La Verita’ sul Conflitto tra Occidente e Russia – Parte 1: Fattori Geopolitici

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Incrociatore della marina russa che ha contribuito a portare a termine gli obiettivi della geopolitica russa in Siria
Incrociatore da battaglia russo della classe Kirov, gemello del Pyotr Velikiy impiegato in Siria

 

Le motivazioni del conflitto tra Occidente – leggi NATO, ovvero USA ed UE – e Russia sono da un lato tipicamente geopolitiche, dall’altro ideologiche. In questa prima parte si analizza l’aspetto geopolitico – con un’ampia parte dedicata alla Siria ed all’impiego della marina russa in contrapposizione a quello della marina USA – nella seconda si analizzera’ quello ideologico.

Analisi geopolitica del confronto tra USA e RussiaOrmai, il conflitto – perche’ solo cosi’ si puo’ definire – tra Occidente e Russia ha raggiunto livelli elevatissimi. Conseguenze immediate di tale conflitto sono non solo la guerra fredda tra NATO (ed Unione Europea) e Russia, ma anche la “guerra” all’ultimo sangue che si sta consumando negli USA: la guerra scatenata da chi non vuole assolutamente che Donald J. Trump continui a fare il presidente.

Il fatto che si tratti principalmente di una guerra dell’informazione non deve trarre in inganno – nel mondo attuale, interconnesso in modi mai visti prima e dove l’uso di armi letali e/o economiche e’ spesso improponibile, l’informazione decide la giornata.

Ma quali sono le vere ragioni di tale conflitto?

Si tratta da un lato di motivazioni tipicamente geopolitiche, dall’altro ideologiche. Non fate l’errore di considerare come ideologie solo quelle classiche – le nuove ideologie sono forse ancora piu’ dogmatiche di quelle classiche.

E naturalmente, non bisogna dimenticare il terzo “incomodo”, la Cina.

Per un’analisi generale della situazione geopolitica mondiale dopo l’elezione di Trump, consiglio di leggere Il Mondo Dopo le Elezioni USA – Un’Analisi Geopolitica: Parte 2, Il Resto del Globo.

Quella che segue e’ la prima parte di un articolo in due parti.

Risorse naturali russe: petrolio estratto tramite piattaforma petrolifera
Piattaforma petrolifera russa

 

LE ENORMI RISORSE RUSSE

La Russia possiede tutto cio’ che la UE si sogna: petrolio, gas, materie prime, ecc. Grazie alla Siberia, possiede anche enormi riserve di acqua dolce – l’oro del futuro.

La UE non ha niente di tutto questo, per cui e’ naturale che l’intellighenzia europea – visti i presupposti ideologici che le impongono una visione della Russia come entita’ nemica – veda la Russia come il grande satana.

La Russia ha ottimi rapporti con la Cina, che possiede la quasi totalita’ delle riserve esistenti di terre rare – necessarie per praticamente qualunque applicazione elettronica avanzata, ad esempio gli smartphones che tutti considerano irrinunciabili. Vale forse la pena ricordare che la Cina ha dichiarato grande interesse per un acquedotto di 1.000 Km. per portare acqua dal lago Baikal (Siberia) fino alla Cina; il lago Baikal contiene il 20% delle riserve mondiali di acqua dolce, e la Cina ha seri problemi per quanto riguarda l’acqua dolce.

La Cina ha seri problemi con le fonti di acqua
La Cina ha seri problemi con le fonti idriche, la Siberia contiene immense quantita’ di acqua

Dei problemi cinesi e di un futuribile tentativo cinese di mettere le mani sulla Siberia, ho gia’ scritto in Perche’ sono stati Ignorati i Dati di Export ed Import? Le Conseguenze della Crisi Cinese, ed in particolare nel capitolo Fattori geopolitici, strategici e strutturali che consigliano cautela nell’internazionalizzare, per cui consiglio la lettura di tale articolo.

La Russia e’ nuovamente un esportatore di grano, tanto da avere soppiantato gli USA nel ruolo di principale fornitore del cereale nei paesi del Medio Oriente – ricordo che in Export del Grano Russo – Fattori Geopolitici e Marittimi ho scritto: ‘… Nei paesi dell’area (ed un po’ in tutti i paesi arabi), spesso i governi ricorrono a sovvenzionamenti per la popolazione – spesso il pane e’ il primo bene che riceve sovvenzioni da parte degli stati …’

Tutto cio’ di porta alle considerazioni geopolitiche ed alla Siria.

