Fare con un Progetto, ma Come?

Per amore di chiarezza, trattero’ il secondo aspetto (2017) nel prossimo capitolo.

Per quanto riguarda il MISE tra i primi suggerimenti, la conclusione e’ ovvia: tante imprese italiane – PMI per prime – non stanno internazionalizzando per convinzione e/o per una scelta strategica, ma perche’ ci sono i voucher. Le conseguenze sono sempre ovvie: un approccio “assistenzialistico” che – come tutti gli approcci assistenzialistici – non significa certamente fare impresa e che portera’ a poco di buono. Opinione mia, ovviamente, ma opinione risultato di un’analisi attenta: Voucher per l’Internazionalizzazione delle PMI – Vi Giochereste l’Impresa?

Societa' di consulenza per l'internazionalizzazione e Mise
Una lista del MISE che individua le societa’ di consulenza autorizzate a lavorare con i voucher per l’internazionalizzazione mi rende perplesso

Approfondiamo ora questa cosa di MISE ed ICE: tante aziende italiane sembrerebbero concepire il TEM (Temporary Export Manager) in funzione di due organizzazioni “pubbliche”; diversamente, non si spiegherebbero i risultati dei suggerimenti delle ricerche Google.

E veniamo ai TEM formato ICE. Le specifiche di un corso? Ecco qua, da un sito ICE:

[…] Il Corso per Temporary Export Manager (“T.E.M.”) è diretto ai consulenti aziendali con almeno 3 anni di esperienza che intendono specializzarsi nell’internazionalizzazione delle PMI […]

Vi rendete conto? Basta che uno sia un consulente aziendale – concetto molto fumoso – per potere seguire una PMI dopo appena 6 mesi di corso ‘… in aula, a distanza e in azienda …’

Sempre secondo ICE, dopo questo corso un consulente aziendale sarebbe in grado ‘… di fornire consulenza “part-time” alle imprese che sono interessate ad avviare o consolidare la propria attività sui mercati esteri …’

Ma stiamo scherzando? Una consulenza ad una PMI, e pure part-time e per l’estero, e’ una cosa seria ed estremamente impegnativa – tanto piu’ che una piccola impresa investe praticamente tutto quello che puo’ nell’operazione di internazionalizzazione.

Consulenza per strategia di internazionalizzazione all'estero
Fare consulenze di strategie di internazionalizzazione per le PMI che vogliono operare all’estero non e’ una banalita’

E non finisce qui – leggete un po’ la parte che riguarda la (non) esperienza estera:

[…] Il percorso formativo può essere ulteriormente approfondito con altre tipologie di intervento formativo (ad es. Study Tour all’estero) […]

Normalmente cerco di evitare di criticare specifiche organizzazioni, ma stavolta non posso fare a meno di chiedervi: secondo voi, un simile temporary export manager e’ in grado di affrontare con successo i mercati esteri?

 

2017 FOREVER

Veniamo al temporary export manager 2017.

Cosa, piu’ di questo suggerimento Google – e quindi delle ricerche su internet – da’ un’idea dell’orizzonte temporale estremamente limitato di tante aziende?

Badate bene che se inserite export od internazionalizzazione, il suggerimento col suffisso 2017 non appare. Cio’ significa che la limitatezza dell’orizzonte temporale e’ in qualche modo limitata a chi cerca specificatamente informazione sui TEM – e come abbiamo appena visto, in Italia il temporary export manager e’ concepito principalmente in funzione di organizzazioni pubbliche.

Strategie di internazionalizzazione 2017
Le strategie di internazionalizzazione, anche nel 2017, presuppongono export manager specializzati, non consulenti generici

Hai voglia di parlare di strategie di internazionalizzazione, di progetti e di strategia aziendale quando parli di portare le imprese all’estero: tante imprese – e non per colpa loro – non sanno ragionare oltre il 2017 ed un TEM formato burocrazia italiana.

Ma poi diciamocelo: come potrebbe mai un qualunque consulente aziendale – definizione che come abbiamo visto dice tutto e niente – diventare un esperto di estero, export, lingue straniere, strategia aziendale e di internazionalizzazione, e piu’ ne ha piu’ ne metta, in sei mesi?

