Senza Gas e Senza Petrolio si Muore – Il Mondo delle Favole dell’Europa

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Rischi geopolitici e conseguenze sulle forniture di gas e petrolio in Europa

Quanto accaduto in Austria rivela la scarsita’ di riserve di gas di tanti paesi europei e la loro dipendenza da fonti estere per la sopravvivenza industriale del paese; dimostra inoltre il grave errore europeo di politica estera nei confronti della Russia e l’altrettanto grave errore di cercare di affidarsi sempre di piu’ al costoso e vulnerabile LNG (Liquified Natural Gas) che arriva principalmente dal Qatar ed al petrolio dell’Arabia Saudita – paesi ad elevato rischio geopolitico, il secondo dei quali sta chiaramente cercando di influire sulla politica interna di paesi europei. Mentre l’Europa pensa – giustamente – ad Industria 4.0, si rende vulnerabile ad elevati rischi geopolitici nonche’ ad un ritorno traumatico all’era pre-industriale. L’intellighenzia europea sta vivendo nel mondo delle favole.

Senza energia, nessun piano Industria 4.0 puo' salvare il sistema industriale europeo
Senza energia, nessun piano Industria 4.0 puo’ salvare il sistema industriale europeo

Sono sempre stato un sostenitore della necessita’ di ammodernare il sistema produttivo, ovviamente in condizioni di sicurezza – informatica per prima – e quindi vedo molto favorevolmente il piano nazionale italiano Industria 4.0. Cio’ che mi sembra sfugga all’intellighenzia europea e’ che nessuna fabbrica, fosse anche 1004.0, puo’ produrre senza energia – senza considerare che una popolazione al freddo non e’ esattamente produttiva.

Ritengo quindi – e da anni, come chi mi segue sa bene – che la politica estera europea sia assurda; la riprova di cio’ si e’ avuta in occasione dell’incidente a Baumgarten (Austria) che ha causato l’interruzione della fornitura di gas attraverso il gasdotto TAG – Trans Austria Gasleitung.

In poche parole: senza gas non funziona nulla che usi i gas, dalle turbine delle centrali al riscaldamento domestico.

So bene che RT e’ visto come una bestia nera in Occidente – effettivamente, ultimamente il numero di articoli “di parte” e’ aumentato – ma io trovo che vi siano molti articoli interessanti e ben fatti. Quindi oggi, per evitare di scrivere tutto il giorno, parto da uno di questi articoli: How long can Europe survive without Russian gas?

Il succo dell’articolo e’ molto semplice: in caso di interruzione del flusso di gas russo – interruzione che, come sappiamo, potrebbe avvenire per varie cause geopolitiche – l’Italia potrebbe resistere solo per due settimane prima di entrare in emergenza.

Senza il gas russo, restano il LNG del Qatar ed americano
L’Europa vive nel mondo dei sogni: senza il gas russo, restano il LNG del Qatar ed americano – molto piu’ costosi. Inoltre, il Qatar e’ ad elevato rischio geopolitico

 

LA DIPENDENZA DELL’EUROPA DAL GAS RUSSO – I NUMERI

Come puntualizza RT, la percentuale di importazioni di gas russo e’ pari al 37% per l’Italia, al 28% per la Germania – per cui vengono stimate tre settimane prima dell’emergenza – dal 41% al 45% per Slovenia, Grecia, Ungheria – con una stima di circa dieci giorni prima dell’emergenza. Se poi consideriamo la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Finlandia, ed i tre paesi baltici, la dipendenza dal gas russo sarebbe vicina al 100%.

L’assurdita’ della politica strategica dei paesi citati e’ evidente: nel migliore dei casi, ovvero la Germania, il paese potrebbe resistere solo tre settimane prima di entrare in emergenza. Come visto, non solo le cause geopolitiche, ma anche gli incidenti e/o sabotaggi e/o attacchi terroristici, possono interrompere il flusso di gas. Non riesco a concepire perche’ paesi come la Germania e l’Italia non abbiano previsto adeguate riserve strategiche: se bastano da due a tre settimane per entrare in emergenza, i paesi sono altamente vulnerabili.

