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100 Post di Export OK – Strategia e Internazionalizzazione

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Export manager, geopolitica e strategie di internazionalizzazione

100 post di Export OK, il blog dedicato ad export, internazionalizzazione, geopolitica, strategie di internazionalizzazione e – naturalmente – export manager, temporary o meno.

 

Temporary export manager, geopolitica e strategie di internazionalizzazione
Il temporary export manager ha bisogno di conoscere la geopolitica e le  strategie di internazionalizzazione per potere aiutare le imprese

Questo e’ il post numero cento di Export OK: il primo post e’ del 4 giugno 2015 – aggiornato poi nel 2017.

100 post sono una grande soddisfazione, anche perche’ vi sono ben pochi blog dedicati ad export, internazionalizzazione, geopolitica e strategie di internazionalizzazione – anzi, che io sappia proprio nessuno. Vi sono vari siti commerciali dedicati ai temporary export manager, ma che io sappia non ve ne sono di dedicati agli export manager che vogliono sapere come muoversi nel complesso mondo odierno.

Nel corso di questi 100 post ho ricevuto numerosi attestati di stima ed incoraggiamenti a continuare: grazie a tutti coloro – e sono veramente tanti – che mi hanno sempre sostenuto.

Grazie anche ai miei numerosi lettori, molti dei quali sono diventati followers – sia direttamente sul blog che via e-mail.

Con questi 100 post, spero di avere aiutato le imprese, soprattutto le PMI e le aziende del made in Italy, a trovare la loro strada nel mondo.

E naturalmente, ecco la sitemap con i link a tutti e cento i post:

https://exportok.com/sitemap/

Brexit, la UE ed il Futuro dell’Europa

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Brexit, UE ed il futuro dell'Europa

Nota: questo articolo, nella sua forma originaria, era stato scritto prima del referendum sulla Brexit – l’ho aggiornato ma ho lasciato le previsioni originali, perche’ dimostrano che molte cose sono prevedibili grazie ed opportune analisi geopolitiche.

Di Brexit ho gia’ scritto a suo tempo, ma si trattava di un articolo – Brexit – Il Futuro delle PMI nella UE – che si concentrava sull’aspetto aziendale.

Stavolta vorrei concentrarmi sulla UE, ma non solo: mi interessa analizzare dove potrebbe andare l’Europa – cosa diversa dall’Unione Europea – partendo dalle informazioni che la vittoria del leave al referendum (ma anche, e soprattutto, il suo approssimarsi) sulla Brexit ha rivelato.

In particolare, alcune reazioni di premier della UE alla Brexit mi hanno stupito: qualcuno ha parlato di rappresaglia in caso il Regno Unito fosse uscito dall’Unione Europea ed avesse cominciato ad operare indipendentemente dalla UE nel campo immigrazione: ‘… The Dutch prime minister says EU would be forced to retaliate against migration controls …’

Onestamente, non credevo che il termine rappresaglia potesse essere usato nei confronti di chi democraticamente sceglie di andarsene e seguire la sua strada – perlomeno non all’infuori di certi ambiti di cui tutti abbiamo sentito parlare.

Il presidente degli USA aveva dichiarato – per inciso in Inghilterra – che, in caso di Brexit, il Regno Unito sarebbe stato ‘in fondo alla coda‘ per ogni accordo commerciale con gli Stati Uniti. Sappiamo bene che la vittoria di Donald J. Trump alle elezioni presidenziali americane del 2016 ha poi portato ad un drastico cambio di prospettiva.

Unione EuropeaQuest’ultimo esempio e’ particolarmente utile, perche’ dimostra che coloro che sono interessati ad una UE “senza defezioni” sono molti, e certamente non solo europei.

In poche parole, molti hanno deciso come deve essere il futuro dell’Unione Europea – molti di questi non sono europei.

Ma che ne pensano gli europei? E cosa dovrebbero sapere gli export manager? Continua a leggere