Il Grande Buco nell’Acqua – 2: L’Europa si sta Sparando sui Piedi

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Case study di internazionalizzazione e consulenza

In questa seconda parte, anche tramite ulteriori case studies, si analizzano i gravi errori dell’Europa in campo geopolitico – ma soprattutto le giustificazioni “morali” addotte – nonche’ le conseguenze sull’export. Cosa dovrebbero fare le aziende per muoversi all’estero nonostante i rischi rappresentati da decisioni nazionali – e/o europee – che le possono danneggiare, come nel caso delle sanzioni contro la Russia? Quale dovrebbe essere il ruolo delle societa’ di consulenza, ben al di la’ dei mitici voucher per l’internazionalizzazione?

Effetto sull'export e l'internazionalizzazione delle decisioni "morali"
Effetto sull’export delle decisioni “morali”

Le decisioni delle varie nazioni europee – e della UE – sono spesso basate non su solide analisi geopolitiche e sull’interesse nazionale e/o sulle opportunita’ di export delle proprie aziende, bensi’ su valutazioni “morali. Ho usato le virgolette perche’ la ratio di tali valutazioni sfugge ai piu’, imprenditori per primi.

Il problema? Tali valutazioni “morali” impattano in modo diretto le imprese che vogliono esportare ed internazionalizzare. Con l’aggravante che, perlomeno in Italia, le aziende – in particolare le PMI – fanno tantissimo affidamento su Enti governativi o simili per la loro opera di internazionalizzazione, o comunque su attori; vedi i voucher per l’internazionalizzazione, per i quali il MISE stabilisce quali societa’ di consulenza possano operare. Ovviamente, questo significa meno possibilita’ di export in mercati propizi e la possibilita’ che decisioni puramente politiche impattino pesantemente l’export aziendale.

A dire la verita’, in alcuni casi – vedi le sanzioni contro la Russia, le contro-sanzioni e le implicazioni indirette – le decisioni politiche hanno colpito in maniera estremamente pesante tutte le imprese, non solo quelle che si appoggiavano agli enti governativi. In questo caso, le sanzioni sono state la diretta conseguenza di valutazioni geopolitiche (peraltro americane, che pero’ la UE ha fatto proprie), tuttavia sono state giustificate attraverso il ricorso a motivazioni “morali”.

Le decisioni "morali" hanno ben poco a che fare non solo con la geopolitica, ma anche con l'internazionalizzazione e le consulenze ponderate
Le decisioni “morali” hanno ben poco a che fare non solo con la geopolitica, ma anche con l’internazionalizzazione e le consulenze ponderate

Come potete vedere, quindi, un’analisi delle valutazioni “morali” europee e’ assolutamente necessario – perlomeno per un consulente di internazionalizzazione che ha tra i suoi compiti quello di consigliare alle imprese come muoversi.

Per rendere la situazione piu’ chiara, mi riallaccio all’articolo precedente – Il Grande Buco nell’Acqua dell’Europa –1: Export e Geopolitica – ed al caso dell’Arabia Saudita, ed analizzo la situazione “morale” tramite altri case studies: Russia, Egitto, Ucraina, ancora una volta Turchia.

Case study sull'Europa, l'export e la geopolitica
La prima parte di questo articolo comprende vari case studies sull’Europa, l’export e la geopolitica

 

TRA CAPO E COLLO – COME LE DECISIONI POLITICHE HANNO COLPITO L’EXPORT DELLE IMPRESE

Comincio da alcuni esempi, una veloce carrellata prima di entrare nel vivo.

Tutto andava bene, in Veneto, tra le aziende dell’arredamento, della meccanica e dell’agroindustriale: migliaia di famiglie erano felici – le aziende presso cui lavoravano esportavano a piene vele in Russia, nel caso dell’arredamento i russi pagavano tutto prima della spedizione del materiale.

Politica estera della UE e sanzioni contro la Russia
La politica estera della UE e le sanzioni contro la Russia sono state un brutto colpo per parecchie aziende [figura ironica]

Poi e’ cominciata la “follia” delle sanzioni: all’epoca era stata prevista – vedi 5 Semplici Domande per Capire la Politica estera della UE – una perdita di 100 miliardi di euro per l’export e di 2 milioni di posti di lavoro in tutta l’Europa. In realta’, la reazione dei russi, il loro sforzo per diventare indipendenti (con conseguenti imitazioni del made in Italy, e relative conseguenze) ed il fiondarsi di Cina ed altri paesi stanno probabilmente causando perdite ben maggiori, senza contare la perdita definitiva di grandi mercati.

