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Export OK – 2 Anni di Blog su Strategia e Internazionalizzazione

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Blog Export OK - Strategia e Internazionalizzazione
Il blog Export OK – Strategia e Internazionalizzazione compie due anni

Esattamente due anni fa, Il 4 giugno 2015, ho pubblicato il primo articolo su questo blog: Export OK – Strategia e Internazionalizzazione.

Internazionalizzazione delle PMI, strategia e geopolitica
La prima fotografia – dal primo articolo: L’Internazionalizzazione delle PMI, la Strategia e la Geopolitica

Due anni di articoli tecnici non solo su export ed internazionalizzazione, ma anche sulla geopolitica; parecchie previsioni – anche con parecchi mesi di anticipo – di eventi che stanno cambiando la storia del globo.

Il mitico primo articolo si intitolava L’Internazionalizzazione delle PMI, la Strategia e la Geopolitica.

Questo e’ l’articolo numero 94: quasi 100 articoli – e decine di revisioni degli articoli gia’ scritti – in due anni rappresentano un risultato di cui sono fiero, soprattutto perche’ sono stati ripubblicati altrove ed hanno ricevuto un’accoglienza estremamente positiva.

Ho ricevuto decine di complimenti ed incoraggiamenti a continuare, sia pubblicamente che privatamente. Parecchie sono le persone che si sono iscritte a questo blog, soprattutto via e-mail.

Mi piace scrivere – questo blog e’ nato per passione.

Voglio pero’ ringraziare tutti voi, i miei affezionati lettori – senza di voi, e soprattutto del vostro continuo apprezzamento, non sarei mai arrivato a ben 94 articoli.

Grazie a tutti!

Export ed Internazionalizzazione – Strategia o Avventura?

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Export, internazionalizzazione e strategia Questa settimana ho avuto uno scambio di idee su un social network – argomento: Cina ed export.

Si e’ trattato di uno scambio estremamente cortese, ma da cui e’ trasparito un modo totalmente diverso di vedere le cose: da un lato una persona che sosteneva che il mio articolo Perche’ sono stati Ignorati i Dati di Export ed Import? Le Conseguenze della Crisi Cinese era superato, nonche’ che i cambiamenti in Cina sono molto veloci e che i suoi molti viaggi in Cina confermano la bonta’ delle sue posizioni; dall’altro, io sostenevo che:

  • Visto che le previsioni sono state azzeccate e le considerazioni sono pienamente attuali – perfino piu’ di tante analisi recentissime – il mio modo di ragionare doveva essere corretto
  • L’articolo e’ ancora molto attuale e che le considerazioni sull’inquinamento, la situazione generale della popolazione cinese, la scarsita’ di riserve idriche, la Siberia, ecc. non riguardano assolutamente cambiamenti di brevissimo periodo
  • Che quindi i miei ragionamenti a lungo termine – ovvero cio’ di cui hanno bisogno le imprese prima di cominciare a viaggiare – sono la strada giusta.

Ma quello di cui mi preme parlare non e’ tanto chi avesse ragione o meno, quanto che la discussione ha portato alla luce l’esistenza di due modi totalmente diversi di fare export ed internazionalizzazione, ovvero:

  • Export ed internazionalizzazioneChi – come il mio interlocutore – ragiona “al momento”, senza fare considerazioni su dove stia andando il paese oggetto di export od internazionalizzazione; inoltre, ritiene che fare moltissimi viaggi sia il succo dell’internazionalizzazione – nonche’ che tali viaggi siano la riprova della bonta’ dell’approccio e della conoscenza del paese.
  • Chi – come me – ritiene che le cose si misurano in base alla qualita’ (ad esempio dei viaggi) e non alla quantita’, nonche’ che si debba partire da analisi di medio-lungo periodo e sviluppare una strategia aziendale e di internazionalizzazione (e/o export) adeguata; personalmente, sono convinto che i viaggi (che implicano costi e tempo) debbano essere estremamente mirati e strettamente dipendenti dalla strategia aziendale. In poche parole, ritengo che in presenza di troppi viaggi ci sia qualcosa che non va. Per finire, sono piu’ che convinto che il non considerare le analisi a medio-lungo periodo sia non solo la ricetta per il disastro, ma anche il modo piu’ sicuro per non comprendere la mentalita’ profonda del paese – o perlomeno della classe dirigente/economica/aziendale.

Cio’ detto, mi risulta impossibile concepire export ed internazionalizzazione in Cina senza tenere presente che le considerazioni strategiche di lungo periodo hanno sempre avuto (ed hanno) una parte di primo piano in Cina: basta ricordare Sun Tzu e gli altri maestri, nonche’ la preminenza che ancora hanno nel pensiero politico, economico, ecc. cinese? Continua a leggere