In queste condizioni, le proposte stesse di tante societa’ di consulenza non possono che essere del tipo carpe diem. Qualcuno mi ha detto che questa non e’ una novita’ ma ci sono molti tipi di societa’ di consulenza per l’internazionalizzazione – comprendo comunque l’osservazione dell’imprenditore.

Del resto, diciamocelo: l’impianto stesso dei voucher per l’internazionalizzazione delle PMI si basa su una lista di societa’ autorizzate dal MISE – alla faccia della libera concorrenza, alla faccia dell’Occidente liberista, alla faccia della liberta’ di scelta.

Temporary export manager ice
Temporary export manager

Non vedo alcuna visione del futuro in tutto cio’. Cio’ che vedo e’ un apparato statale (o para-statale?) che vorrebbe decidere chi e’ in pole position per internazionalizzare le imprese, nonche’ dare una ”patente” (vedi corsi TEM dell’ICE) di temporary export manager a generici consulenti aziendali.

Perfino le miriadi di missioni ed altro tendono a fermarsi al contatto con aziende straniere o poco di piu’: dove sta la visione del futuro? O pensate forse che finisca tutto con un contatto, che poi non cominci una fase estremamente complessa che richiede consulenti con un’elevatissima capacita’ ed esperienza estera?

Voglio proprio vedere un generico consulente d’azienda come fa ad impostare un progetto di internazionalizzazione, a stabilire cosa ci deve essere nel contratto, ecc. E per favore, che non mi vengano a dire che in sei mesi uno diventa export manager.

Penso inoltre che troppi non abbiano ancora capito che l’export e l’internazionalizzazione poi bisogna farli sul campo, che non finisce tutto nel 2017 – semmai comincia, e cominciare senza una visione strategica chiara del futuro e’ pura “follia”. Sempre parere mio, ovviamente.

Ma ancora una volta, come ho rimarcato spesso, non e’ colpa solo delle imprese che vogliono internazionalizzare – imprese che spesso e volentieri, specie se PMI, non hanno una strategia aziendale ben definita e delle strategie di internazionalizzazione hanno solo sentito parlare. Di solito, le imprese si affidano alle societa’ di consulenza per l’internazionalizzazione.

Video – Internazionalizzazione, Voucher e PMI

 

LE “COLPE” DELLE SOCIETA’ DI CONSULENZA

Posto che anche le imprese hanno delle colpe – vedi 3 Sindromi – Le Consulenze di Internazionalizzazione – e’ anche vero che le povere aziende si ritrovano ad avere a che fare con un qualcosa di nuovo nonche’ … l’informazione disponibile. Informazione che normalmente e’ riferibile a MISE-ICE-ecc., alle societa’ di consulenza od a singoli consulenti.

Della parte “statale” abbiamo gia’ parlato, quindi vediamo un po’ quali sono le “colpe” di tante societa’ e/o di singoli consulenti:

