Cina

Il Grande Buco nell’Acqua dell’Europa – 1: Export e Geopolitica

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Case study sull'Europa, l'export e la geopolitica

Cosa sta accadendo – in modo peraltro assolutamente prevedibile – nel mondo? Quali sono i nuovi attori e come si stanno muovendo? Quali sono le conseguenze geopolitiche ed economiche, in particolare sull’export delle aziende europee?
Come gestisce i rapporti internazionali con altri paesi l’Europa, quali sono le gravi “colpe” dell’intellighenzia europea e dei media – e di conseguenza dell’opinione pubblica?
Tramite alcuni case studies, in questo primo articolo si parte dal particolare – Arabia Saudita, Iran, Turchia, Cina, India, eccetera – per fare un’analisi generale.

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Export ed Internazionalizzazione – Strategia o Avventura?

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Export, internazionalizzazione e strategia Questa settimana ho avuto uno scambio di idee su un social network – argomento: Cina ed export.

Si e’ trattato di uno scambio estremamente cortese, ma da cui e’ trasparito un modo totalmente diverso di vedere le cose: da un lato una persona che sosteneva che il mio articolo Perche’ sono stati Ignorati i Dati di Export ed Import? Le Conseguenze della Crisi Cinese era superato, nonche’ che i cambiamenti in Cina sono molto veloci e che i suoi molti viaggi in Cina confermano la bonta’ delle sue posizioni; dall’altro, io sostenevo che:

  • Visto che le previsioni sono state azzeccate e le considerazioni sono pienamente attuali – perfino piu’ di tante analisi recentissime – il mio modo di ragionare doveva essere corretto
  • L’articolo e’ ancora molto attuale e che le considerazioni sull’inquinamento, la situazione generale della popolazione cinese, la scarsita’ di riserve idriche, la Siberia, ecc. non riguardano assolutamente cambiamenti di brevissimo periodo
  • Che quindi i miei ragionamenti a lungo termine – ovvero cio’ di cui hanno bisogno le imprese prima di cominciare a viaggiare – sono la strada giusta.

Ma quello di cui mi preme parlare non e’ tanto chi avesse ragione o meno, quanto che la discussione ha portato alla luce l’esistenza di due modi totalmente diversi di fare export ed internazionalizzazione, ovvero:

  • Export ed internazionalizzazioneChi – come il mio interlocutore – ragiona “al momento”, senza fare considerazioni su dove stia andando il paese oggetto di export od internazionalizzazione; inoltre, ritiene che fare moltissimi viaggi sia il succo dell’internazionalizzazione – nonche’ che tali viaggi siano la riprova della bonta’ dell’approccio e della conoscenza del paese.
  • Chi – come me – ritiene che le cose si misurano in base alla qualita’ (ad esempio dei viaggi) e non alla quantita’, nonche’ che si debba partire da analisi di medio-lungo periodo e sviluppare una strategia aziendale e di internazionalizzazione (e/o export) adeguata; personalmente, sono convinto che i viaggi (che implicano costi e tempo) debbano essere estremamente mirati e strettamente dipendenti dalla strategia aziendale. In poche parole, ritengo che in presenza di troppi viaggi ci sia qualcosa che non va. Per finire, sono piu’ che convinto che il non considerare le analisi a medio-lungo periodo sia non solo la ricetta per il disastro, ma anche il modo piu’ sicuro per non comprendere la mentalita’ profonda del paese – o perlomeno della classe dirigente/economica/aziendale.

Cio’ detto, mi risulta impossibile concepire export ed internazionalizzazione in Cina senza tenere presente che le considerazioni strategiche di lungo periodo hanno sempre avuto (ed hanno) una parte di primo piano in Cina: basta ricordare Sun Tzu e gli altri maestri, nonche’ la preminenza che ancora hanno nel pensiero politico, economico, ecc. cinese? Continua a leggere

Il Mondo Dopo le Elezioni USA – Un’Analisi Geopolitica: Parte 2, Il Resto del Globo

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Usa di Trump - analisi geopolitica del resto del globo SVILUPPI GEOPOLITICI IN UE ED EUROPA – LA CRISI DELLE ELITES

La situazione geopolitica e’ destinata a mutare radicalmente: gia’ prima delle elezioni americane, il vento del populismo/nazionalismo soffiava molto forte; la disfatta subita dalle schiere dell’elitismo/mondialismo con la Brexit e’ stata devastante, ancora di piu’ perche’ i primi dati dopo la Brexit erano molto positivi per gli UK – vedi Imprese – Export ed Internazionalizzazione nel Post Brexit.

