I Media, i Socials e la Brexit

Postato il Aggiornato il

Mass media, socials e Brexit

Alcuni fatti mi hanno spinto a parlare di media, social networks e Brexit; in realta’ si tratta di un discorso piu’ generale e che non si ferma certamente alla Brexit, ma l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e’ il punto di partenza ed il fulcro dell’articolo.

Ritengo che ormai non si possano piu’ separare in maniera netta i media dai socials – del resto, i principali mass media sono presenti in modo massiccio sui social networks.

Tanto tempo fa ho imparato che la verita’ si vede nei momenti di crisi e di tensione per gli attori coinvolti: e’ evidente che prima del referendum per la Brexit – e l’allora gia’ apparente vantaggio crescente per il campo del leave – avevano posto parecchie organizzazioni e persone in uno stato non solo di grande tensione, ma spesso anche di panico. Insomma, questo e’ il momento ideale per fare un’analisi.

Come background per questo articolo, consiglio la lettura di Brexit, la UE ed il Futuro dell’Europa, originariamente scritto prima della Brexit ma che ho aggiornato.

 

Linkedin e Brexit
Linkedin e la Brexit

LINKEDIN E LA BREXIT

Sono rimasto molto deluso da Linkedin, tanto che ho deciso di non postare (se non per il SEO) piu’ i miei articoli su Pulse, l’area del social network dedicata ai post – una sorta di blog interno a Linkedin.

I motivi?

  • La piattaforma ha possibilita’ molto limitate e non consente di pubblicare posts di qualita’ grafica adeguata; inoltre, la grafica di Pulse e’ cambiata – sinceramente, e’ diventata molto scadente ed estremamente sgradevole
  • Non era possibile scegliere keywords diverse da quelle gia’ previste da Linkedin – al di la’ della limitazione assurda, questo mi ha sempre portato a pormi una semplice domanda: chi decideva quali keywords potevano essere utilizzate?
  • Ogni tanto, c’e’ un’ulteriore riduzione del numero di persone che vedono gli articoli. Come non bastasse, a fronte di articoli con piu’ del 30% di likes, la diffusione e’ restata ridicola 
  • Brexit, linkedin ed i social mediaDopo un mese in cui non avevo postato nulla (per i motivi gia’ visti), ho postato un altro articolo – nel corso di vari giorni e’ stato visto da 15 persone, una cosa sinceramente “assurda”. L’articolo, che parla anche di aspetti allarmanti, e’ questo: Social Media e Facebook – Aspetti Geopolitici
  • Poco prima del referendum sulla Brexit sono andato su Pulse … e mi sono ritrovato come prima proposta una editor’s choice – in poche parole, un dipendente di Linkedin aveva deciso che tale articolo (sulla Brexit) era migliore degli altri
  • L’articolo di cui sopra era di una qualita’ (dello stesso parere erano molti dei commentatori) che oserei definire abysmal; inoltre, si trattava di un articolo scritto da un non inglese ed apertamente a favore del campo del remain – qualcosa del tipo che in caso di Brexit l’innovazione potrebbe risentirne.

In poche parole, mi sembra evidente che quello che dovrebbe essere un social professionale abbia preso una posizione precisa – ovvero decisamente contrario alla Brexit.

Quello che fa pensare e’ che non credo che questa presa di posizione sia un caso: l’influenza dei social networks e’ ormai perlomeno pari se non superiore a quella dei media.

social networks, Linkedin e BilderbergAltra notizia che riguarda Linkedin: il co-fondatore e presidente esecutivo era tra gli invitati al Bilderberg di Dresda.

Al di la’ di ogni considerazione sul Bilderberg – il Guardian, quasi unico tra i media principali, ha pubblicato un lungo articolo di analisi cui rimando, Bilderberg in Dresden: an innocent conference or conflict of interests?e’ evidente l’importanza che viene ascritta ai social media, ed a Linkedin in particolare.

Fatto sta, che perfino il social network professionale per eccellenza e’ evidentemente diventato ben piu’ di un social: come tutti gli altri socials, e’ anche un veicolo tramite cui e’ possibile influenzare – esattamente come i mass media.

 

GLI ALTRI SOCIALS – FACEBOOK

Prima della Brexit ho seguito la keyword Brexit su Facebook: fino ad un certo punto erano prevalenti i posts a favore della Brexit, poi (a circa due settimane dal referendum) c’e’ stata una brusca inversione di tendenza.

Personalmente, vista anche l’impennata a favore del leave degli stessi giorni, penso che due siano le possibilita’:

  • E’ stata lanciata una mega-campagna a favore del remain
  • E’ cambiato qualcosa.

Facebook e BrexitPerche’ scelgo Facebook come esempio? Perche’ e’ il social piu’ diffuso ed influente; inoltre, negli anni ho eseguito vari esperimenti – anche sulle campagne a pagamento, ma non e’ questo il nostro caso.