Strategia e geopolitica russa: i caccia al servizio della grande strategia
Il modernissimo caccia russo multiruolo SU-35, impiegato in Siria

 

RUSSIA – ALCUNI FATTORI GEOPOLITICI

La Siria e’ stata il punto di svolta, perche’ la Russia:

  • Ha dimostrato di non abbandonare gli alleati – in questo caso, il governo siriano – e di essere capace di decisioni audaci che hanno cambiato il corso della guerra siriana. Per quanto in Occidente i media parlino solo delle operazioni della coalizione contro l’Isis, e’ evidente che e’ stato l’intervento russo a determinare la crisi dell’Isis
  • E’ riuscita a compiere un miracolo militare e logistico. Penso che l’operazione logistica messa in atto dalla Russia in Siria sia paragonabile alla missione che ha condotto alla battaglia di Tsushima – ma stavolta vittoriosa
  • Ha impiegato il meglio del suo equipaggiamento militare e delle sue forze armate, posti al servizio della strategia e della geopolitica russa
  • Ha stupito il mondo – NATO per prima – con l’efficienza militare dimostrata
  • Colpendo duramente l’Isis, ha umiliato la NATO e gli USA che non riuscivano a fermare l’Isis. Inoltre, il numero di missioni e di obiettivi colpiti dai pochi aerei russi e’ stato molto maggiore di quelli della coalizione USA – nonostante la posizione precaria delle forze aeree russe
  • Ha utilizzato al meglio le ridotte forze navali, ottenendo un risultato – soprattutto di immagine – incredibile.

Video – Russian Aircraft-Carrier “Admiral Kuznetsov” Return To Its Home Base In Severomorsk, con un riassunto delle unita’ impiegate in Siria e statistiche della missione

 

Vorrei soffermarmi sulle forze navali russe; come abbiamo visto, l’accesso ai mari e’ il tallone d’achille della Russia. Si tratta di un paese enorme, ma con pochi grandi porti; come non bastasse, tali porti sono perlo piu’ facilmente bloccabili da altre nazioni.

A seguito del crollo dell’Unione Sovietica, la flotta russa ha subito un drastico ridimensionamento – nessuno la considerava piu’ capace di operazioni d’alto mare.

Ebbene, la Russia (anzi lo stesso Putin) e’ riuscita ad utilizzare in modo magistrale le ridottissime forze disponibili; e lo ha fatto “giocando” magistralmente sui tempi – come un maestro di scacchi:

  • Ha inviato l’unico incrociatore disponibile nel Mar Nero – il Moskva, ex Slavaa fornire copertura anti-aerea alle operazioni russe. La Russia dispone solo di tre incrociatori di tale classe, uno per flotta – del Nord, del Pacifico e del Mar Nero – eppure non ha esitato ad impiegarlo in condizioni precarie
L'incrociatore Moskva della marina russa
L’incrociatore Moskva – ex Slava – della marina russa ha fornito copertura anti-aerea nella prima fase dell’intervento russo
  • Ha inviato in Mediterraneo l’unica portaerei – l’Admiral Kusnetsov, neanche lontanamente confrontabile a quelle USA e ben lontana dalla completa operativita’, come descritto nel video sopra, – assieme al Pyotr Velikiy, l’unico incrociatore da battaglia della classe Kirov ancora in servizio. Per capirci, e’ stata l’ultima missione dell’Admiral Kusnetsov prima di un lunghissimo ciclo di lavori
  • La Russia ha quindi impiegato in Mediterraneo praticamente tutto cio’ di moderno che aveva a disposizione, e lo ha fatto per mantenere il controllo del porto di Tartus – per l’importanza geopolitica fondamentale di tale porto e gli aspetti marittimi, vedi La Guerra dei Mari – Russia ed Export.

La Russia di Putin ha dimostrato al mondo di sapere ottenere risultati geopolitici di primo piano – impiegando al meglio le sue unita d’élite, le ridottissime forze navali di cui dispone, il meglio della sua aviazione e delle armi dell’esercito. Ha anche approfittato dell’occasione per sperimentare, apparentemente con successo, le sue armi piu’ recenti ed avanzate.

Ha dimostrato anche una squisita abilita’ geopolitica e strategica, accompagnata da una gestione dei rischi sul filo del rasoio. Del resto, la perdita della Siria avrebbe rappresentato un disastro di prima grandezza per la Russia – non vi erano vere alternative, anche se queste hanno comportato rischi estremamente elevati.

Il risultato e’ che la Russia e’ di nuovo una potenza rispettata da tutti – certamente non solo per le capacita’ militari a lunga distanza, come abbiamo visto estremamente ridotte.

Marina USA come arma geopolitica
Marina USA come mezzo geopolitico – portaerei americana

 

USA, NATO ED UE SONO STATI UMILIATI – LA REAZIONE

Qualunque sia il pensiero di Donald Trump sulla Russia, e’ chiaro che l’apparato militare americano – che ha evidentemente supportato Trump, tanto che sono parecchi gli ex militari che hanno fatto o avrebbero dovuto fare parte della nuova amministrazione USA – non vede certamente di buon occhio la Russia. Per inciso, anche le azioni di Trump contro l’Iran sono evidentemente state il risultato delle pressioni militari.

