Internazionalizzazione delle PMI: Mercati Esteri, una Visione Distorta dagli Incentivi

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Internazionalizzazione di PMI: mercati esteri

Spesso concentrate sugli incentivi per l’internazionalizzazione delle PMI, le imprese hanno una visione distorta dei mercati esteri e di cos’e’ l’export.

 

INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PMI – CHI E’ COSTEI?

PMI: mercati esteri, questi sconosciuti

Molte imprese hanno un’idea distorta e spesso negativa di cos’e’ l’internazionalizzazione. Quando si parla di mercati esteri, le PMI sono bombardate dalle mitiche occasioni e dalle proposte di incentivi – cortesia di una miriade di societa’ di consulenza per l’export.

Ma non finisce qui. L’internazionalizzazione viene spesso confusa con la delocalizzazione ed addirittura con la globalizzazione, per via di:

  1. Un sistema altamente statalista e burocratico e di una storica scarsa attenzione italiana all’estero. D’altronde, basta ascoltare un notiziario: quasi tutto il tempo viene dedicato a fatti interni e/o alla politica italiana
  2. Voucher – termine con connotati negativi in Italia – per l’internazionalizzazione proposti da varie societa’ di consulenza
  3. Una pressoche’ totale mancanza di una mentalita’ aziendale dei mercati esteri.
Incentivi per internazionalizzazione? Hanno preso la strada sbaliata di tante agevolazioni. Diverso e' stato il caso del programma Industria 4.0
Incentivi per internazionalizzazione? Hanno preso la strada sbaliata di tante agevolazioni. Diverso e’ stato il caso del programma Industria 4.0, ma anche questa eccezione e’ stata “riportata sui binari” trasformando l’iper-ammortamento in credito di imposta

Incentivi per l’internazionalizzazione?

Invece di fare impresa, spesso le PMI adottano una mentalita’ adatta al mercato interno e si “accodano” a soluzioni di export frutto del sistema italiano.

Risultati:

  1. I mercati esteri sono una specie di creatura mitologica
  2. Le PMI si affidano in tutto a qualche azienda di consulenza. Questo non sarebbe un male in se, non fosse che il primo approccio del consulente consiste spesso nella proposta di agevolazioni e/o voucher.

Prima ho parlato del tempo spropositato dedicato alla politica interna sui notiziari italiani.

Ebbene, pare che uno dei cavalli di battaglia della politica italiana – anche a livello regionale – sia costituito dalle agevolazioni. In questo periodo, in varie regioni – ad esempio il Veneto – vanno forte gli incentivi per l’internazionalizzazione.

In Italia, prima o poi tutto viene burocratizzato, perfino l'innovazione. E' cosi' che ora c'e' perfino un albo degli innovation manager - e agevolazioni collegate a chi ne fa uso
In Italia, prima o poi tutto viene burocratizzato, perfino l’innovazione. E’ cosi’ che ora c’e’ perfino un albo degli innovation manager – e agevolazioni collegate a chi ne fa uso

L’azienda subisce ancora

Pare quasi che nel sistema italiano fare politica industriale equivalga a distribuire agevolazioni varie. Poi magari per ottenerli l’impresa deve sottostare a condizioni varie e sottoporsi al click day – vedi il caso dell’innovation manager – ma incredibilmente:

  1. Nessuna azienda od associazione si “ribella”
  2. I consulenti e le societa’ di consulenza corrono subito per essere presenti nel mitico albo.
Parlando di PMI: mercati esteri talvolta presentati agli imprenditori come il Nirvana da alcune aziende di consulenza
Parlando di PMI: mercati esteri talvolta presentati agli imprenditori come il Nirvana da alcune aziende di consulenza

Internazionalizzazione non e’ sinonimo di globalizzazione

Mi sono reso conto che – soprattutto nel mondo delle PMI e del general public – molti non hanno idea di cosa sia l’internazionalizzazione. Di piu’, tanti la confondono spesso con la delocalizzazione od addirittura con la globalizzazione.