Consulente di internazionalizzazione e societa' di consulenza
Un modo simpatico di vedere il consulente di internazionalizzazione e le societa’ di consulenza
  • Non eseguono alcuna analisi geopolitica e dei rischi, ma si basano solo ed esclusivamente sulla Country Risk Map della SACE; sapete bene che non condivido ne’ gli assunti alla base di tale mappa, ne’ tantomeno l’assenza di analisi specifiche e tagliate su misura – nel caso dei rischi, quest’ultimo e’ un fattore irrinunciabile
  • Nonostante la lezione degli eventi recenti, si ostinano a fare praticamente solo considerazioni economiche e di opportunita’, senza alcuna analisi geopolitica
  • Non si sono mai sognate di porre in dubbio la bonta’ dei TEM modello burocrazia italiana, anzi, alcune hanno dato ampio risalto al fatto di essere state incluse nel famoso elenco del MISE. Saro’ forse all’antica, ma ho sempre ritenuto che il mio cliente sia l’azienda che fa export, e che quindi da li’ devo partire – non dai TEM e dai voucher
  • Sembra quasi che fare l’export manager sia una passeggiata, ed ancora di piu’ lo sia fare il temporary export manager; invece – come abbiamo visto – soprattutto la seconda figura implica una preparazione ed una esperienza notevoli
  • Non ho sentito nessuno criticare il fatto che un TEM giovane (e quindi con poca-nulla esperienza estera) gestisca varie PMI. Se volete leggere come operano alcune societa’ di consulenza, basta che vi rileggiate il gia’ citato Voucher per l’Internazionalizzazione delle PMI – Vi Giochereste l’Impresa?
  • Ho sentito parlare di junior export managers, nonche’ dell’aspirazione di molti di diventare tali per fare esperienza. Comprendo lo sforzo di molti giovani di trovare un posto nel mondo del lavoro, ma mi sapete dire cosa c’entrano simili figure con le necessita’ di esportazione aziendale?
Temporary export manager 2017
Il temporary export manager dovrebbe introdurre agilita’ nelle aziende – in Italia e’ invece legato ai voucher per l’internazionalizzazione
  • Hanno contribuito a rendere internet – ed il mondo reale – “l’apologia” dell’internazionalizzazione fatta perche’ ci sono voucher o contributi o quant’altro
  • Continuano a ripetere il mantra Perche’ non provare? Voglio essere chiaro, forse sfrontato se volete: alla fine la societa’ incassa comunque e quindi provare non e’ un problema, ma se le cose per la PMI non vanno bene – od ha comunque investito tempo e sforzo inutilmente – allora il problema per l’impresa c’e’, ed e’ grande
  • Non si sono mai chiesti se la caterva di scritti – grondanti marketing puro – et similia che spargono per la web-sfera non contribuisca a rendere la situazione ancora piu’ confusa per le imprese. Intendiamoci: il marketing va bene, ma ci vorrebbe anche un contenuto tangibile
  • Alcuni – e qui mi riferisco a singoli consulenti – impiegano il loro tempo per attaccare, anche in maniera “brutale” e speciosa, coloro che percepiscono come concorrenti
  • Le strategie di internazionalizzazione di cui parlano non sono altro che sigle, dietro cui c’e’ il nulla cosmico od al massimo qualche non meglio definita teoria su come impiegare internet
Strategie di internazionalizzazione 2017
Quali strategie di internazionalizzazione nel 2017?
  • Alcune proposte consistono nel fare ricerche di internazionalizzazione su una marea di paesi – ovviamente, cio’ implica tempo e costi.

L’elenco sarebbe lungo, ma mi fermo qui.

Qualcuno potrebbe dire che sono troppo critico di altri consulenti. Ebbene, innanzitutto non considero certamente un collega chi fa di professione il non meglio specificato consulente aziendale – che si e’ “reinventato” esperto di internazionalizzazione. Poi ritengo che fin troppi “consulenti” danneggino la categoria.

E comunque, non mi pare che qualche societa’ di consulenza abbia fatto notare che l’impianto dei voucher niente ha a che fare con la libera concorrenza, o che non e’ certamente cio’ che serve alle imprese.

Quello che ho notato e’ che:

  • Spesso non c’e’ alcuna visione strategica, nessuna vera strategia di internazionalizzazione
  • Sembra quasi che dopo il 2017, od addirittura dopo i famosi sei mesi dei voucher, non esista niente
Consulenza di un Temporary Export Manager
Senza estesa esperienza estera, come puo’ essere efficace una consulenza fatta da un Temporary Export Manager?

Saro’ all’antica, ma una volta il consulente era colui che portava valore aggiunto in quantita’ tale da fare la differenza per il futuro dell’impresa, colui che vedeva piu’ lontano ed aveva le capacita’ e l’esperienza per portare l’azienda la’ dove i concorrenti non sapevano arrivare.

Quello che vedo oggi e’ la sagra del 2017 – e non ho dubbi che fra qualche mese vedremo tutti la sagra del 2018.

 

FAQ

 

Domanda 1:

Pensa che le cose stiano cambiando per quanto riguarda il modo in cui le imprese vedono i temporary export manager?