E l’Egitto? Sappiamo tutti come una gestione evidentemente puramente politica – ma, ancora una volta, ammantata di motivazioni “morali” – ha portato a pessimi rapporti con l’Egitto; l’export russo e di altri attori ringraziano. Che si trattasse probabilmente di motivazioni politiche legate al fatto che il governo di Al Sisi non piaceva – soprattutto all’amministrazione USA dell’epoca – o che praticamente niente sia stato fatto all’epoca per avere delle risposte da Oxford, l’Italia per prima (ma anche la UE) ne ha fatto una questione di principio.

Settore agroalimentare in Egitto
Quanto avvenuto con l’Egitto non ha alcun senso dal punto di vista dell’export – e nemmeno della Realpolitik e della geopolitica

 

IL “MORALISMO” A CORRENTE ALTERNATA DELL’EUROPA

Quello che mi stupisce sempre non sono le decisioni che impattano il futuro sia dei cittadini che delle aziende, in poche parole della nazione – basate su fattori “morali”, ovvero un qualcosa distante anni luce dalla Realpolitik di Bismarck, Realpolitik che ha garantito decenni di pace e benessere in Europa. Resto basito dalle basi di tali decisioni “morali”: come ho scritto nella prima parte di questo articolo,

[…]

Cio’ che e’ meno evidente e’ quanto sta accadendo in Yemen: in Europa quasi nessuno ne parla, ma la guerra di sauditi ed alleati contro le forze sciite – fondamentalmente, un capitolo della “guerra” globale tra sciiti e sunniti – sta causando gravi conseguenze umanitarie, conseguenze di cui nei paesi musulmani la popolazione parla parecchio. Ne’ si parla in Europa delle operazioni nelle aree sciite dell’est dell’Arabia Saudita.

Qatar, Arabia Saudita e la crisi in Medio Oriente
L’Europa sembra rifiutarsi di vedere la grave crisi che si sta sviluppando in Medio Oriente, a cominciare dalla situazione tra Qatar ed Arabia Saudita

Ma allora, di cosa parlano l’intellighenzia Occidentale ed i media?

Parlano del fatto che le donne saudite potranno guidare, dei progetti per un Islam piu’ moderato, ecc.

[…]

L’esempio citato e’ esemplificativo: i fattori “morali” presi in considerazione in Europa – ed in Occidente in generale – sono basati su “KPIs” (Key Product Indicators) che fanno sorridere.

Ora, non e’ certamente mia intenzione dire che i diritti delle donne non sono importanti; mi chiedo pero’ se e’ sensato misurare i fattori “morali” – nonche’ trarre conclusioni e prendere importanti decisioni per tutta la nazione – sulla base di simili KPIs.

L'influenza del petrolio arabo sull'immigrazione in europa e la Russia
Le esportazioni di petrolio dall’Arabia Saudita all’Europa sono in crescita

Secondo voi, ha un senso decidere tutta la politica estera europea (ed occidentale) verso l’Arabia Saudita sulla base di chi puo’ o non puo’ guidare, e sulle intenzioni relative al tipo di religione?

Ha senso valutare i rapporti internazionali sulla base di alcuni “valori” considerati fondamentali dal mainstream europeo, dimenticando valori basilari di livello ben superiore?

Purtroppo, e’ esattamente quello che sta succedendo: importanti decisioni – che impattano pesantemente non solo l’export, ma anche la vita di intere nazioni europee – vengono giustificate sulla base di fattori “morali” importanti per l’intellighenzia europea. Non c’e’ da stupirsi che i populismi siano in continua ascesa.

Ma la cosa va oltre: perche’ un evidente “accanimento” contro la Russia – giusto per fare l’esempio piu’ eclatante – ma invece di altri paesi niente, o quasi, viene detto?

Operazioni militari in Crimea
Operazioni militari in Crimea, fondamentale per la sicurezza delle rotte marittima dell’export russo – ora nuovamente russa (Kruscev l’aveva assegnata all’Ucraina) ed ulteriore causa di dissidi tra Ucraina e Russia

 

CASE STUDIES RUSSIA, UCRAINA, TURCHIA, EGITTO

Se dell’Arabia Saudita abbiamo tutto sommato gia’ trattato sia qui che nel precedente articolo, e’ il caso di approfondire qualche altro case study.

Cominciamo da Russia ed Ucraina.