La cosa e’ nata su un grosso gruppo LinkedIn in italiano, dedicato alle PMI. Un semplice articolo ha generato una discussione – estremamente educata, come dovrebbero essere tutte tali discussioni.

E’ venuta alla luce una semplice verita’: quando si parla di internazionalizzazione, non solo tanti brancolano nel buio, ma la ritengono un “male” per le PMI italiane ed addirittura per l’economia dell’Italia.

Chi ha letto uno dei miei numerosi articoli su sovranismo e globalismo, sa che internazionalizzare non ha niente a che fare con globalizzare
Chi ha letto uno dei miei numerosi articoli su globalismo e sovranismo, sa che internazionalizzare non ha niente a che fare con globalizzare

La globalizzazione non c’entra niente

Anni fa ho scritto un articolo in materia – su LinkedIn, che per qualche strana ragione non riesce a recuperare i vecchi articoli – dove rilevavo che l’internazionalizzazione e’ l’esatto opposto della globalizzazione.

In poche parole: la’ dove la globalizzazione tende all’uniformita’, l’internazionalizzazione mira a mettere l’azienda – ed i suoi prodotti – in grado di operare su specifici mercati esteri.

Quello che mi interessa analizzare oggi e’ il perche’ di tale situazione – e cosa comporta.

Internazionalizzazione significa fare export ed operare sui mercati esteri adattandosi agli specifici mercati - il contrario della globalizzazione cui pensano tante PMI quando sentono parlare di internazionalizzazione
Internazionalizzazione significa fare export ed operare sui mercati esteri adattandosi agli specifici mercati – il contrario della globalizzazione cui pensano tante PMI quando sentono parlare di internazionalizzazione

 

L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DI STATO ED I VOUCHER

I voucher per l’internazionalizzazione

Come sapete, sono sempre stato estremamente critico sulla via italiana per l’export – vedi ad esempio Voucher per l’Internazionalizzazione delle PMI – Vi Giochereste l’Impresa?

Fondamentalmente, tutto e’ stato ridotto alla “sagra” dei voucher  e ad una pletora di missioni, incontri B2B, ecc.

Per quanto anche organizzazioni statali o para-statali facciano un lavoro egregio, in generale tutto ruota attorno alle facilitazioni – o simili – statali. Purtroppo, l’Italia e’ un paese altamente statalista, dove:

  1. Pare che tutto debba partire dall’alto
  2. Purtroppo, troppe PMI dedicano troppo tempo alla caccia di agevolazioni varie anziche’ al fare impresa.

Preciso che vi sono anche eccellenti interventi – vedi il piano nazionale Industria 4.0 prima dello stravolgimento del 2020 – ma sull’export mi pare che sia stata imboccata la strada sbagliata.

Non tutti gli interventi statali sono criticabili. Ad esempio, il piano nazionale Industria 4.0 stava dando ottimi risultati e spingendo le imprese verso l'innovazione. In questo caso, non si parlava di voucher ma di iper-ammortamento, con la convalida tramite perizia
Non tutti gli interventi statali sono criticabili. Ad esempio, il piano nazionale Industria 4.0 stava dando ottimi risultati e spingendo le imprese verso l’innovazione. In questo caso, non si parlava di voucher ma di iper-ammortamento, con la convalida tramite perizia

Facciamo un esempio

E’ possibile che:

  1. Delle agevolazioni come i voucher per l’internazionalizzazione – al di la’ del nome che in Italia viene automaticamente associato al precariato dai piu’ – siano vincolate ad un preciso elenco di societa’ di consulenza internazionale?
  2. Tale elenco sia fatto da un Ministero – il Mise?
  3. La PMI non riceva un aiuto se non rivolgendosi alle societa’ presenti nell’elenco?

