Google e Socials – Opportunita’ o Pietra al collo?

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Google, i socials e la consulenza di internazionalizzazione

Google e vari socials sono opportunita’ per le aziende e le societa’ di consulenza – nonche’ per l’export e l’internazionalizzazione per primi – oppure sono diventati non solo dei padroni ma anche una palla al piede? Cosa dovrebbe fare l’imprenditore od il consulente che vuole fare business? Vi sono tools alternativi estremamente efficaci in settori e/o paesi esteri, strumenti che possono condurre ad eccellente business senza sforzi e spese enormi per cercare di adeguarsi continuamente a Google ed ai social networks piu’ noti.

 

Internazionalizzazione, PMI, internet e Google
Internazionalizzazione, PMI, internet e Google

Voglio dire qualcosa di totalmente fuori dal coro, qualcosa cui avevo gia’ accennato – con parecchi suggerimenti per le imprese – in L’Internazionalizzazione Rapita – Le PMI, Google ed i Socials. Ma oggi voglio andare oltre ed analizzare il grande quadro; voglio andare oltre anche nei suggerimenti, perche’, onestamente, cosi’ non si puo’ piu’ andare avanti: i tools, gli strumenti, sono ormai diventati i padroni – questo non e’ fare impresa e tantomeno internazionalizzare. Siamo arrivati all’assurdo di aziende che spendono parecchia migliaia di euro o franchi – o ancora dollari, o sterline o quello che volete – per correre dietro ai “ghiribizzi” di Google e dei social networks; questa non e’ produttivita’, e non e’ nemmeno buon senso. Fossero dei fornitori, qualunque azienda li avrebbe gia’ “spediti”.

Comincero’ da esempi non aziendali, per poi estendere il discorso alle imprese ed all’internazionalizzazione.

 

Google, Youtube, LinkedIn ed altri socials mainstream sono ancora strumenti necessari per il consulente di internazionalizzazione
Purtroppo, Google, Youtube, Facebook, LinkedIn ed altri socials mainstream sono ancora strumenti necessari per il consulente di internazionalizzazione – ma lo sono veramente?

UN ESEMPIO – GOOGLE, YOUTUBE E LINKEDIN

Comincio da quanto accaduto su Google e la collegata Youtube (entrambe controllate da Alphabet). So bene che ne ho gia’ parlato nell’articolo sopra citato, ma oggi – come vi dicevo – vado ben oltre nella mia analisi.

Del resto, io stesso ho cercato di capirne di piu’; in particolare, ho cercato di confrontare un momento con gli articoli che ho scritto all’epoca. Cio’ potrebbe non significare niente, ma piu’ o meno in quel periodo parecchie persone si sono fortemente lamentate di YouTube e di video spariti o simili – quindi mi pare lecito pormi alcune domande.

Nell’articolo citato all’inizio ho gia’ scritto della nuova policy YouTube, policy che obiettivamente penalizza grandemente i piccoli-medi canali. Pare che tale policy sia stata inaugurata per un migliore controllo di quanto pubblicato, un qualcosa che mi fa pensare a motivazioni non legata al mondo business. Mi sembra che le persone – parliamo anche canali molto grossi, ed addirittura un rispettato membro del congresso USA – che si sono lamentate abbiano spesso qualcosa in comune: esprimono opinioni di tipo conservatore o non politically correct.

Gli USA, Charlottesville, l'instabilita' americana e la possibile "guerra" civile
Gli USA, Charlottesville, l’instabilita’ americana e la possibile “guerra” civile

Ma cosa scrivevo io, in quel periodo? Vi cito alcuni titoli, articoli che analizzavano – principalmente in inglese e senza troppi veli politically correct la situazione geopolitica:

  • Il Qatar ed il Medio Oriente – L’Inferno Geopolitico, 10 luglio 2017
  • Geopolitical Aspects of the Crisis between Qatar and Saudi Arabia, 1 agosto 2017
  • Geopolitics, NGOs and other Non-state Actors – Three Case Studies, 11 agosto 2017
  • The USA After Charlottesville – A New Civil War?, 20 agosto 2017
  • Isis’ Strategy in Europe – Stability, 3 settembre 2017

Come potete vedere, si tratta di articoli che vanno a scavare molto profondamente nelle radici geopolitiche della situazione attuale; articoli – in particolare quello su Charlottesville – che non si fermano alle convenzioni. Personalmente, ho sempre ritenuto che il politically correct sia la rovina delle analisi geopolitiche e quindi di molte decisioni sbagliate su dove e come internazionalizzare. Un consulente di internazionalizzazione serio deve fare analisi adeguate, non correre dietro al mainstream. Purtroppo, quello che non posso definire se non come lo strapotere di Google e di alcuni social network ha trasformato molti consulenti nei meri esecutori dei voleri dei suddetti strumenti: persone il cui lavoro consiste nel cercare di capire come funzionano i tools ed adattare a tale (temporaneo) funzionamento la presenza internet dell’azienda.