Cio’ detto, ho notato che sembrerebbe che una certa pagina che prendeva certe posizioni (lecite, ovviamente, ma contro-corrente) subisse periodici e drastici cali di diffusione dei post – apparentemente, soprattutto quando la pagina stava “sfondando”. Mi riferisco in particolare ad una pagina che si era schierata apertamente contro la Brexit: le statistiche di Facebook rivelavano non solo un calo di diffusione, ma che i posts venivano praticamente visti solo da coloro che avevano messo Mi piace alla pagina.

Ho sentito molte lamentele (espresse a pelle) da parte di gestori di pagine (e anche di singoli profili) su Facebook: lo scontento, in particolare per la percepita arbitrarieta’ della piattaforma, sta crescendo.

Se a qualcuno interessa approfondire l’uso dei socials in campo business, rimando al mio articolo Social Networks – Difetti e Pregi per le Imprese, l’Internazionalizzazione e l’Export.

Video – Social Media and Politics

 

I MEDIA

In generale, i mass media vantano una lunga storia di informazione non proprio obiettiva.

Quello che mi ha colpito e’ il modo in cui molti media europei si sono schierati apertamente contro la Brexit – cosi’ come si sono schierati apertamente contro la campagna di Trump negli Stati Uniti.

Visto che sto scrivendo in italiano, restringero’ l’analisi ai media italiani.

Mass media e brexitPer farla breve, non solo tali media (erano e) sono generalmente schierati, ma le notizie sono quasi sempre date con un taglio cosi’ di parte da inficiare il valore dell’informazione; ad esempio, se i sondaggi erano a favore della Brexit, perche’ dare i risultati di sondaggi piu’ vecchi?

Personalmente, ritengo che cio’ sia riconducibile ad un sentimento popolare (in buona parte della UE) piu’ o meno apertamente ostile all’Unione Europea – per approfondimenti consiglio Imprese ed Export – Il Sentimento Popolare in UE. E cosi’, gli inglesi (e tutti gli altri europei) si dovevano sorbire ogni santo giorno appelli di stranieri (potenti e/o influenti e/o famosi) che sostenevano che in caso di Brexit il Regno Unito sarebbe diventato il regno dell’anticristo – sto scherzando, ovviamente, ma spero di avere reso l’idea.

Posto che, come detto, i media hanno una lunga storia di posizioni non proprio obiettive, cosa e’ cambiato oggi?

mass media e social mediasSemplice: gli articoli dei giornali ed i video di giornali e TV finiscono sui socials, ottenendo spesso posizioni di primo piano e grandissima diffusione. Per quanto accaduto in proposito su Facebook, rimando al gia’ citato Social Media e Facebook – Aspetti Geopolitici.

Fatto sta, che si e’ verificata la giunzione tra social media e media: i tempi in cui i socials consentivano a chiunque di fare circolare (ampiamente) messaggi alternativi a quelli dei mass media e’ finito. Ora i media hanno una posizione di primo piano anche su Facebook ed i suoi fratelli.

Per quanto riguarda i media, ho notato il caso RT (ex Russia Today): e’ vero che vi sono anche articoli schierati (ma nella media delle fonti di informazione, anche occidentali), ma vi sono pure articoli eccellenti con ottime fonti – spesso riportano notizie estremamente interessanti che gli altri media non riportano. RT sta riscuotendo un notevole successo editoriale, come lo stanno riscuotendo i suoi video (o del canale Ruptly).

Socials e mass mediaEbbene, ho notato una tendenza, sui socials, a criticare fortemente RT come di parte, a fare passare il messaggio che e’ propaganda pura. Personalmente, quando si tratta di certi argomenti lo trovo molto meno di parte dal Daily Telegraph: prima lo trovavo molto ben informato e lo consultavo giornalmente, ora evito di leggere gli articoli su certi argomenti, perche’ mi sembra che manchino totalmente di obiettivita’.

 

DOVE TROVARE L’INFORMAZIONE?

I social networks tendono a cercare di mantenere l’utente al loro interno:

  • LinkedIn trasforma tutti i link esterni in short links proprietari – una caratteristica che non sopporto
  • Facebook, da’ talvolta generici avvertimenti sui link esterni
  • Su Twittter (dati i pochi caratteri) si e’ costretti ad usare gli shortlinks, di fronte ai quali molti esitano – e non a torto
  • Ecc.

Google, YouTube e social mediaDel resto, i vari motori di ricerca interni (escludendo YouTube, che comunque appartiene a Google) sono spesso alquanto scadenti.

E qui si arriva al Google di oggi:

  • Rispetto a qualche anno fa, e forse anche a causa della possibilita’ di cancellazione, moltissime cose non si trovano (piu’)
  • Recentemente, trovo Google molto inferiore a qualche anno fa, tanto che uso spesso motori di ricerca alternativi – che solitamente trovano molta piu’ informazione
  • Anche nel caso di Google, c’e’ stata unalamentela da parte di un sito inglese anti-Brexit che ha visto la sua posizione crollare improvvisamente in seconda o terza pagina
  • Google, la Brexit ed i socialsPersonalmente, non lo trovo piu’ uno strumento soddisfacente.

Tuttavia, Google e’ di gran lunga il motore di ricerca piu’ usato.