A me cio’ sembra:

  1. Quasi aiuto di stato per tali societa’ di consulenza – che sono le beneficiarie finali dello stanziamento
  2. L’esatto contrario della libera concorrenza e del fare impresa.
L'internazionalizzazione delle PMI presuppone uno stato d'animo combattivo, non la caccia disperata alle agevolazioni elargite dall'apparato burocratico
L’internazionalizzazione delle PMI presuppone uno stato d’animo combattivo, non la caccia disperata alle agevolazioni elargite dall’apparato burocratico

E’ questo il modo di porsi rispetto ai mercati internazionali?

Veramente si pensa di lanciare una PMI sui mercati esteri – dove la concorrenza e’ reale e si ragiona ben diversamente che in Italia – agendo cosi’?

L’internazionalizzazione e’ innanzitutto una forma mentale, e da li’ bisognerebbe cominciare.

In Italia, questo non e’ stato fatto.

C’e’ forse da stupirsi se tanti non hanno capito cos’e’ e se magari si lamentano che non e’ giusto che incentivi statali – in questo caso i voucher – vengano usati per favorire la fuga delle aziende e quindi creare disoccupazione?

Il temporary export manager deve avere una mentalita' aperta per fare internazionalizzazione
Il temporary export manager deve avere una grande esperienza estera se vuole fare internazionalizzazione per le PMI. Talvolta, non sembrerebbe questo il caso con i TEM “formato” burocrazia italiana.

 

C’E’ LA CRISI E LE IMPRESE SI BUTTANO

Vai di incentivi!

Siccome c’e’ crisi sul mercato interno, le PMI si buttano sugli incentivi – intanto provo. Peccato che:

  1. Sia previsto anche un investimento dell’impresa
  2. Si rischia di perdere tempo od addirittura di imboccare la strada sbagliata.

Si tratta di un rischio:

  1. Presente, sempre e comunque
  2. Che niente puo’ annullare, nemmeno lo stato.

Purtroppo, visto che le cose andavano bene e che in Italia si sta bene – frase che mi ripetevano tanti amici italiani vari anni fa – solo una percentuale minore di PMI ha ragionato seriamente di mercati esteri.

Volete capire quanto il sistema italiano sia lontano dai mercati internazionali e vicino a burocrazia e generiche societa' di consulenza? Leggete i post su qualche gruppo dedicato alle aziende dui social - LinkedIn per primo: praticamente mai si parla di logistica, quasi sempre di incentivi, finanza agevolata e consulenze
Volete capire quanto il sistema italiano sia lontano dai mercati internazionali e vicino a burocrazia e generiche societa’ di consulenza? Leggete i post su qualche gruppo dedicato alle aziende dui social – LinkedIn per primo: praticamente mai si parla di logistica, quasi sempre di incentivi, finanza agevolata e consulenze

Un sistema che non vede l’estero

Non parliamo di qualche vendita da parte dell’aziernda, ma di un ragionamento serio e strutturato. La situazione non era del tutto colpa delle PMI, visto che:

  1. L’intera societa’ italiana era permeata dal concetto di in Italia si sta bene.
  2. C’e’ “l’aggravante” di un sistema altamente statalista e burocratizzato come pochi al mondo.

Basta leggere un giornale italiano o vedere un notiziario: al di la’ di pochi eventi esteri – generalmente trattati con grande “superficialita’” e magari pure con lenti “di parte” – pullula di un’ordalia di notizie politiche italiane e di cronaca interna.