La pressoche' totale mancanza di trasparenza di Google e dei social networks sul funzionamento dei loro algoritmi obbliga i consulenti a porsi molte domande sui perche' di posizionamento ed altro
La pressoche’ totale mancanza di trasparenza di Google e di tanti social networks sul funzionamento dei loro algoritmi obbliga i consulenti a porsi molte domande sui perche’ di posizionamento ed altro

Nello stesso periodo – ed ancora oggi – ho visto delle oscillazioni incredibili nella posizione Google del mio sito Export OK, ma con una costante: anche in caso di posizioni in prima pagina, le impressions si potevano spesso contare molto velocemente; negli ultimi giorni la situazione sembrerebbe essere (grandemente in termini di percentuale, ma marginalmente in termini assoluti) migliorata – badate bene che non sono certamente l’ultimo arrivato per quanto riguarda il SEO, come dimostrano ampiamente i risultati precedenti.

Il risultato lo potete immaginare: non importa il CTR (Click Through Rate), pochissime impressions implicano pochissimi clicks. Naturalmente, mi chiedo perche’ un CTR comunque elevato (associato talvolta a posizioni in prima pagina) comporti un numero cosi’ basso di impressions.

Avendo un numero molto elevato di iscritti al blog, e scrivendo su vari socials, ho comunque un buon numero di visite. Quando pero’ ricevi talvolta piu’ visite da Bing e Yahoo! che non da Google, cominci a chiederti perche’; cominci a chiederti perche’ su altri motori di ricerca il tuo sito sia ancora cosi’ in alto, mentre su Google non si capisce cosa stia accadendo.

E qui veniamo a LinkedIn – che, secondo me, dopo l’acquisto da parte di Microsoft e’ decaduto alquanto: nello stesso periodo, ho visto la diffusione dei post (spesso links agli articoli del blog) andare giu’ a picco.

Solo ora la situazione generale sta migliorando.

Un esempio di Video che dimostra quanto tutto sia ormai concepito in funzione degli algoritmi di Google, di come Google possa decretare la “vita” o la “morte” della vostra azienda – How Google Algorithm Updates Can Get You Blacklisted | Avoid These 3 SEO Mistakes!

 

UN ALTRO BREVE ESEMPIO – FACEBOOK, GOOGLE ED I MEDIA

Faccio continuamente esperimenti su pagine non aziendali – sempre meglio evitare danni irreparabili alle pagine delle aziende. La situazione e’ infatti tale, che l’unico modo per dare un servizio adeguato ad aziende ed organizzazioni e’ studiare con costanza il comportamento dei motori di ricerca e dei vari socials – sia perche’ cambia pressoche’ di continuo che per individuare le opportunita’, ad esempio servizi alternativi altamente paganti per la specifica impresa.

Questi esperimenti hanno avuto grande successo, ma:

  • Il semplice usare una parola legata alla storia buia dell’Europa – peraltro in un contesto chiaro – relativamente ad un articolo su un argomento molto di attualita’, ha comportato una diffusione del post quasi nulla

    Esperimento: dopo le elezioni in Austria e Repubblica Ceca ho trovato questa bandiera austriaca - voglio vedere cosa fa l'algoritmo di ricerca
    Esperimento: dopo le elezioni in Austria e Repubblica Ceca ho trovato questa bandiera austriaca – voglio vedere cosa fa l’algoritmo di ricerca
  • Le elezioni in Austria. Trovare qualcosa di soddisfacente (ricerca Google) sui risultati dopo gli spogli e’ stato estremamente difficile, le pagine online dei media italiani hanno dato risultati ancora piu’ deludenti – e spesso con risultati vecchi e non definitivi; viene quasi da pensare che le elezioni non siano mai veramente esistite
  • Le elezioni in Repubblica Ceca. Situazione simile a quella austriaca; ad oggi (domenica) Google non da’ risultati di oggi sul risultato principale (Tutti). Il primo risultato di oggi nella sezione Notizie e’ relativo a Elezioni parlamentari in Repubblica Ceca: voto di protesta, confusione e populismo, dove si puo’ leggere: […] Le elezioni si sono svolte in una atmosfera caratterizzata dalla preoccupazione, se non dal terrore, per le immigrazioni. Una paura “caricata” dai media e da alcuni personaggi, perchè di fatto i richiedenti asilo in Repubblica ceca sono solo poche decine. Soprattutto argomenti degli ultimi mesi sono stati l’indagine giudiziaria su Babis, sospettato di essersi appropriato indebitamente di fondi europei per le sue aziende, e lo scandalo che coinvolge il ministro socialdemocratico dell’industria che ha concesso ad un prezzo bassissimo lo sfruttamento di giacimenti di litio ad una azienda australiana. L’aria che si respira è di confusione e preoccupazione. Secondo la rivista Reflex con la vittoria di Babis si va verso la perdita di libertà: “Ha vinto le elezioni il movimento antidemocratico di un agente dei servizi segreti comunisti slovacchi, bugiardo, manipolatore e ladro…” Secondo l’ex presidente della Repubblica e già presidente del consiglio V. Klaus non bisogna esagerare con queste interpretazioni ma certamente è stato un voto di protesta. Le organizzazioni per i diritti umani sono preoccupate non solo per la vittoria di Babis, considerato un uomo senza scrupoli, ma anche per il risultato ottenuto da Okamura, un partito islamofobo e contro i “dictat” di Bruxelles […]. Si tratta chiaramente di un articolo estremamente critico e poco neutro.