Il punto di controllo dopo per capire come tira il vento e’ stato il 04.12.16, con il referendum costituzionale italiano: come avevo previsto (nella versione originale di questo articolo) il voto e’ stato influenzato ben poco dalle posizioni dei partiti, ma molto dal sentimento popolare. L’Italia e’ un paese dove l’influenza (e perfino l’uso) di internet e’ ancora limitata, mentre l’influenza dei media e’ notevole – come avevo previsto, il risultato e’ stato una vittoria netta del ‘no’.

Rischi geopolitici per le imprese in Europa - avanzata del populismo e del nazionalismoIn generale, assisteremo ad un’ulteriore avanzata del populismo/nazionalismo in tutta Europa.

Per quanto riguarda la UE, il presidente della Commissione Europea ha assunto una posizione di denial relativamente alle elezioni americane; le posizioni di altri leaders come Frau Merkel ed Macron sono forse piu’ diplomatiche, ma penso che non cambi molto.

Ritengo che il volere ostinarsi a proseguire sulla strada dell’elitismo/mondialismo, nonostante l’elezione di Trump ed il sentimento popolare europeo, portera’ – in tempi non definiti – al collasso della UE.

Per quanto riguarda le imprese, vedremo se la UE continuera’ a seguire gli USA sulla strada di sanzioni e quant’altro contro la Russia – al momento non pare molto favorevole. Da questo punto di vista, l’elezione di Donald J. Trump e’ stata molto meno positiva di quanto avevo previsto; e’ infatti evidente che, nonostante le intenzioni di Trump (il cui “peso” nel governo degli Stati Uniti sembra sempre piu’ leggero), gli USA non hanno alcuna intenzione di cambiare strada.

Il “peso” sempre piu’ leggero di Trump significa che, contrariamente alle previsioni di mesi fa, non finira’ la corsa all’invio di forze militari NATO in Est Europa; invece l’Ucraina sembra piu’ disposta a trovare una soluzione con la Russia. La fine della propaganda (la famosa ‘aggressione russa’ che non si e’ mai verificata se non nei discorsi propagandistici) non si e’ verificata, sempre per via della grande debolezza dell’amministrazione Trump   quindi un rasserenamento anche nei rapporti tra i paesi nordici e la Russia resta dubbio. Continua a leggere

Conseguenze per l’Export del Declino USA nel Pacifico Sud-Occidentale

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Questo articolo ha previsto il futuro: il peggioramento delle relazioni tra USA e Filippine, con conseguente peggioramento della posizione geopolitica americana nel Pacifico Sud-Occidentale; la crisi tra USA e Cina nel Mar Cinese Meridionale; una nuova situazione per l’export occidentale.

Le Filippine, gli USA, la Cina e l'exportIn Europa, ben poco risalto e’ stato dato ad un fatto molto recente: le Filippine, fino a “ieri” quasi una dependance degli USA in politica estera nonche’ un baluardo contro la Cina, sono passate armi e bagagli dalla parte della Cina e ricevono armi dalla Russia; il presidente Duterte e’ arrivato a definire – in due diverse occasioni – Obama ‘figlio di puttana’ (‘son of a whore‘).

La cosa non si ferma certamente all’aspetto pittoresco, perche’ Duterte si e’ dato da fare per una partnership, non solo economica ma anche militare, con la Cina. Probabilmente, le Filippine hanno gia’ stretto importanti accordi – con conseguenti finanziamenti cinesi – con la Cina.

Per quanto le Filippine abbiano poi cercato di stemperare la situazione, e’ evidente che qualcosa di storico sta accadendo – per inciso, l’ambasciatore Russo a Manila e’ stato molto veloce nell’offrire assistenza e cooperazione alle Filippine.

Occorre ricordare che anche la presenza americana in Giappone – ed in particolare ad Okinawa – e’ oggetto di contestazioni popolari sempre piu’ decise.

Per quanto riguarda Taiwan, contemporaneamente alla crescente potenza economica e militare cinese si e’ assistito – per parecchi anni – ad una notevole riluttanza degli Stati Uniti (e non solo, viste le pressioni cinesi) a fornire armi moderne, cosicche’ molti stimano che la Cina sia ora in grado di prendere Taiwan con la forza delle armi.

Export UE ed USA nel Mar Cinese MeridionaleMa quali sono le conseguenze per gli USA nel Pacifico, nonche’ per la situazione geopolitica e la stabilita’ dell’intera area? E per l’export in una buona fetta dell’Asia?