Tutti parlano delle piccole e medie aziende che hanno acquisito fama internazionale. Quasi nessuno segue il loro esempio
Tutti parlano delle piccole e medie aziende che hanno acquisito fama internazionale. Quasi nessuno segue il loro esempio

La realta’ e’ che l’Italia e’ un paese:

  1. Chiuso su se’ stesso
  2. Che ancora oggi non sa uscire da una spirale che ruota attorno alla politica ed alle mitiche elezioni. Come se quest’ultime potessero rimediare alla pressoche’ totale assenza del concetto di operare all’estero, od anche solo raddrizzare miracolosamente l’economia italiana.
Il mito italiano che la politica possa cambiare radicalmente la situazione economica ed aziendale con un colpo di bacchetta magica e' deleterio per le imprese - e fa loro scordare la necessita' di fare impresa senza sperare in miracoli
Il mito italiano che la politica possa cambiare radicalmente la situazione economica ed aziendale con un colpo di bacchetta magica e’ deleterio per le imprese – e fa loro scordare la necessita’ di fare impresa senza sperare in miracoli

La convinzione italiana

Vi e’ la convinzione tutta italiana che:

  1. La politica possa cambiare tutto
  2. Le imprese possano miracolosamente tornare all’ormai antico splendore

Tale convinzione:

  1. Non ha niente a che fare col fare impresa e con i mercati esteri
  2. A tutti i livelli, e’ la madre di cose come i voucher per l’internazionalizzazione e di tante societa’ di consulenza che vi si sono gettate a capofitto – ovviamente per dire alle PMI che loro si’, sono nell’elenco ministeriale.
Mi sembra che sia cosi' che alcune societa' di consulenza prospettano l'internazionalizzazione delle PMI: opportunita' ed ancora opportunita'. La cosa e' abbastanza piu' complessa e richiede impegno e capacita'
Mi sembra che sia cosi’ che alcune societa’ di consulenza prospettano l’internazionalizzazione delle PMI: opportunita’ ed ancora opportunita’. La cosa e’ abbastanza piu’ complessa e richiede impegno e capacita’

La crisi e l’internazionalizzazione delle PMI

Non vorrei sembrare cattivo, visto che anch’io sono un consulente: semplicemente, mi piace essere schietto e dire le cose come stanno – o perlomeno come le vedo io.

E’ arrivata la crisi, con un’Italia che e’ ora il fanalino di coda dell’Europa – o giu’ di li’. Miriadi di aziende hanno chiuso o sono in crisi, disoccupazione, sfiducia, demoralizzazione.

Visto quanto ho scritto finora, e’ ovvio che le imprese si siano gettate a capofitto sui mitici voucher, sugli incontri B2B, e quant’altro.

Pero’ diciamocelo:

  1. Questa – piu’ che internazionalizzazione delle PMI – e’ la disperata ricerca di ordini da parte di chi fino a ieri si disinteressava completamente dell’estero
  2. La caccia ai finanziamenti pubblici – o quello che sono – ha ben poco a che fare con il fare impresa.
Internazionalizzazione - PMI e societa' di consulenza dovrebbero capire che la stabilita' e' una chimera, la dimamicita' e non la burocrazia e' la soluzione
Internazionalizzazione – PMI e societa’ di consulenza dovrebbero capire che la stabilita’ e’ una chimera, la dimamicita’ e non la burocrazia e’ la soluzione

La domanda sulle PMI e’:

  1. Hanno poi capito cos’e’ l’internazionalizzazione e cosa comporta
  2. Sanno cosa vuole dire operare all’estero
  3. Comprendono che anche solo appena oltre-confine c’e’ tutta un’altra mentalita’, oltre alla concorrenza – magari locale?
  4. Sanno che il tempo e’ denaro?
Parlare di strategie di export o internazionalizzazione e' di moda. Tuttavia, penso che spesso per chi ne fa uso si tratti solo di ternini trendy - oscuri anche a chi li pronuncia
Parlare di strategie di export o internazionalizzazione e’ di moda. Tuttavia, penso che spesso per chi ne fa uso si tratti solo di ternini trendy – oscuri anche a chi li pronuncia

La risposta

L’azienda deve sopravvivere ed i vertici sperano nell’aiuto di stato.