 

Come puo' la societa' di consulenza di internazionalizzazione aiutare veramente l'impresa?
Come puo’ la societa’ di consulenza di internazionalizzazione aiutare veramente l’impresa?

VENIAMO ALLE IMPRESE, ALLE SOCIETA’ DI CONSULENZA ED ALL’INTERNAZIONALIZZAIONE

Non entro nel dettaglio di campagne di marketing che hanno innescato – chiaramente non di proposito – reazioni estreme, campagne che sono state definite razziste. Campagne costate l’ira di dio e ritirate, campagne che hanno comportato scuse ufficiali e perdita mondiale di immagine, ecc. E’ ovvio che le societa’ di consulenza coinvolte hanno fatto degli errori, ma io mi chiedo: come e’ possibile evitare tali errori quando la campagna e’ a livello mondiale, chiaramente tarata sul prodotto, e si rivolge a milioni su milioni di persone con la loro sensibilita’?

E qui cominciano le complicazioni: internet e’ mondiale, e’ quindi evidente che l’uso di certi termini od immagini non e’ ben visto da qualche parte.

Mi chiedo quindi: vista la svolta “estrema” in una certa direzione (di pensiero) di Google degli ultimi tempi – con tanto di almeno una persona licenziata per avere espresso la sua opinione – non e’ che i miei articoli in inglese non siano piaciuti a qualcuno?

Non solo e’ mio diritto pormi questa domanda, non mi sembra una domanda oziosa. Come funziona, esattamente, l’algoritmo di Google? Nessuno lo sa, questo e’ il punto. Eppure, tale algoritmo decide del futuro di intere aziende – oltre, probabilmente, a quello di intere nazioni.

Mi chiedo: non e’ che a qualcuno non e’ piaciuto qualcosa nella mia analisi (magari quella su Charlottesville) e si e’ “lamentato” in qualche modo?

Google ed il sito Export OK - Strategia e Internazionalizzazione
Forse a causa anche della scarsa trasparenza dell’algoritmo di Google, mi pare che non abbia alcun senso quanto accade con il sito Export OK – Strategia e Internazionalizzazione

Mi spiace, ma il comportamento recente di Google quando si parla del sito Export OK non ha alcun senso – o perlomeno non lo ha per me. Devo quindi supporre che ci sia qualche altro fattore coinvolto.

E le aziende e le societa’ di consulenza per l’internazionalizzazione?

Molto semplice: se fanno il loro lavoro, e’ impossibile che qualcuno non si adombri da qualche parte – esattamente come io non posso fare analisi geopolitiche serie senza affrontare certi argomenti.

A questo punto, il lavoro della societa’ di consulenza diventa due cose:

  • Cercare di non fare “arrabbiare” nessuno – cosa onestamente ormai impossibile, a meno di scrivere solo banalita’
  • Correre dietro agli algoritmi di Google, Facebook, LinkedIn, ecc. Fare cio’ evitando penalizzazioni, quasi fossimo alla partita di calcio dei giovanissimi all’oratorio.

Un momento: e lo scopo principale, ovvero fare conoscere l’azienda sui mercati esteri?

Voglio ben vedere quanto tempo e margine di manovra resta all’azienda di consulenza una volta che ha soddisfatto i requisiti appena visti.

Attualmente l’impresa non sta facendo ne’ internazionalizzazione – sui socials e sul web – ne’ business. Sta spendendo soldi, tempo e fatica per correre dietro a Google ed ai socials; magari sta pure pagando per della pubblicita’, sempre seguendo le regole arbitrarie di Google ed analoghi.