Guarda caso, una delle prime azioni di Trump e’ stata l’annuncio di un enorme programma di potenziamento militare – marina per prima. Non mi soffermo qui sulla dottrina navale (apparentemente) superata degli Stati Uniti, una dottrina che pare concepita per rivincere la guerra del Pacifico ed incentrata su un grande numero di grosse  – e sempre piu’ vulnerabili – portaerei.

Le operazioni russe in Siria hanno profondamente umiliato le forze armate USA e NATO in generale, che nonostante le forze impiegate – per non parlare di quelle impiegabili – e la disponibilita’ di basi e logistica, non riuscivano a fermare l’Isis.

La portaerei della marina russa Kuznetsov
L’Admiral Kuznetsov, l’unica portaerei della marina russa

Cio’ che ha fatto traboccare il vaso – con lo scatenamento di un attacco mediatico contro la Russia mai visto prima – e’ stata la missione della piccola squadra russa nel Mediterraneo. Abbiamo gia’ parlato della missione dell’Admiral Kusnetsov e del Pyotr Velikiy (Pietro il Grande) nel Mar Mediterraneo; se dell’attacco mediatico parlero’ nella seconda parte di questo articolo, voglio qui parlare dell’aspetto militare.

Ebbene, la marina USA dispone di basi quasi ovunque e di dieci portaerei operative – enormemente piu’ potenti dell’Admiral Kusnetsov ,che non e’ nemmeno una vera portaerei – con relativi gruppi di battaglia: ogni gruppo comprende perlomeno un incrociatore e parecchi cacciatorpediniere, per non parlare delle molte navi logistiche. Giusto per chiarirci: i numerosi cacciatorpediniere USA della classe DDG-51 Arleigh Burke hanno capacita’ quasi pari a quelle di un incrociatore e sono enormemente superiori ai pochi cacciatorpediniere russi, e probabilmente anche ai tre incrociatori russi della classe Slava-Moskva.

Portaerei della US Navy
Una portaerei della US Navy

Ebbene, la squadra russa nel Mediterraneo comprendeva solo le due navi maggiori e due cacciatorpediniere anti-sommergibili. Cio’ nondimeno, e’ partita dalle basi del nord, e’ entrata in Mediterraneo – nonostante le pressioni della NATO, ad esempio sulla Spagna, per negarle ogni rifornimento – ed ha condotto a termine con successo la sua missione in Siria.

A sentire i media occidentali, sembrava quasi che una enorme armada russa stesse per attaccare l’Occidente, Regno Unito per primo. Ebbene, la piccola squadra russa non ha mai nemmeno lontanamente avuto la una simile capacita: come abbiamo visto, la Russia ha letteralmente impiegato tutto cio’ che poteva – per un tempo limitato perche’ era gia’ al massimo e probabilmente anche oltre. Dubito fortemente che se il Pyotr Velikiy non fosse stato a propulsione nucleare, avrebbe potuto operare cosi’ a lungo in Mediterraneo – la presenza di due soli cacciatorpediniere come scorta indica chiaramente enormi problemi logistici.

Un F-15E della Nato, come quelli impiegati sulla Siria
Un F-15E, come quelli impiegati sulla Siria

Oltre ad un crescendo nella guerra dell’informazione, che l’occidente aveva scatenato e stava perdendo, penso che tutto cio’ che deriva dalla guerra in Siria sia una delle motivazioni principali della reazione USA e NATO (leggi UE): l’invio di forze militari vicino ai confini russi.

Resta il fatto che la marina russa, pur con le enormi limitazioni in forze e capacita’, ha ottenuto risultati che la marina piu’ potente del mondo – frutto di un investimento di centinaia di miliardi di dollari, senza considerare le altre marine NATO – non ottiene da decenni. Soprattutto se ragioniamo in termini di costo-efficacia, la marina russa ha dimostrato una maestria encomiabile.

Umiliare – anche non di proposito – la marina USA equivale ad umiliare l’America. A cio’ si aggiunge l’umiliazione dell’affaire Siria.

Turchia: il Bosforo, l'accesso al Mar Nero
Turchia: il Bosforo, l’accesso al Mar Nero

 

CINA, TURCHIA, IRAN: TUTTI AMICI DELLA RUSSIA

Partiamo dalla Turchia:

  • Ufficialmente parte della NATO, e’ ora molto piu’ vicina alla Russiaun altro capolavoro di Putin, che ha avvertito Erdogan del tentativo di colpo di stato
  • Ha chiare ambizioni regionali, ambizioni che l’hanno portata a stabilire una base militare in Qatar. Per inciso, sta chiaramente entrando in conflitto con le ambizioni dell’Arabia Saudita
  • La Turchia controlla l’accesso al Mar Nero, e quindi anche ai porti russi ed all’Asia Centrale. Altra via d’accesso e’ l’Iran.