Inoltre – come ho scritto in La Disperazione delle Aziende e le Consulenze Internazionali Trendy – spesso la PMI non ha compreso che non basta il commercialista e l’avvocato per operare sui mercati esteri.

Guarda caso, molti avvocati e commercialisti italiani si sono “buttati” nell’internazionalizzazione.

In Italia ha sempre funzionato cosi’: vista la burocrazia di dimensioni enormi, la piccole e media impresa italiana si affida ad un commercialista ed eventualmente ad un avvocato. Qui sta il problema.

Il consulente di internazionalizzazione non dovrebbe limitarsi a semplici analisi di mercato generiche od a generiche soft skills
Il consulente di internazionalizzazione non dovrebbe limitarsi a semplici analisi di mercato generiche od a generiche soft skills

Per essere chiaro, si dovrebbe parlare di:

  1. Estero, non di Italia
  2. Fare impresa, non di burocrazia italiana
  3. Strategie aziendali
  4. Rischi
  5. Analisi geopolitiche e di mercato
  6. Decidere dove – a livello di citta’ od al massimo di regione – il come e con che tempi.

Solo dopo avere parlato – perlomeno – di quanto visto, si puo’ pensare alla forma legale dell’azienda e del contratto.

Purtroppo, l’Italia e’ chiusa in se’ stessa.

Alcune soluzioni per i mercati esteri, anche tramite societa' di consulenza, sembrebbero studiate sulla base del mercato interno italiano - inadeguate ai tempi ed ai luoghi
Alcune soluzioni per i mercati esteri, anche tramite societa’ di consulenza, sembrebbero studiate sulla base del mercato interno italiano – inadeguate ai tempi ed ai luoghi

 

LE PMI E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Mercati esteri

Cosa dovrebbero pensare gli imprenditori quando:

  1. Tutto viene ridotto ad una serie di interventi statali?
  2. Il marketing di societa’ di consulenza consiste nel dire che loro si’, sono nell’elenco del Mise?
  3. Anche la sola parola voucher desta echi negativi nel paese?
  4. Quando gli imprenditori stessi ben poco sanno di come si muovono le cose all’estero – intendo operativamente ed imprenditorialmente?
Esportare necessita dello spirito adeguato, non di burocrazia e di finanza agevolata. Fare export solo perche' ci sono gli incentivi porta a problemi
Esportare necessita dello spirito adeguato, non di burocrazia e di finanza agevolata. Fare export solo perche’ ci sono gli incentivi porta a problemi

 

Una cosa “brutta”?

E’ evidente che molti pensano che l’internazionalizzazione sia una brutta cosa che toglie lavoro alle PMI italiane.

Non solo ben pochi si sono mai curati di spiegare cos’e’ veramente l’internazionalizzazione, ovvero cio’ quello che alle PMI italiane sembra la “sagra” dei voucher e quant’altro. Abbiamo gia’ visto che i voucher non hanno praticamente nulla a vedere con l’internazionalizzazione vera.

A questo punto, e’ il caso che chiarisca questa cosa dell’internazionalizzazione. Si tratta di:

  1. Vendere all’estero e rendere l’azienda in grado di operare all’estero
  2. Esportare prodotti, in questo caso di aziende italiane
  3. Creare profitto ed occupazione. Maggiore occupazione significa maggiori consumi interni, per cui l’economia – e le imprese – ne beneficia.
Estero significa anche rischi geopolitici e quant'altro - vendere all'estero non e' una favola ma un serio progetto di impresa
Estero significa anche rischi geopolitici e quant’altro – vendere all’estero non e’ una favola ma un serio progetto di impresa

Export e costo del lavoro

Non credo che sia un caso se il basso costo del lavoro italiano sia associato ad una pessima situazione delle aziende.

In Germania – dove il costo del lavoro e’ molto piu’ elevato – la situazione e’ migliore, infatti la:

  1. Disoccupazione e’ minore
  2. Qualita’ della vita e’ enormemente superiore

Per inciso, qualche anno fa la Germania esportava – in percentuale – quasi il doppio dell’Italia.