Risposta:

Alcune aziende stanno indubbiamente cominciando a capire un po’ di piu’ che l’internazionalizzazione implica grandi cambiamenti; cio’ comporta una maggiore attenzione nella scelta di eventuali consulenti. Tuttavia, si tratta di una figura poco compresa – ribadisco che molta colpa di cio’ ce l’hanno anche le societa’ di consulenza. Il cambiamento lo noto soprattutto nelle aziende con cui lavoro: tramite la pratica i responsabili si rendono conto di quanto elevata debba essere la conoscenza di un export manager temporaneo. Il problema pero’ resta: chi non si avvicina al mondo dell’internazionalizzazione – normalmente grazie a contributi od altro – fa fatica a comprendere cos’e’ veramente un temporary export manager

 

Il temporary export manager e l'internazionalizzazione
Il temporary export manager e l’internazionalizzazione

 

Domanda 2:

Cosa pensa che accadra’ nel 2018? La mentalita’ di molte aziende cambiera’ rispetto al 2017?

Risposta:

Ricevo molti messaggi in tal senso, ma anche messaggi e commenti (soprattutto su LinkedIn) che sottolineano come la realta’ italiana sia ancora ingessata su certe posizioni.

Le cose stanno cambiando presso un certo numero di imprese, ma purtroppo il concetto stesso di export manager era sconosciuto ai piu’ – finche’ la crisi ha costretto le imprese a guardare ai mercati esteri. Il temporary export manager era una cosa ampiamente sconosciuta in Italia, il concetto stesso di temporary (fatte salve alcune eccezioni) non apparteneva gia’ prima al mondo aziendale italiano; poi sono arrivati i voucher per l’internazionalizzazione del MISE, un qualcosa che secondo me serve solo a complicare la situazione – un elenco di societa’ di consulenza che possono lavorare con i voucher, tipica espressione di un sistema burocratico ed ingessato. Ma per questo rimando a Temporary xport Manager nell’Era dell’Instabilita’.

Mi aspetto che il 2018 veda altri voucher per l’internazionalizzazione e/o simili.

 

Temporary export manager del 2017 e consulenze di internazionalizzazione per le imprese
In che direzione andra’ il temporary export manager del 2018? Continuera’ sulla stessa strada del 2017?

 

Domanda 3:

Cosa ne pensa dei temporary export manager nel settore della meccanica?

Risposta:

Posso rispondere in generale, perche’ non conosco le singole realta’.

Penso che la meccanica sia un settore che richiede non solo competenze tecniche, ma anche una conoscenza di cosa bisogna fare quando si pensa di fare export od internazionalizzazione di un prodotto. In poche parole, un corso, un Erasmus od un consulente che non abbia conoscenze specifiche e/o esperienza nel settore della meccanica, lo vedo male. Ovviamente, non si puo’ certamente fare di tutta l’erba un fascio – ogni situazione ed ogni export manager sono casi specifici.

Aggiornamento: ho scritto un articolo sull’argomento – Il Temporary Export Manager della Meccanica.

 

Internazionalizzazione ed export - porto di Rotterdam
Internazionalizzazione ed export – il porto di Rotterdam

 

Domanda 4:

Meglio un export manager od un temporary export manager?

Risposta:

Dipende dalle possibilita’ – alcune aziende, specie le PMI, non possono permettersi un export manager permanente – e dalle necessita’.

Un consulente, se preparato, puo’ un enorme valore aggiunto all’impresa: e’ ben difficile trovare un export manager con l’esperienza necessaria, per cui un consulente (anche per una singola consulenza mirata) puo’ essere un ottimo investimento anche per la grande azienda. Specifico che io sono un consulente, per cui la mia risposta e’ per forza di cose di parte. Detto cio’, se la scelta va in direzione del temporary, consiglio di valutare molto attentamente chi e/o quale societa’ di consulenza per l’internazionalizzazione scegliere.

 

Domanda 5:

Che differenza c’e’ tra un temporary export manager ed un commerciale estero?

Risposta:

Domanda complessa che richiede una risposta articolata; a breve pubblichero’ un articolo che, tra le altre cose, spiega la situazione italiana. Per il momento, posso dire che il primo dovrebbe essere un consulente con elevata specializzazione, mentre il secondo e’ fondamentalmente un cercatore di clienti – peraltro normalmente a tempo pieno.

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