In Russia le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, non ci sono problemi religiosi – salvo quelli legati al fanatismo islamico – e cosi’ via. Eppure, la Russia viene puntualmente additata come sotto lo standard “morale”. Trascurando il fatto che si tratta evidentemente di una miopia geopolitica colossale, viene da chiedersi perche’ la Russia si’ e l’Arabia Saudita – giusto per fare un esempio – no.

La risposta e’ molto semplice: i fattori “morali” europei sono quelli di intellighenzia e media, i fattori che abbiamo appena visto – non quelli che contano per l’uomo della strada.

Fare analisi geopolitiche per fare export in Turchia
Prima di esportare in Turchia, e’ assolutamente necessario fare una specifica analisi geopolitica e dei rischi

Se poi veniamo all’Ucraina, e la confrontiamo con la Russia, le domande si moltiplicano. La risposta e’ semplice: l’Ucraina e’ evidentemente considerata un asset Occidentale, un asset contro la Russia.

La Turchia?

Tutti sanno che la situazione e’ estremamente delicata, pero’ nessuno ne parla – al massimo vengono sollevate obiezioni su fattori “morali” chiaramente secondari (nel quadro generale, ma non per il mainstream, come abbiamo visto).

Del caso Egitto ho gia’ parlato in vari articoli, ma la domanda di fondo e’: ma come, Morsi – Fratellanza Musulmana – andava bene, invece un governo “laico” no? Il caso Regeni e’ noto, ma anche qui la domanda e’: in quanti paesi del Medio Oriente allargato le garanzie per detenuti, giornalisti, dissidenti, minoranze, ecc. sono ben peggiori di quelle in Egitto?

Internazionalizzazione di impresa ed export delle aziende
Talvolta, quando si sente parlare di Internazionalizzazione di impresa ed export delle aziende, pare quasi di stare su un altro pianeta

 

E LE AZIENDE DELL’EXPORT?

Quando scrivo che le imprese interessate ad esportare ed internazionalizzare dovrebbero fare anche valutazioni geopolitiche – o perlomeno rivolgersi ad una seria societa’ di consulenza – intendo dire che dovrebbero valutare anche i fattori di cui ho parlato finora, sia in questo articolo che in quello precedente.

Si’, lo so, e’ difficile trovare un consulente che valuti anche il sentimento popolare e quanto abbiamo appena visto. Eppure, il successo nell’export deriva dalla conoscenza.

La verita’ e’ che, mettendo insieme le analisi puramente geopolitiche con quanto abbiamo appena visto, e’ possibile fare delle previsioni non solo su dove esportare – od internazionalizzare – ma anche come; e’ possibile valutare i rischi – che in alcuni paesi saranno sempre maggiori di quelli politically correcte rendersi conto di quanto si possa contare sull’appoggio statale o para-stataleDiciamocelo: quanti hanno mai scritto – come ho piu’ volte fatto io, anche in tempi assolutamente non sospetti – che la Penisola Arabica (Arabia Saudita per prima) e’ a rischio di gravi sconvolgimenti politici?

Video – Voucher per l’Internazionalizzazione o Fiducia Personale?

L’azienda che fa export od internazionalizzazione deve cominciare a muoversi sulla base delle sue specifiche valutazioni, tenendo presente che decisioni ben sopra la sua testa (a livello di nazione od addirittura europeo) potrebbero addirittura rovinare tutto il suo lavoro. Ma penso che l’esempio delle sanzioni contro la Russia sia ormai marchiato a fuoco sulla pelle di molti imprenditori e lavoratori.

A mio avviso, c’e’ un’unica soluzione: l’export delle aziende deve diventare sempre piu’ “privato” – per approfondire questo argomento consiglio la lettura del mio articolo Internazionalizzazione di Impresa – Una Nuova Era.

Ora capite perche’ – al di la’ di altri fattori – sono molto critico del modo di operare di alcune societa’ di consulenza internazionale, nonche’ dei voucher per l’internazionalizzazione?

Temporary export manager ed internazionalizzazione
Non vi sono internazionalizzazione o temporary export manager – qui in versione scherzosa – che possano “tenere” senza una analisi di fattori come le decisioni politiche nazionali e/o europee

Per concludere, una valutazione a livello europeo: a mio avviso l’Europa – o meglio l’intellighenzia ed i media, che pero’ influenzano l’opinione pubblica – sta involontariamente danneggiando l’export delle proprie aziende; si sta sparando sui piedi, perche’ se le aziende soffrono, l’Europa vacilla.

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