Non sento quasi mai parlare di concorrenza sui mercati esteri. Strano, vero?
Non sentite quasi mai parlare di concorrenza sui mercati esteri. Strano, vero?

E senza l’export?

Giusto per chiarire: senza l’export, l’Italia sarebbe probabilmente messa come la Grecia o peggio.

L’export e’ merito di tante aziende italiane che hanno fatto impresa, senza affidarsi a di voucher e quant’altro. Perche’ inventarsi nuove strade stataliste, quando c’e’ gia’ l’esempio di come fare con successo?

Purtroppo, in Italia e’ cominciata la “sagra” dell’internazionalizzazione.

E’ stato dimenticato che andare all’estero significa innanzitutto cambiare mentalita’ e rendere l’impresa in grado di operare all’estero.

Non e’ facile? Lo so, ma se fosse facile tutte le imprese italiane sarebbero gia’ internazionalizzate.

Le societa' di internazionalizzazione che seguono le PMI devono tirare fuori i denti per dare loro la possibilita' di fare impresa sui mercati esteri
Le societa’ di internazionalizzazione che seguono le PMI devono tirare fuori i denti per dare loro la possibilita’ di fare impresa sui mercati esteri

Il grande male italiano?

Si tratta di un sistema:

  1. Dove troppi sono convinti che qualcosa come votare A invece di B cambiera’ la loro vita in dieci minuti
  2. Che fa tutto “semplice”,
  3. Dove lo slogan – ed il marketing – ha spesso sostituito l’analisi.

In questo sistema, ben pochi si preoccupano di fare capire alle PMI cosa significa internazionalizzare. A dirla tutta, ben pochi sanno cos’e’.

Diciamocelo: finche’ qualche consulente puo’ pensare di fare clienti scrivendo che il Qatar e’ il futuro, non si va da nessuna parte. Del resto, e’ un po’ come dire di esportare in Italia – invece di specificare perlomeno la regione.

Personalmente, non voglio illudere nessun imprenditore: non esiste nessun bengodi la' fuori - esattamente come non esiste nel mercato interno
Personalmente, non voglio illudere nessun imprenditore: non esiste nessun Bengodi la’ fuori – esattamente come non esiste nel mercato interno

La mia opinione?

Innanzitutto, gli imprenditori dovrebbero:

  1. Leggere di piu’ le notizie dall’estero su internet
  2. Perdere meno tempo con i talk show, dove tutti sembrano esperti di tutto.

Le PMI – Piccole e Medie Imprese – dovrebbero ricordarsi di cosa significa impresa, e farla. Dopo di che, dovrebbero vedere il mondo con occhi nuovi – non di quelli di media e quant’altro.

Allora le aziende:

  1. Capiranno veramente cos’e’ l’internazionalizzazione e la vedranno positivamente
  2. Sapranno che fare veramente impresa – e solo in questo caso – comporta benefici per l’azienda e tutta la societa’.
Il vero spirito di impresa significa conquistare i mercati esteri - questo significa internazionalizzare
Il vero spirito di impresa significa conquistare i mercati esteri – questo significa internazionalizzare

 

CONCLUSIONE

Per concludere, rimando alla frase finale del mio articolo al mio articolo Internazionalizzazione di Impresa – Una Nuova Era:

[Il consulente di internazionalizzazione] ‘… Aiuta l’imprenditore a trovare le nuove rotte e ad allestire un bastimento adeguato, per poi imbarcarsi e condurre la nave a destinazione – e, soprattutto, a venderne bene il carico ed a riportarla indietro piena di spezie …’

Potete contattarmi quando volete. Mi fa sempre piacere scambiare opinioni
Potete contattarmi quando volete. Mi fa sempre piacere scambiare opinioni

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