E per la UE e le imprese europee dell’export? Ricordo che la UE, come suo solito, non e’ riuscita a stare zitta e non ha perso l’occasione di criticare la politica anti-droga dell’attuale amministrazione filippina – con conseguenti strali (formato basilica) da parte di Duterte. Continua a leggere

Export ed Internazionalizzazione – La UE ha Altro per la Testa

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Export, internazionalizzazione ed UEDi solito nessuno ci fa caso, ma e’ evidente che:

  • La Cina sta investendo capitali enormi in infrastrutture all’estero, al fine di favorire l’export dei suoi prodotti e l’internazionalizzazione delle sue imprese; a tale proposito, vedi l’articolo sulla Nuova Via della Seta e sulla Via della Seta Marittima – La Nuova Via della Seta – La Fine dell’Export UE.
  • La UE sta investendo pesantemente nei cosiddetti corridoi/assi; tuttavia, diversamente dal caso cinese, tali infrastrutture hanno piu’ fini “interni” che “esterni” – in poche parole, sono ben lontani dal concetto cinese di penetrazione commerciale, concetto che comprende ben piu’ di semplici vie di comunicazione.

Del resto, la politica (e le spese abnormi) UE a favore dell’immigrazione, nonche’ la precedenza spesso data a fattori certamente non commerciali, non sono esattamente l’ideale per progetti a tutto tondo di export ed internazionalizzazione.

Ne’ aiuta una politica estera chiaramente a rimorchio di quella delle amministrazioni USA, con conseguenti rapporti in costante peggioramento con la Russia: l’export delle imprese EU verso la Russia e l’Asia Centrale ne risente molto – la situazione non e’ destinata a migliorare. Continua a leggere

Russia – Il Mercato per Chi fa Internazionalizzazione

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Internazionalizzazione ed export in RussiaCominciamo da una notizia di cui poco-niente hanno detto i media occidentali: la Russia ha deciso delle limitazioni molto strette sull’importazione – da parte delle aziende di stato o supportate dallo stato – di apparecchiature elettroniche, meccanica, apparati medicali, software, ecc.

In poche parole, per quanto riguarda prodotti come computers, cellulari, TV, monitor, ecc., le restrizioni verranno applicate quando partecipino all’offerta almeno due aziende russe o dell’Unione Economica Eurasiatica – per la UEE, vedi PMI ed Export – Eurafrica od Eurasia?

Gia’ in precedenza vi erano limiti sull’import di software: prima di acquistare SW straniero, deve essere consultato un registro speciale – non vi deve essere un produttore russo in grado di produrre software equivalente.

Vi sono poi limiti sull’ingegneria meccanica, gli apparati medicali, il settore della difesa, ecc.

Piccola e media impresa meccanica ed internazionalizzazione di impresa

Credere che questo non sia solo l’inizio, o che non sia legato alla politica estera UE/USA ed all’attacco (politico) in atto contro la Russia in Siria, sarebbe pure follia.

La nota positiva?

Le restrizioni non si applicano a cio’ che viene prodotto in Russia – e verosimilmente nell’Unione Economica Eurasiatica (UEE). Nel dettaglio: ‘… Un apparato elettronico puo’ essere riconosciuto come russo, se viene prodotto come parte di un contratto tra il produttore e la Russia o se la produzione e’ localizzata nel paese – An electronic device can be recognized as Russian, if it is produced as part of a contract between the producer and Russia or if the production is localized in the country …’

In poche parole non stiamo parlando di export, ma di internazionalizzazione; non stiamo certamente parlando di Eurafrica, ma di Eurasia.

Sfortunatamente, la politica estera Occidentale degli ultimi anni e’ stata (ed e’) suicida dal punto di vista dell’export in Russia ed Asia – e segnatamente nella UEE; se poi consideriamo l’Italia, vi e’ evidentemente una “fissazione” per l’Africa che arriva a sfiorare l’assurdo. Continua a leggere

La Nuova Via della Seta – La Fine dell’Export UE

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La nuova Via della seta e l'export della CinaTutti hanno sentito parlare della Via della Seta, ma ben pochi hanno sentito parlare della Nuova Via della Seta – ed ancora meno della Nuova Via della Seta Marittima.

L’impatto sul mondo del commercio in generale, e soprattutto sull’export e l’internazionalizzazione, in particolare della Nuova Via della Seta, e’ destinato ad essere enorme: peccato (per le imprese UE) che si tratti di un ambizioso progetto cinese destinato a favorire – oltre all’influenza geopolitica – l’export e l’internazionalizzazione cinese; peccato che la Nuova Via della Seta abbia lo scopo di penetrare (anche) il mercato UE per via di terra.

Perche’ anche? Continua a leggere