Video – Qatari LNG deliveries to Europe down; volumes to Mideast, S Asia rise | Platts

 

LE ALTERNATIVE ED I RELATIVI RISCHI GEOPOLITICI

Al momento, le uniche vere alternative sono costituite dalla fornitura di gas via LNG – Liquified Natural Gas – che arrivi via mare dagli Usa o dal Qatar ; secondo RT, costerebbe dal 50% al 70% piu’ del gas russo.

Posto che le navi LNG e relativi impianti portuali sono altamente vulnerabili, resta il problema Qatar e Golfo Persico – per la crisi del Qatar, il gas e l’Arabia Saudita, vedi Il Qatar ed il Medio Oriente – L’Inferno Geopolitico. Non ripetero’ quanto scritto nell’articolo appena citato; voglio pero’ ricordare che la crisi tra Qatar ed Arabia Saudita e’ ampiamente riconducibile al gas del Qatar, nonche’ che non stimo come impossibile un tentativo saudita – ed eventualmente di alleati del regno – di impadronirsi del gas del Qatar.

Qatar, Arabia Saudita e la crisi in Medio Oriente
Il Qatar, l’Arabia Saudita e la crisi in Medio Oriente – quest’ultima sembra essere stata dimenticata dall’intellighenzia europea

Restando all’Arabia Saudita, penso che quanto scritto in L’Influenza del Petrolio Arabo sull’Immigrazione in Europa e la Russia completi il quadro: per fare un “dispetto” alla Russia, l’Europa si sta rendendo sempre piu’ dipendente da fonti energetiche a rischio; come non bastasse, sta erodendo sempre di piu’ la sua indipendenza di decisione nei confronti di attori esteri e non propriamente stabili – Arabia Saudita per prima.

Come non bastasse l’Italia – ma anche la UE – si e’ messa con le corna in croce con l’Egitto, dove e’ stato scoperto un mega-giacimento di gas in un prospetto esplorativo di cui l’ENI detiene il 100% del permesso.

Restano gli Stati Uniti, ovviamente, ma costituiscono solo il 6% di import di LNG, ovvero del gas via nave. Al di la’ del costo, c’e’ da considerare che secondo Gazprom [fonte: RT] nel 2016 la percentuale di russo nel mercato europeo e’ salita al 34%.

Il Qatar e le conseguenze della crisi nel Golfo Persico sull'export del gas e del petrolio
La crisi nel Golfo Persico ha grosse conseguenze sull’export del gas e del petrolio del Qatar

 

IL GAS, IL PETROLIO E LA “FOLLIA”GEOPOLITICA

Come ho scritto, non solo la Russia e’ ricchissima di gas e petrolio, e’ anche un paese stabile – per quello che puo’ esserlo qualunque paese di questi tempi – e facilmente raggiungibile. Se le alternative per il gas comportano elevati rischi geopolitici, quelle per il petrolio non e’ che siano molto migliori. Alla fin fine, si torna sempre allo stesso posto: il Golfo Persico.

Ora, fare affidamento per la sopravvivenza – senza energia non c’e’ sopravvivenza – dell’Europa sui paesi dell’area mi sembra pura follia, soprattutto quando vi e’ un’alternativa affidabile vicina.

Un continente come l’Europa, con poche fonti energetiche, dovrebbe fare il possibile per assicurarsi forniture di gas e petrolio affidabili, nonche’ per stringere rapporti di amicizia con chi puo’ assicurare tali forniture. Cosa abbia invece fatto la UE negli ultimi anni, lo sanno tutti: un continuo tentativo di peggiorare le relazioni, sia politiche che economiche, con la Russia.

Politica estera della UE e sanzioni contro la Russia
Conseguenze sull’industria europea della politica estera della UE e delle sanzioni contro la Russia?

Semmai l’Europa avrebbe dovuto fare il contrario: una politica di amicizia verso la Russia, usando i paesi arabi come fonte alternativa.

Diciamocelo: grazie alla politica estera della UE, il futuro dell’Europa e’ ormai nelle mani di pochi paesi arabi – Arabia Saudita per Prima.

Per di piu’, non e’ nemmeno necessario che la Russia blocchi il flusso del gas: come gia’ accaduto, l’Ucraina puo’ causare grossi problemi. Ebbene, la UE (e gli USA) hanno chiaramente favorito l’ascesa di un governo ucraino ostile alla Russia – conosciamo tutti le conseguenze di tale miopia geopolitica.