Sono troppo duro? Sto semplicemente dicendo come stanno le cose, sto descrivendo una situazione purtroppo molto reale, una situazione che parla di un quasi monopolio di un fornitore di servizi – in realta’ di societa’ multinazionali che decidono cosa e come deve apparire, salvo modificare algoritmi, policies e quant’altro a loro completa discrezione. Questa situazione comporta spese e sforzi continui da parte delle imprese, che cosi’ hanno una distrazione continua dal loro scopo principale – fare business.

 

Cosa possono fare le societa' di internazionalizzazione ed i consulenti per le aziende che vogliono andare all'estero?
Cosa possono fare le societa’ di internazionalizzazione ed i consulenti per le aziende che vogliono andare all’estero?

INTERNAZIONALIZZAZIONE – COSA POTREBBERO FARE LE AZIENDE ED I CONSULENTI?

Mi pare evidente che Google e tanti social networks sono ormai piu’ una pietra al collo che un’opportunita’: indipendentemente dall’andamento, chiaramente destinato a peggiorare, non sono piu’ dei fornitori di servizi bensi’ i nuovi padroni delle aziende – e, secondo me, anche dell’opinione pubblica.

Che senso ha continuare a correre dietro a Google od ai soliti socials, peraltro ben sapendo che in ogni momento possono modificare la loro policy e/o il loro algoritmo?

Personalmente, pur continuando a studiare il comportamento di Google, Facebook, LinkedIn e quant’altro – non solo per me ma anche per le aziende che hanno bisogno di un consulente per l’internazionalizzazione – mi sto attrezzando per navigare in altri mari. Diciamocelo: come la PMI non ha bisogno dell’enorme mercato USA per vendere, bensi’ di un piccolo mercato che compri i suoi prodotti, la gran parte delle imprese non ha bisogno di raggiungere l’enorme spazio di Google o Facebook o LinkedInNon dico di trascurarli – tantomeno finche’ non si e’ a buon punto con le alternative – ma di concentrarsi su strumenti alternativi. Strumenti spesso – vedi ad esempio Pinterest – estremamente efficaci in alcuni settori e/o paesi esteri.

Alcuni di questi socials, ad esempio Tumblr, presentano tutta una serie di features che li rendono altamente appetibili sia per gli utenti che per le aziende che vogliono internazionalizzare. Nel caso specifico, abbiamo una piattaforma che e’ sia socials che blog – con possibilita’ molto migliori che non Facebook o Twitter. Eppure, normalmente i consulenti si concentrano sulle solite piattaforme; perdonatemi, ma a volte mi chiedo se cio’ non sia dovuto a pigrizia – sia dei consulenti che degli utenti.

Internet non e' solo Google ed alcuni socials - tempo che le societa' di consulenza di internazionalizzazione ne prendano atto
Internet e’ molto di piu’ di Google ed alcuni socials – tempo che le societa’ di consulenza di internazionalizzazione ne prendano atto

La’ fuori vi e’ un mondo di motori di ricerca, socials (settoriali o meno) e quant’altro. Un mondo frequentato da un numero totale enorme di persone e spesso con un CTR (se vogliamo chiamarlo cosi’) estremamente piu’ favorevole di quello di Google, Facebook e quant’altro. Si tratta solo di studiarlo, sperimentarlo – questo e’ compito dei consulenti di internazionalizzazione come me – ed utilizzarlo.

O preferite continuare a correre dietro ai soliti, sperando in (pressoche’ inutili) likes o in ormai inarrivabili posizioni in prima pagina su Google – cosa possibile, ma a quale prezzo/sforzo?

Mi piacerebbe proprio sapere – magari uno di questi giorni propongo un sondaggio – quante aziende hanno venduto all’estero solo grazie a Facebook, tanto per dirne una. O quanto alcune imprese hanno speso in ads su Facebook e Google, nonche’ qual’e’ stato il ritorno al netto degli sforzi e delle spese di ottimizzazione (per gli ads) del sito, della pagina Facebook, ecc. Giusto per essere chiaro: anch’io mettevo ads su Google – per l’internazionalizzazione – e spendendo pochissimo attiravo interesse; ma cio’ accadeva prima che l’internazionalizzazione diventasse trendy e tutti ci si fiondassero.

Non vedo l’ora di lanciarmi in un mondo non piu’ controllato da pochi noti, e di raggiungere partner e clienti fortemente motivati nel loro habitat naturale – ovvero dove il loro interesse e’ massimo.

E voi? Che fate, continuate a correre dietro ad una palla indirizzata da un arbitro che decide le regole a seconda di come si sveglia, che magari vi mette in panchina od addirittura in punizione?

La liberta' di pensiero, parola ed ironia e' sacra
La liberta’ di pensiero, parola ed ironia e’ sacra

Ps: diritto ironia, opinione e parola – cui non ho alcuna intenzione di rinunciare, per nessun motivo.

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