L’Iran:

  • Puo’ bloccare l’accesso al Golfo persico
  • Ha accesso all’Oceano indiano ed una squadra di sommergibili, uno dei quali e’ entrato in Mediterraneo durante la missione della squadra russa
  • Il recente riavvicinamento con gli USA e’ gia’ una cosa del passato.
Importanza geopolitica dell'Iran
L’Iran ha un’importanza geopolitica notevole

Nel frattempo, la Cina gongola:

  • La Russia viene sempre piu’ spinta tra le sue braccia, nonostante l’evidente interesse geopolitico russo non vada certamente in quel senso
  • Le enormi risorse russe – petrolio, gas ed acqua per prime – percorrono sempre piu’ la strada cinese
  • L’Asia centrale sta sempre piu’ diventando una provincia economica cinese – vedi la Nuova via della seta, tramite la quale i prodotti cinesi inonderanno perfino la UE
  • Le Filippine di Duterte si stanno avvicinando sempre piu’ alla Cina ed alla Russia, con ovvie conseguenze sul controllo de Mar Cinese Meridionale – vitale per la Cina, vedi Conseguenze per l’Export del Declino USA nel Pacifico Sud-Occidentale.

Non credo inoltre che sia un caso se la Cina ha annunciato la volonta’ di costruire varie portaerei oltre a quella – originariamente gemella dell’Admiral Kusnetsovdi cui gia’ dispone: i cinesi tengono in gran conto la strategia ed i calcoli geopolitici, e la Russia ha dimostrato che una sola portaerei ben utilizzata puo’ ottenere risultati geopolitici enormi.

Guerra dell'informazione, o infowar
Guerra dell’informazione, o infowar

 

IL GRANDE PROBLEMA USA E LA GUERRA DELL’INFORMAZIONE

Mi sembra piu’ che evidente che le portaerei sono superate in caso di guerra moderna tra grandi potenze militari – sono troppo vulnerabili, come riconosciuto perfino da un ex ammiraglio USA – ma sono comunque utilissime in quasi tutte le altre condizioni. Del resto, il fatto che la Russia abbia inviato due cacciatorpediniere anti-sommergibili indica chiaramente il tipo di pericolo piu’ grande per una portaerei: i sommergibili. Suppongo che attorno alla squadra della marina russa vi fosse piu’ di un sommergibile russo, proprio per proteggerla dai sommergibili ostili – esattamente come i sommergibili americani proteggono le squadre americane fin dagli anni ottanta del secolo scorso.

Geopolitica: un sommergibile della US Navy
Il nuovo re dei mari: il sommergibile, in questo caso della US Navy

Onestamente, dieci portaerei operative sono troppe e costano l’ira di dio: tuttavia, tutta la dottrina navale – ed in buona parte militare – USA si basa sulle portaerei e relativi gruppi da combattimento.

Rivedere questa impostazione significherebbe:

  • Andare contro decenni di tradizione – ammettere che il tempo delle corazzate come regine dei mari e’ tramontato
  • Ammettere che l’inarrivabile potenza navale americana e’ piu’ un fatto mediatico e di immagine che altro. Vedete che torniamo alla missione della squadra navale russa in Mediterraneo? L’effetto di tale missione e’ stato anche mediatico e di immagine – positivo per la Russia, implicitamente negativo per gli USA
  • Ammettere che ormai vi sono anche altri paesi in grado di fare proiezione di potenza e di influenzare in modo decisivo il futuro geopolitico del pianeta – con una spesa che e’ una frazione di quella sostenuta dagli USA
Nave da battaglia - antica regina della geopolitica
La nave da battaglia, antica regina della geopolitica sui mari: la marina americana aveva rimesso in servizio quattro corazzate – della seconda guerra mondiale – della classe Iowa

E cosi’, invece di rivedere strategia politica, militare e navale, gli Stati Uniti preferiscono investire pesantemente in una marina basata su concetti sempre piu’ superati.

Ma come reagire alla minaccia russa?

Se la reazione contro la Cina e’ di tipo militare – anche perche’ i media ed i socials principalmente utilizzati in Cina sono di origine cinese, o controllati dal governo – la reazione contro la Russia e’ principalmente una vera e propria guerra dell’informazione, condotta da USA ed UE.

Ma di questo, oltre che delle motivazioni ideologiche del conflitto con la Russia, parlero’ nella seconda parte di questo articolo: Il Conflitto tra Occidente e Russia– Parte 2: Fattori Ideologici e Guerra dell’Informazione

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