Alla UE sarebbe convenuto un’Ucraina neutrale, ha invece voluto tentare di portare nell’orbita Occidentale un paese ideale come stato cuscinetto – ha creato un acerrimo nemico della Russia direttamente ai confini russi.

La realta' parla di dipendenza da petrolio e gas estero, di terrorismo, immigrazione, ecc.
La realta’ parla di dipendenza da petrolio e gas estero, di terrorismo, immigrazione, ecc. L’intellighenzia ed i media di cosa parlano?

 

VULNERABILITA’ E PAESE DELLE FAVOLE

Resta un fatto incontrovertibile: il LNG costituisce un fattore dell’equazione estremamente vulnerabile – attacchi agli impianti, ai porti, alle navi, per non parlare dei letali sommergibili e missili moderni di cui ormai qualunque paese puo’ disporre. Giusto per chiarire: l’esplosione di una nave LNG in porto avrebbe conseguenze catastrofiche.

I gasdotti, come visto con l’incidente – ammesso che sia un incidente – in Austria, sono comunque vulnerabili.

Come ho scritto all’inizio, Industria 4.0 e’ positiva, ma senza fonti energetiche – e con riserve chiaramente ridotte – un paese non puo’ sopravvivere senza petrolio e/o gas.

L'influenza del petrolio arabo sull'immigrazione in europa e la Russia
L’Europa non puo’ sopravvivere senza petrolio e gas – le scelte in materia non possono non avere conseguenze anche sulla politica interna

La verita’ e’ che l’Europa e’ estremamente vulnerabile:

  • Si e’ inimicata io fornitore piu’ affidabile; per inciso, persiste pure
  • Si sta rendendo sempre piu’ dipendente da fonti piu’ costose, molto piu’ instabili, molto piu’ interessate ad influire sulla politica interna dei paesi europei
  • Ha dimostrato di potere resistere giorni o poche settimane prima di entrare in emergenza energetica
  • Le forniture di gas sono comunque vulnerabili da parte di paesi terzi (vedi l’Ucraina nel caso della Russia, o l’Arabia Saudita e gli alleati nel caso del Qatar) che sono apertamente ostili ai fornitori. Al di la’ di altre considerazioni, il riavvicinamento tra Russia e Turchia e’ un fattore positivo per l’Europa – altrimenti avremmo un altro attore terzo del tipo appena visto
L'infrastruttura del gas e' altamente vulnerabile agli attacchi - l'Isis potrebbe decidere di attaccare obiettivi strategici oltre a quelli civili
Non solo i civili sono a rischio. L’infrastruttura del gas e’ altamente vulnerabile agli attacchi – l’Isis potrebbe decidere di attaccare obiettivi strategici oltre a quelli civili
  • Tutta l’infrastruttura (terrestre o navale che sia) del gas e’ altamente vulnerabile ad attacchi terroristici – un’organizzazione diffusa in tutta Europa e con caratteristiche tipiche della guerriglia come l’Isis potrebbe mettere in ginocchio l’Europa con poche azioni mirate.

Industria 4.0 e’ positiva, ma se qualcuno pensa di lanciare l’Europa nel futuro solo con l’informatica – ovvero senza garantire la sicurezza energetica – vive nel mondo delle favole, soprattutto se non pone in essere un piano di protezione informatica. Ma per questo rimando a Cyberwar, Cyberguerrilla e le Conseguenze sulle Imprese e l’Export.

Forse e’ giunto il momento di dire la verita’ alla popolazione, ovvero che l’Europa non e’ piu’ in grado di agire indipendentemente, che non ha la sicurezza energetica, che in poche settimane parecchi paesi potrebbero ritrovarsi all’era pre-industriale. E tutto cio’ senza bisogno di guerre, o che, in Europa.

Cyberwar e cyberguerrilla potrebbero paralizzare il sistema industriale di un intero paese
Cyberwar e cyberguerrilla potrebbero paralizzare il sistema industriale di un intero paese – che comunque non puo’ funzionare senza energia

Non si puo’ porre rimedio ad un problema senza riconoscere che esiste e senza riconoscere gli errori fatti.

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