Per quanto riguarda l’influenza di Google, con il suo “potere di vita e di morte” sui siti web, anche il presidente esecutivo di Alphabet Inc. (che possiede Google) era tra gli invitati al Bilderberg di Dresda.

Ed erano invitati anche vari giornalisti; e’ quindi evidente che non solo i media, ma anche i social networks ed i motori di ricerca sono considerati importanti, cosi’ importanti da essere invitati al Bilderberg.

Consultare vari mass media e’ ormai imperativo per chi cerca l’oro – l’informazione utile.

Ma dove trovare l’informazione?

 

Blog,: internazionalizzazione, strategie ed exportIL CARO VECCHIO BLOG

Trovare l’informazione con la I maiuscola richiede impegno, intelligenza, l’uso di vari motori di ricerca e, spesso, varie iterazioni.

Buone fonti di informazione, o comunque ottimi punti di partenza, sono spesso i blog; il problema sta nel fatto che usando solo Google spesso non si trova molto, recentemente.

Dice la teoria moderna del SEO (Search Engine Optimization) che i social media sono fondamentali nella diffusione del blog; io dico che, vista l’arbitrarieta’ dei socials, non c’e’ da contarci troppo – soprattutto se non si scrivono banalita’ innocue o si fanno analisi contro-tendenza.

Ho visto troppi blog di qualita’ eccellente (e magari incentrati sul livello locale, quindi molto focalizzati) penalizzati da qualche social e/o relegati a dopo la prima pagina da Google – spesso preceduti da siti commerciali “grondanti” pubblicita’ pura e senza il minimo elemento informativo.

Brexit, UE ed il futuro dei blog

Pur tuttavia, il blog personale e’ ancora una delle fonti di informazione piu’ importanti: spesso, gli articoli del blogger sono il frutto di estenuanti ricerche – magari a volte va un po’ troppo sul cospiratorio, pero’ vi sono spesso riferimenti preziosi.

Il problema e’ che ormai le persone vogliono l’informazione immediata, magari via video, cosi’ non fanno fatica.

 

COME FARE PASSARE IL MESSAGGIO?

Mi sembra che, ad ogni giorno che passa, chi vuole fare passare un messaggio non convenzionale faccia sempre piu’ fatica. Personalmente ho fatto miracoli per una pagina Facebook (messaggio perfettamente lecito, ma contro-tendenza) che ho seguito, ma le cose diventano sempre peggiori: ad ogni eventuale escamotage viene prima o poi posto rimedio; se un certo tipo di post riceve (automaticamente) diffusione maggiore di altri, dopo un po’ questo non accade piu’.

mass media, social networks e brexitPrevedo che a breve restera’ solo il passa-parola, o quasi. Allora ci ritroveremo inondati di banalita’.

Anche il web e’ ormai diventato un terreno di battaglia: l’informazione e’ troppo importante perche’ nessuno provi a controllarla in qualche modo. La novita’ sta nel fatto che i tre mondi sono ormai solo uno: TV, giornali, socials.

Nel frattempo, i blog hanno subito un declino costante.

Mesi fa ho subito attacchi spietati quanto totalmente assurdi su LinkedIn: a qualcuno non piaceva il mio onesto ed informato parere sull’abbattimento del SU-24 russo in Siria da parte della Turchia, nonche’ questo articolo: Dominion – Missili ed Export. Non mi sembra che LinkedIn abbia fatto qualcosa in proposito, nonostante i personaggi fossero chiaramente su Linkedin per cercare di influenzare in senso puramente politico.

Brexit e social networksLa Brexit e’ un esempio lampante di quello che sta accadendo: un evidente tentativo di influenzare le persone, sia perche’ votassero remain, sia perche’ abbiano una percezione piu’ positiva della UE, tramite social networks e media.

Spero sempre che spunti all’orizzonte un nuovo social network indipendente, e non lo spero solo io: se continua cosi’, molti abbandoneranno il mondo dei socials; i socials “settoriali” stanno conoscendo una diffusione sempre piu’ grande.

E spero anche che qualcuno lanci un nuovo motore di ricerca.

Nel frattempo continuo a scrivere, perche’ mi piace. So che a molti le mie analisi, specie se sulla UE e sulla Brexit, non “piacciono”, per non parlare di quelle geopolitiche applicate all’internazionalizzazione o di quelle sui temporary export manager “formato” burocrazia italiana; me ne faro’ una ragione – nel frattempo molti responsabili di impresa mi hanno ringraziato per le mie analisi geopolitiche e strategiche.

Informazione e social networksTemo che non saro’ mai invitato al Bilderberg, ma dopotutto e’ quello che capita alla stragrande maggioranza delle persone ed io mi considero una persona semplice; e poi, non so se sarei in grado di saldare la camera in uno di quei posti.

Consiglierei a tutti di stare meno sui socials e cercare di piu’ l’informazione, magari non solo con Google; e di fare passa-parola, eventualmente anche sui social networks – se vi piace un blog, iscrivetevi ed invitate atri ad iscriversi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...